L’inquinamento del suolo è una minaccia per tutti

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Per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana. Anche se si sa ancora troppo poco sulla portata e gravità di tale minaccia, ammonisce la Fao, che individua tra le cause di tale situazione di contaminazione l’intensificazione dell’agricoltura.

L'inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana, ma si sa fin troppo poco sulla portata e gravità di tale minaccia, avverte un nuovo rapporto della Fao pubblicato all'inizio di un simposio globale sul suolo che si è svolto a Roma dal 3 al 5 maggio.

Secondo la Fao, «l’inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana, ma si sa ancora troppo poco sulla portata e gravità di tale minaccia».

Le cause di tale situazione di contaminazione del suolo sono svariate e il rapporto della Fao le individua nei processi di industrializzazione, nelle guerre ma soprattutto nelle estrazioni minerarie, nell’intensificazione dell’agricoltura e nell’accresciuto smaltimento dei rifiuti urbani nel terreno.

La produzione globale di rifiuti solidi urbani, infatti, era nel 2012 di circa 1,3 miliardi di tonnellate annue; entro il 2025 si prevede un aumento di 2,2 miliardi di tonnellate l’anno.

In molte regioni del mondo, i livelli d’inquinanti organici persistenti nel latte umano sono significativamente superiori a quelli considerati sicuri, con una maggiore incidenza in India e in alcuni Paesi europei e africani.

Nell’ultimo decennio alcuni Paesi a basso e medio reddito hanno aumentato l’uso di pesticidi. In Bangladesh, per esempio, si stima sia aumentato di 4 volte, in Ruanda e in Etiopia più di 6 volte, e in Sudan sia addirittura decuplicato.

La produzione mondiale di letame è aumentata del 66% tra il 1961 e il 2016, passando da 73 a 124 milioni di tonnellate. Il volume di letame applicato ai terreni è cresciuto da 18 a 28 milioni di tonnellate, e la quantità di letame lasciata sui pascoli è passata da 48 a 86 tonnellate. Il letame può contenere elevate quantità di metalli pesanti, organismi patogeni e antibiotici.

Il rapporto della Fao evidenzia poi, che l’inquinamento del suolo spesso non può essere percepito visivamente o direttamente valutato, rendendolo un pericolo nascosto dalle gravi conseguenze. Influisce sulla sicurezza alimentare sia compromettendo il metabolismo delle piante e riducendo così i raccolti, sia rendendo le colture non sicure per il consumo. Gli inquinanti inoltre danneggiano direttamente gli organismi che vivono nel suolo e lo rendono più fertile.  E, naturalmente, il suolo contaminato da elementi pericolosi come arsenico, piombo e cadmio, da sostanze chimiche organiche come i policlorobifenili (PCB), da idrocarburi aromatici policiclici (IPA), da farmaci come gli antibiotici o da interferenti endocrini presentano gravi rischi per la salute umana.

Il rapporto conclude affermando che gli studi condotti finora sono stati in gran parte limitati alle economie sviluppate, quindi ci sono enormi lacune di informazione riguardo alla natura completa e alla portata del problema ma quel poco che sappiamo è motivo di preoccupazione. Ad esempio, in Australia, si stima che circa 80.000 siti soffrano di contaminazione del suolo. La Cina ha classificato il 16% di tutti i suoi suoli - e il 19% dei suoi terreni agricoli - come inquinato. Ci sono circa 3 milioni di siti potenzialmente inquinati nello Spazio economico europeo e nei Balcani occidentali. Negli Stati Uniti, 1.300 siti sono presenti nell'elenco delle priorità nazionali Superfund delle priorità di inquinamento di quel paese. Numeri come questi che aiutano a comprendere i tipi di pericoli che l'inquinamento pone ai suoli, ma non riflettono l'intera portata dell'inquinamento del suolo in tutto il mondo, e sottolineano l'inadeguatezza delle informazioni disponibili e le differenze nella registrazione di siti inquinati in tutte le regioni geografiche del globo.

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