Progetto Fuoco, la fiera per chi vuole fare impresa con le biomasse

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Dal 21 al 25 febbraio alla fiera di Verona undicesima edizione di Progetto Fuoco, manifestazione dedicata agli operatori della filiera della legna da ardere, ma anche agli agricoltori che vogliono sapere come rendere più efficiente e sostenibile la propria azienda dal punto di vista energetico

È la più importante rassegna mondiale degli impianti e delle attrezzature per la produzione di energia e calore dalla combustione della legna: stufe a pellet e a legna, termocamini ad aria e ad acqua, cucine a legna, caminetti e forni a legna, barbecue. Ma è anche il principale evento per l’esposizione delle macchine necessarie alla filiera della produzione e trasformazione delle biomasse per fini energetici: legna, cippato, tronchetti, mattonelle e pellet.
L’undicesima edizione di Progetto Fuoco (Verona Fiere dal 21 al 25 Febbraio 2018), è un appuntamento da non perdere per gli imprenditori agricoli della filiera produttiva che va dal bosco al pellettato, ma anche per tutti quelli che vogliono saperne di più sul Conto Termico e sulle biomasse in generale, al fine di ottimizzare i consumi delle proprie aziende e quindi renderle più ecosostenibili.

Dalle macchine alla formazione

Tra interno ed esterno saranno 105mila i metri quadrati di superficie espositiva che ospiteranno gli oltre 3000 prodotti (250 dei quali funzionanti grazie all’impianto di aspirazione fumi), di 754 aziende (+15% rispetto all’edizione precedente) di cui più di trecento straniere. In particolare, gli operatori della filiera potranno contare su un’area esterna di 5mila metri quadrati dove costruttori e concessionari di macchine e attrezzature forestali esporranno e faranno vedere in azione cippatori professionali, centri di produzione per la legna da ardere industriali, cippatrici, macchine spaccalegna e segaspaccalegna da piazzale, biotrituratori e pellettatrici, oltre a un’ampia panoramica degli strumenti utilizzati dai professionisti per la gestione sostenibile del bosco: motoseghe, verricelli, rimorchi forestali, harvester, forwarder, ecc...
Corposo sarà anche il programma di eventi collegati a questa tematica a cui stanno lavorando Compagnia delle Foreste in collaborazione con Aiel (partner tecnico della manifestazione) e Tesaf – Università di Padova. Ci saranno convegni, workshop e attività formative legati sia all’impiego delle biomasse legnose a fini energetici (Stati generali della legna da ardere, certificazione dei biocombustibili legnosi ecc…), sia agli aspetti forestali che vedranno il coinvolgimento dei principali referenti nazionali dell’associazionismo (Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive – Conaibo) e della formazione (Efesc Italia) che si interfacceranno con i visitatori e le ditte espositrici.

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Le opportunità del conto termico

Per le imprese agricole e forestali coprire il fabbisogno termico con una caldaia a biomassa legnosa è ancora più vantaggioso grazie al Conto Termico che riserva a queste due tipologie aziendali la possibilità di accedere agli incentivi anche in caso di nuova installazione di una caldaia a biomassa o di sostituzione di una caldaia a Gpl, con un impianto a biomassa legnosa dove non esista la rete del metano.
Sempre sul fronte degli incentivi, in alternativa al Conto Termico, le aziende agricole possono richiedere i Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica, Tee).
Le biomasse sono un’opportunità soprattutto per le aziende agricole che impiegano serre. Come noto le serre hanno un elevato consumo energetico per il riscaldamento, pari a circa il 40% del totale dei costi di esercizio. Negli ultimi dodici anni il costo del gasolio agricolo è raddoppiato (2003: 0,4 €/litro – 2015: 0,8 €/litro), mentre quello delle biomasse ha mostrato un andamento molto più stabile, dimostrandosi un alleato affidabile per ridurre l’incidenza dei costi energetici.
Dal punto di vista dell’appeal commerciale di legna da ardere, cippato e bricchette, Aiel ha sviluppato lo schema di certificazione Biomassplus, per rendere il mercato più trasparente, in modo che il consumatore sia più consapevole e certo delle caratteristiche e della qualità del prodotto che acquista, per ottenere la massima resa e le minori emissioni di polveri dalla combustione della legna.

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Legna, gestione sostenibile per fare reddito

Stando ai dati dell’inventario dell’uso delle terre d’Italia (Iuti) negli ultimi sessant’anni la superficie italiana boscata è più che raddoppiata, passando dai 5,5 milioni di ettari nel 1959 agli 11,8 milioni di oggi, pari al 39% dell’intera superficie nazionale. Ogni anno il bosco cresce di un volume di legna pari a 38 milioni di metri cubi, a fronte di un prelievo (con il taglio degli alberi per ottenere materiale da costruzione e biomassa a scopo energetico) pari a soli 7,7 milioni di metri cubi. Contrariamente a quanto si pensa, quindi, il bosco italiano cresce di mille metri quadrati al minuto, perciò ci sarebbe l’esigenza di incrementare il prelievo di legna e di gestire meglio le superfici forestali, per creare valore e reddito.
La Conferenza Ministeriale per la Protezione delle Foreste in Europa nel 1993 ha definito la gestione forestale sostenibile come “la gestione e l’uso delle foreste e dei terreni forestali nelle forme e ad un tasso di utilizzo che consentano di mantenerne la biodiversità, produttività, capacità di rinnovamento, vitalità e potenzialità di adempiere, ora e nel futuro, a rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e globale, senza comportare danni ad altri ecosistemi”. Una corretta gestione delle foreste contribuisce a contenere la concentrazione di CO2 in atmosfera e, in generale, alla lotta al cambiamento climatico.
Gli imprenditori agricoli, quindi, possono dare un grande contributo al raggiungimento di questi obiettivi e contemporaneamente incrementare il proprio reddito. Progetto Fuoco è l’evento ideale per capire come fare.

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