Dal primo gennaio 2017 Veneto Agricoltura, l’Azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agroalimentare è diventata “Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario”. Un passaggio avvenuto in virtù della legge n. 37/2014. «Un cambiamento che non riguarda solo il nome ma anche la sostanza – evidenzia Alberto Negro, direttore della nuova Agenzia fin dalla costituzione ma già in Veneto Agricoltura da luglio 2016 con funzione di commissario liquidatore –. L’Agenzia ha l’obiettivo di legare da un lato le esigenze che vengono dal mondo agricolo, quindi una maggiore concertazione con le associazioni, e dall’altra capire quali possono essere i supporti dal mondo della ricerca per dare le risposte al settore agricolo. Sono mesi – precisa Negro – che stiamo facendo tutte le analisi e sto iniziando a impostare come sarà l’organizzazione definitiva dell’Agenzia che dovrò presentare alla Giunta per l’approvazione».
Uno degli aspetti principali della nuova Agenzia è il modo di affrontare l’innovazione; secondo le disposizioni di legge, si dovrà occupare di ricerca applicata e sperimentazione finalizzate al collaudo e alla diffusione delle innovazioni tecnologiche e organizzative volte a migliorare la competitività delle imprese e delle filiere produttive, la sostenibilità ambientale, nei comparti agricolo, agroalimentare, forestale e delle pesca. «Lo scopo dell’Agenzia – sottolinea il direttore - è mettere insieme da una parte le necessità e dall’altra parte le possibili soluzioni perché si diano vere risposte ai problemi del settore primario nell’ambito, agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. Questa è una novità rispetto a come operava Veneto Agricoltura ma è anche l’indirizzo che viene chiesto dal partenariato europeo, European innovation partnerships - EIPs. In tutta Europa, infatti, si deve ridurre il gap che esiste tra mondo della ricerca che tante volte si muove in maniera anche non coordinata con il mondo delle associazioni e produttori. La nuova riorganizzazione che stiamo mettendo a punto sarà più razionale e più efficiente di prima. Dovremo fare più attività con meno risorse e meno personale perché non sono previste assunzioni». Gli anni 2017-2018 saranno di transizione e dovranno portare l’Agenzia all’obiettivo di essere a regime il primo gennaio 2019. Un’altra attività importante sarà la diffusione delle innovazioni tecnologiche, organizzative, di processo e di prodotto al sistema produttivo. «Se da un lato dobbiamo potenziare il collegamento tra ricerca e mondo produttivo dall’altra dobbiamo operare il trasferimento dell’innovazione. Una volta individuate le soluzioni, il nostro compito è anche trasferire queste innovazioni al mondo del primario. Già lo facevamo prima ma la legge lo evidenzia ancora di più». In questo momento ci sono attività di ricerca in corso a stretto contatto con l’Università e il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura), per quanto riguarda colture cerealicole e orticole su cui l’Agenzia Veneto Agricoltura ha competenze ed esperienze. «In entrambi i casi – chiosa Negro – stiamo studiando soluzioni innovative di portainnesti che possano essere maggiormente resistenti agli attacchi di alcune malattie o insetti e questo aiuterebbe molto la riduzione dell’uso dei pesticidi. Stiamo facendo anche esperienze per il controllo dell’uso dei pesticidi nel campo dei seminativi».
«Per dare le risposte giuste agli agricoltori, partendo dalle esigenze che vengono dal mondo agricolo e capire quali possono essere i supporti dal mondo della ricerca» sottolinea il direttore Alberto Negro
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