Agrisfera dice sì al ricambio generazionale

Giovanni Giambi, direttore generale di Agrisfera, insieme a 5 giovani imprenditori che lavorano all'interno della Cooperativa.
“Largo ai giovani”. Potrebbe essere questo lo slogan della cooperativa ravennate Agrisfera che, seppure conti 100 anni di vita, oggi si sente più giovane che mai. «Agli strumenti tipici dell’agricoltura di precisione è necessario abbinare personale che mastica la tecnologia», il punto di vista di Giovanni Giambi, direttore generale della Cooperativa

Uno scambio di whatsapp per tenersi aggiornati, strumenti digitali alla mano per velocizzare le operazioni di lavoro, nessuna fatica fisica. È quanto accade nelle aziende agricole moderne dove lavorano giovani imprenditori sempre più abituati alla tecnologia e alle innovazioni.
Ed è anche quanto sta accadendo all’interno della Cooperativa romagnola Agrisfera di Sant’Alberto (Ra) che ha fatto una scelta ben precisa: puntare al ricambio generazionale e abbinare così menti fresche e smart a strutture e strumenti all’avanguardia nel settore agricolo.
«Chi meglio di un giovane, che magari ha appena terminato gli studi, sarebbe in grado di gestire le moderne macchine che lavorano oggi i nostri terreni o i software di raccolta dati in stalla?», così Giovanni Giambi, direttore generale di Agrisfera, ci spiega perché la cooperativa sta puntando sulle nuove leve. «La mia idea è stata quella di portare innovazione all’interno di Agrisfera, seguendo i criteri dell’agricoltura di precisione, e abbinare a questo investimento personale altrettanto innovativo, capace di usare i nuovi strumenti al meglio e di conseguenza migliorare l’efficienza generale dell’azienda. Sanare aziende datate come quelle di Agrisfera, ammodernarle e renderle smart non sarebbe stato pienamente compatibile con le abitudini del personale che lavora lì da molti anni, abituato a tecniche di lavorazione ordinarie. L’applicazione delle tecniche agronomiche di precisione alle quali abbiamo deciso di puntare richiedono un’apertura mentale e una predisposizione alla tecnologia, caratteristiche facilmente riscontrabili in un giovane abituato a un mondo sempre più hi-tech».
Prosegue il direttore di Agrisfera: «Nel 2009 ci siamo avvicinati al metodo dell’agricoltura di precisione con l’introduzione di monitor che ricevevano il segnale Dgps (precisione +/- 20 cm) con lo scopo di ridurre le sovrapposizioni delle lavorazioni del terreno. Oggi, stiamo introducendo questa strategia su tutta la superficie coltivata, con una precisione di +/- 2 cm, grazie al sistema Rtk, con lo scopo di ridurre:

  • quantità dei prodotti fitosanitari utilizzati, tramite la diminuzione delle sovrapposizioni;
  • quantità dei concimi azotati, utilizzandoli solo dove è necessario, grazie alle mappe di prescrizione che derivano da quelle di produzione;
  • quantità di gasolio, perché si evitano gli incroci fra i diversi passaggi delle lavorazioni.

Il nostro obiettivo è di implementare e affinare questo modo di fare agricoltura, proseguendo nel suo costante impegno in ricerca e innovazione e di proseguire nel suo percorso di riduzione dell’impatto dell’agricoltura tradizionale verso l’ambiente».

 

15 giovani, uno per ogni settore

«All’interno della cooperativa – racconta Giambi – contiamo oggi 15 giovani impiegati in rappresentanza di tutti i settori, dall’agricoltura di precisione al biologico, dalla zootecnia all’officina, fino al comparto amministrativo. I nostri giovani sono ragazzi con storie completamente diverse tra di loro, c’è chi ha studiato e chi invece di agricoltura e zootecnia non ne ha mai sentito parlare – scherza Giambi -. Ciò che però li accomuna è la determinazione e la voglia di fare. Tutti e 15 non possiedono proprietà come terreni o aziende ma hanno oggi la possibilità di far parte di una delle più grandi cooperative di Italia e prendere decisioni relativamente alla gestione dei lavori».

 

Fuori dall’ordinario

L’idea alla base delle scelte della Cooperativa di Ravenna è quindi quella di investire nell’ammodernamento delle strutture e contemporaneamente favorire un ricambio generazionale inserendo giovani che hanno il potenziale per impiegare al meglio le innovazioni.
«Oggi – informa Giambi – stiamo cercando di introdurre giovani anche all’interno del gruppo dei trattoristi: le cabine di guida delle macchine moderne sono super tecnologiche oltre che dotate di ogni confort. In stalla abbiamo 8 robot di mungitura e una sala di mungitura a 16 posti. Inoltre, utilizziamo software di gestione che ci permettono di effettuare una raccolta dati accurata utile per meglio gestire i lavori. Persone giovani rappresentano la migliore soluzione per la gestione di queste tecnologie e un valore aggiunto per l’azienda».


Continua il direttore di Agrisfera: «Il mondo agricolo in generale è da sempre un mondo conservatore, io ho scelto di uscire un po’ dagli schemi e da questa logica e puntare al ricambio generazionale. Quando sono arrivato in Agrisfera, circa 10 anni fa, ho riscontrato problematiche comuni ad altre aziende: ho trovato un’azienda “invecchiata”, che non aveva intenzione di lasciare spazio a nuove risorse. Un’azienda ferma all’ordinario. Ma ora da qualche anno le cose sono cambiate».

 

Coinvolgere le scuole

Un altro degli obiettivi di Agrisfera è quello di coinvolge gli studenti delle scuole e spiegare loro cosa significa innovazione in agricoltura. «L’obiettivo – spiega Giambi – è quello di trasmettere anche ai più giovani l’idea che il settore agricolo di oggi è in grado di offrire importanti opportunità lavorative. I giovani che escono dagli istituti agrari, a esempio, potrebbero avere un futuro semplicemente entrando a far parte del gruppo dei trattoristi».

 

Tutti connessi

Il consiglio di amministrazione di Agrisfera è composto per circa il 50% da giovani, su un totale di 11 persone infatti 5 sono under 40. «Oltre a riunioni e incontri frequenti – aggiunge Giambi - i nostri 15 giovani hanno scelto di connettersi attraverso un gruppo whatsapp che li aiuta a fare il punto della situazione in tempo reale e a intervenire prontamente in caso di necessità. È uno strumento di estrema attualità, usato con criterio e non solo per il tempo libero. La comunicazione tra colleghi è fondamentale».

 

Chi è Agrisfera

La cooperativa agricola di Agrisfera di Sant’Alberto, in provincia di Ravenna, che nel 2016 ha compiuto 100 anni, oggi vanta di essere la più grande cooperativa agricola ravennate, con un totale ricavi di circa 12 milioni di euro, circa 280 soci, di cui 129 sono attivi.
Con più di 4mila ettari di terreno completamente di proprietà collocati tra le provincie di Ravenna e Ferrara, Agrisfera spazia dall’agricoltura al florvivaismo, dalla zootecnia da latte alle bioenergie, fino all’attività di ristorazione con l’agriturismo “Tenuta Augusta”, nel Parco del Delta del Po.


«In stalla – racconta Giambi - abbiamo investito molto, più di due milioni, con l’obiettivo di modificare buona parte della struttura della stalla che era molto vecchia (costruita negli anni 60) al fine di aumentare l’efficienza produttiva a partire dalla fine delle quote latte. Dal 2011 abbiamo deciso di investire molto anche sulle energie rinnovabili, costruendo così un impianto fotovoltaico da 200 kW e un impianto biogas da 1 megawatt (più un secondo impianto biogas da 1 megawatt in società con la Brio di Imola). In questo modo – spiega Giambi – siamo in grado di favorire una vantaggiosa integrazione tra zootecnia e produzione di risorse rinnovabili. Agrisfera negli ultimi anni ha investito quasi 8 milioni di euro nel settore delle energie rinnovabili al fine di implementare questo tipo di integrazione traendone giovamento sia da un punto di vista reddituale che da un punto di vista agronomico. Con il nostro allevamento di bovini, produciamo latte di alta qualità biologico per il gruppo Granlatte-Granarolo».

 

 

 

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