Città e campagna più vicine con il “Parco commestibile”

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Sostenibilità ambientale e sociale in un’esperienza innovativa alle porte di Reggio Emilia realizzata con un Goi finanziato dal Psr dell’Emilia-Romagna

I sistemi agricolo e alimentare stanno fronteggiando una serie di problemi ambientali e sociali di livello globale come i cambiamenti climatici, l’incremento della popolazione mondiale e la sua progressiva concentrazione nelle città, da cui derivano fenomeni distorsivi nella distribuzione del cibo, con diffusione dell’obesità ma allo stesso tempo carenze alimentari e spreco di derrate.

Queste sfide mettono sotto pressione l’ambito rurale ma anche e in modo particolare le città e le loro interfacce periurbane. Le autorità locali possono assumere un ruolo chiave per sostenere soluzioni innovative con impatti positivi sia a livello ambientale che sociale.

L’occasione per sperimentare nuove soluzioni sta venendo dai Psr, dove i Gruppi Operativi per l’Innovazione (Go o Goi) sono una delle principali novità.

Si tratta di progetti di innovazioni che hanno la finalità di affrontare problemi agricoli concreti, con l’intento di sviluppare nuovi sistemi o buone pratiche che possano essere trasferibili anche a realtà di altri territori, attraverso un percorso di “contaminazione” reciproca, da intendere in termini di scambio di esperienze e informazioni.

A questo fine opera a livello europeo il Partenariato europeo per l’innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (Pei-Agri), che ha tra i suoi obiettivi principali proprio quello di mettere in rete le varie esperienze e i risultati ottenuti dai Gruppi operativi di tutta Europa, attraverso l’organizzazione di vari eventi e gruppi di lavoro e la diffusione diretta di informazioni per mezzo di documentazione e del sito web www.eip-agri.eu.

Le coltivazioni bio sono curate da lavoratori che partecipano a percorsi di inserimento sociale

I partner del Goi

Tra i primi Gruppi operativi attivati in Italia, già nel 2016, troviamo Parco Commestibile. Il titolo del piano di innovazione portato avanti dal Gruppo operativo è “Orticoltura e agroforestazione periurbane – un’azienda agricola multifunzionale per gli ambiti periurbani” e intende mettere a punto un modello di agricoltura multifunzionale che possa fungere da cerniera tra la città e la campagna.

Il Gruppo operativo è costituito dal partenariato tra Centro Ricerche Produzioni Animali, Crpa nel ruolo di capofila; Fondazione Crpa Studi Ricerche; Cooperativa sociale Cielo d’Irlanda; Società Cooperativa Agricola Ortolani, OrtoRè; Università degli Studi di Parma – (Dipartimento Sea), in collaborazione con il Comune di Reggio nell’Emilia. Il progetto è finanziato con l’operazione 16.1.01, Focus Area 2A – ammodernamento e diversificazione del Psr 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna.

Parco Commestibile ricostruisce la naturale vocazione rurale del territorio periurbano, ripristinando i filari di alberi tra le coltivazioni orticole e valorizza le funzioni ambientali e sociali dell’agricoltura. Il Parco Commestibile è da intendere sia come luogo fisico che come brand.

I bambini di scuole e campi gioco di Reggio Emilia partecipano ad attività ricreazionali e didattiche nel parco, durante le quali si trasmettono nozioni basilari agricole e alimentari

Il luogo e le coltivazioni

Parco Commestibile è un sito di circa un ettaro nell’area periurbana della città di Reggio Emilia, che da tre anni è stato trasformato da terreno coltivato in modo convenzionale per la produzione di commodity a sistema di tipo agroforestale con coltivazione biologica di vari ortaggi. L’area era stata messa a disposizione del Gruppo operativo dal Comune di Reggio Emilia nella frazione di Villa Canali, alla periferia sud della città, con l’intento di sviluppare un nuovo modello agricolo di cerniera tra città e campagna. Il parco viene mantenuto aperto al pubblico, senza recinzioni e con corridoi pedonali.

Seguendo i principi dell’agroforestazione, e con l’intento di ricostruire in piccola scala il paesaggio agrario tradizionale e incrementare la biodiversità del sito, nell’autunno 2016 furono messe a dimora oltre 80 piante di gelso di diverse varietà certificate dal Crea-Api, dell’età di 1-2 anni, su filari distanziati di 20 metri e con distanza sulla fila di 7 metri. La scelta del gelso è legata alla presenza di questa specie sul territorio reggiano da almeno cinque secoli, dove la produzione di seta ha rappresentato a fasi alterne un’importante attività manifatturiera.

La gestione della parte arborea, condotta in collaborazione con un consulente membro dell’Aiaf (Associazione Italiana AgroForestazione), nel primo anno è stata rivolta al corretto avvio dell’impianto, con una concimazione primaverile e il diserbo periodico sulle file; sia nel secondo che nel terzo anno sono stati eseguiti anche due interventi di potatura, il primo a inizio marzo e il secondo a giugno, sul verde.

Le coltivazioni orticole vengono eseguite all’interno di parcelloni ricavati tra le file di gelsi, a contatto con gli alberi stessi. A inizio lavori fu fatta una concimazione di fondo con pollina, seguita dalla coltivazione di vari ortaggi come aglio, patate, cipolle tipo Tropea, zucchine chiare e scure, pomodori da mensa e da conserva, pomodorini tipo ciliegino, zucche tipo Delica e tipo Violina, peperoni e peperoncini, finocchi, broccoli, cavolfiori, cavoli verza e cappucci, varie lattughe.

Inoltre, nell’estate 2017 furono messe a dimora piante di fragole sulle file dei gelsi (nello spazio di 7 m che separa un albero dall’altro), con pacciamatura plastica che evita l’inerbimento di questi spazi più difficili da ripulire dalle malerbe. In tal modo si irrigano e concimano contemporaneamente le fragole e i gelsi. L’irrigazione è condotta con acqua di pozzo per mezzo di ali gocciolanti che consentono un significativo risparmio idrico rispetto ad altri metodi.

La gestione delle coltivazioni orticole, in regime di agricoltura biologica, è condotta dal partner cooperativa sociale Cielo d’Irlanda che impiega lavoratori con problemi di inserimento sociale, favorendo per quanto possibile le operazioni manuali rispetto a quelle meccaniche.

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Alcune referenze di minestre di verdure a marchio Parco Commestibile in vendita sugli scaffali della Gdo

Il brand e il mercato

Parco Commestibile è anche il marchio che si utilizza per offrire prodotti orticoli con una marcata connotazione territoriale ed etica, ricercando un nuovo approccio alla commercializzazione, rivolta in particolare ai cittadini dei quartieri limitrofi al sito di produzione.

Nel corso del progetto sono state sperimentate diverse modalità di commercializzazione dei prodotti del Parco Commestibile, tra cui la vendita diretta presso il Parco (un giorno la settimana), l’attivazione di due punti vendita in altri quartieri vicini, la partecipazione al gruppo facebook Reko Reggio Emilia, che fa incontrare offerta e domanda di prodotti agricoli locali e prevede il loro scambio settimanale in un luogo della città.

Dalla scorsa primavera, in accordo con alcuni cittadini partecipanti a iniziative sul Parco Commestibile, si è deciso di concentrare le energie nella vendita diretta presso un negozio di alimentari del quartiere, disponibile ad installare un corner di vendita dei prodotti a marchio Parco Commestibile. In tal modo può essere garantita una vendita quotidiana e ad una clientela numericamente superiore a quella raggiungibile con le modalità sperimentate in precedenza.

Una delle azioni innovative del progetto, gestita dal laboratorio di analisi sensoriale Crpa Lab in collaborazione con il partner Società Cooperativa Agricola Ortolani (OrtoRè), ha previsto inoltre lo sviluppo di nuove preparazioni di minestre di verdura e di confetture a base di more di gelso.

Per la messa a punto delle nuove minestre di verdura si è partiti realizzando 14 diverse preparazioni, sottoposte ad un test preliminare di accettabilità nel quale consumatori abituali di minestrone hanno espresso il loro gradimento su una scala edonistica a nove punti. Il maggiore gradimento è stato riscontrato per zuppa di legumi, zuppa di ceci e zucca, zuppa di fagioli, passato arancione (a base di zucca e carote), passato bianco (a base di porro e patate) e minestrone classico. In seguito, su queste 6 ricette si sono svolti i test di accettabilità con 60 consumatori abituali di minestrone/passato.

Tutte le 6 formulazioni sono state ampiamente apprezzate e in particolare il maggiore gradimento è stato riscontrato per zuppa di ceci e zucca e passato arancione. Queste referenze di minestre di verdura sono quindi state proposte alla Gdo per la distribuzione nei loro negozi locali col brand di Parco Commestibile.

Per lo sviluppo delle confetture di gelso sono state invece realizzate 4 preparazioni con i frutti neri e 6 con i frutti bianchi, variando la quantità di frutta impiegata e/o il contenuto di zucchero, e/o l’impiego di pectina, e/o il tempo di cottura. Le confetture sono state sopposte ad un test preliminare di accettabilità e ad un focus group con 25 consumatori. Le ricette ottenute con i frutti bianchi sono state valutate in generale troppo dolci e difficilmente spalmabili. I consumatori intervistati hanno rilevato che le more di gelso bianco, essendo essenzialmente dolci e non possedendo un aroma caratteristico di frutta, poco si prestano ad essere trasformate in confetture. Per quanto riguarda le more di gelso nero, due ricette sono risultate abbastanza gradite per il sapore/aroma anche se la consistenza è stata giudicata troppo liquida.

Le ricette di gelso nero ritenute migliori sono state riviste per soddisfare le esigenze espresse nel focus group e infine sopposte ad un test di accettabilità con 60 consumatori abituali di confetture.

La ricetta che ha ottenuto più successo è risultata quella contenente solo il 25% di zucchero e succo di limone senza aggiunta di pectina. Con i gelsi di more bianche è stata invece realizzata una confettura aromatizzata con olio essenziale di senape che è stata particolarmente apprezzata dai 60 consumatori sia tal quale sia in abbinamento con formaggi.

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I risultati e la divulgazione

Il progetto ha permesso di sviluppare un nuovo modello di azienda agricola per gli ambiti periurbani dove la multifunzionalità si esprime a 360 gradi, interessando oltre alle variegate produzioni agricole anche aspetti paesaggistici, ambientali e socio-culturali. Parco Commestibile è un’azienda che pratica un’efficiente gestione delle risorse idriche, dei fertilizzanti e fitofarmaci, in grado di dare reddito e potenzialmente riproducibile e trasferibile ad altri quartieri e città. La produzione/trasformazione/vendita degli ortaggi prodotti si estrinseca entro un’areale di pochi chilometri, così riducendo in modo significativo le emissioni di gas serra collegate alla logistica e confezionamento dei prodotti. La quantificazione di questi effetti ambientali sta per essere finalizzata nel progetto.

Per favorire un trasferimento consapevole di queste nuove pratiche, una parte significativa delle risorse del piano di innovazione è stata dedicata alla diffusione dei risultati. Tra gli obiettivi che vanno oltre la durata temporale del Goi c’è infatti la prosecuzione dell’esperienza e la trasferibilità del modello sviluppato, eventualmente rivisto e adattato alle situazioni locali, in altri quartieri di Reggio Emilia e in altre città.

Oltre ad aver organizzato incontri con visite al sito sperimentale, Parco Commestibile è stato presentato a diversi workshop europei organizzati da Pei-Agri ed è stato oggetto di pubblicazioni su riviste di settore. Con servizi televisivi e articoli sulla stampa locale sono stati informati i cittadini potenziali fruitori. Inoltre, grazie alla collaborazione del Comune di Reggio Emilia, vengono coinvolti in attività ricreazionali e didattiche al Parco Commestibile sia alunni delle scuole elementari che bambini dei campi gioco estivi, ai quali si cerca di trasmettere delle nozioni basilari agricole e alimentari, dando importanza alla freschezza ed alla stagionalità degli ortaggi. A dicembre 2019 è previsto il convegno finale del progetto.

Città e campagna più vicine con il “Parco commestibile” - Ultima modifica: 2019-10-29T18:25:23+00:00 da K4

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