Colpo di fuoco in rapida diffusione in Valsugana

Essudati sui frutticini: sintomi di colpo di fuoco su melo in Valsugana (Tn)
Meleti trentini a rischio. Preoccupa la velocità delle infezioni e la forte presenza anche sulle specie spontanee

Il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), si sta rapidamente espandendo in Valsugana. Il problema è seguito sia dal Servizio Agricoltura della Provincia di Trento che ha varate nuove misure di contenimento, che dalle cooperative agricole interessate, Consorzi COFAV e COBAV.

«L’infezione presente da una ventina d’anni non si è mai presentata con questa virulenza».

 

 

Ad affermarlo Il tecnico di zona per la frutticoltura della Fondazione Edmund Mach Mattia Zaffoni, operativo presso il Centro di Trasferimento Tecnologico sede di Rovereto e Vigalzano. Negli ultimi giorni si sono ritrovate piante infette: a Caldonazzo, Calceranica, Pergine Valsugana (Canale e paludi), Tenna, Levico (Barco e S. Giuliana), Marter e Carzano.

Sono state ritrovate piante infette di specie ospiti del batterio quali: pero, melo cotogno nespolo, sorbo e biancospino. Le piante spontanee così rischiano di fare da trampolino di lancio per la batteriosi perché queste specie purtroppo non sono sottoposte allo stesso livello di sorveglianza del melo, essendo diffuse in bordure, incolti, giardini ed orti.

La velocità delle infezioni

«Ma la cosa che più preoccupa - ricorda il tecnico -, è quella che in molti frutteti si evidenzia un aumento della presenza di sintomi e molti impianti che nei giorni precedenti non presentavano sintomi si trovano ora infetti. Negli impianti giovani, dove si è già eseguita una pulizia puntuale tagliando le parti della pianta colpita 50 cm sotto la parte infetta, si notano nuove manifestazioni ma, soprattutto, si riscontra la presenza di cancri sul fusto della pianta dovuti all’infezione».

«La diffusione -afferma Zaffoni - non è uniforme, dipende anche dalle varietà ad esempio la Golden Delicious che ha avuto una minore fioritura ha a offerto meno opportunità al batterio di entrare nel circuito della pianta quindi quelle colpite sono in numero minore, ma è presente in tutta la piana di Caldonazzo».

I sintomi

Questi i sintomi classici per individuare il batterio: essudati su foglie e frutti, mazzetto che

Sintomi di colpo di fuoco

piano piano si secca cominciando dalla cima creando così la cosiddetta punta a pastorale; disseccamento delle foglie partendo dal  picciolo.

Ma come comportarsi di fronte alla presenza del colpo di fuoco batterico?

Come reagire

La sorveglianza dei propri frutteti nei prossimi giorni è di fondamentale importanza al fine di individuare tempestivamente le piante colpite. Le parti colpite devono essere immediatamente asportate e bruciate sul posto. Dopo alcuni giorni è necessario ripassare nuovamente tutti i frutteti per ulteriori controlli. E’ indispensabile eliminare tutti i fiori ancora presenti negli impianti giovani ed eventuali rifioriture.

Tutti i trattamenti fitosanitari vanno eseguiti d’ora in poi con un volume di miscela ridotto, (minimo 4 concentrazioni), ponendo particolare attenzione a trattare per ultimi i frutteti con presenza della batteriosi al fine di non diffondere il batterio.

Il rame è l’unico prodotto che in questo periodo, con la presenza di essudati, frutticini e germogli colpiti, può avere una certa azione batteriostatica. Altri prodotti a base di batteri antagonisti, svolgono solamente un’azione preventiva durante la fioritura o in previsione di eventi grandinigeni, ma la loro efficacia non è paragonabile a quella del rame. Una raccomandazione sul quando trattare: è assolutamente importante trattare su vegetazione completamente asciutta, intervenendo con temperature buone e umidità dell’aria ridotta.

Una raccomandazione finale di Zaffoni riguarda la pulizia delle attrezzature. Al termine di ogni operazione manuale o meccanica è di fondamentale importanza la pulizia e il lavaggio accurati con prodotti disinfettanti.

Colpo di fuoco in rapida diffusione in Valsugana - Ultima modifica: 2020-06-08T00:41:07+02:00 da Lorenzo Tosi

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