Frutticoltura veneta sotto attacco della cimice asiatica

Solo nei prossimi giorni potranno essere lanciati nuovi esemplari di vespa samurai: nella regione sono 106 i siti individuati per una superficie totale di 380.000 ettari nei pressi dei frutteti

Lancio di vespe samurai in Veneto nell'anno 2020
La lotta biologica con il Trissolcus japonicus non sembra aver dato risultati finora soddisfacenti; l'andamento stagionale ha anticipato gli attacchi ma le autorizzazioni del Ministero dell'Ambiente, evidenzia Confagricoltura Veneto, sono arrivate soltanto pochi giorni fa, quindi in ritardo

Nuovo grido di allarme per i danni da cimice asiatica. A quello di qualche settimana fa partito dall'Emilia Romagna, si aggiunge ora quello di Confagricoltura Veneto. Il problema è noto: il caldo arrivato in anticipo ha portato la cimice asiatica a uscire, nidificare e iniziare ad attaccare gli alberi da frutta. Sono in particolare le drupacee, cioè ciliegio, pesco, susino e albicocco, i primi obiettivi dell’insetto, che prolifica con il deposito delle uova due volte all’anno a colpi di centinaia di esemplari.

L'allarme dei frutticoltori di Confagricoltura Veneto

“Le cimici sono già uscite e le vediamo sugli alberi, compreso il pero – spiega Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Veneto - anche perché gli inverni sempre meno freddi favoriscono la sopravvivenza dei parassiti. Oltre alla presenza di nidi, scorgiamo a occhio nudo parecchi esemplari di adulti all’interno dei frutteti. Temiamo che anche quest’anno possano fare danni, anche se è difficile una previsione adesso".

Insufficiente la lotta biologica con la vespa samurai

La richiesta è quella di mettere in campo tutte le armi a disposizione, anche se finora si sono comunque rivelate insufficienti per fronteggiare un nemico sempre più aggressivo e nocivo. Sono state riposte molte speranze nella lotta biologica con il Trissolcus japonicus, noto come vespa samurai, ma al momento le uova di cimice parassitizzate sono ancora poche.

Difesa con reti, trappole e fitosanitari repellenti

"Bisogna che il numero di antagonisti naturali delle cimici aumenti per arrivare a dei risultati tangibili - sottolinea Francesca Aldegheri - e ci vorrà ancora del tempo. Nel frattempo ci si difende come si può con reti, trappole e prodotti fitosanitari ad azione repellente”. E questo, appunto, perchè si è ancora lontani da buoni risultati ottenuti, ad esempio, con la lotta biologica contro il Cinipide del castagno grazie all’impiego del suo predatore naturale.

Le autorizzazioni per i lanci sono in ritardo

I problemi sono anche di ordine burocratico. Anche dal Veneto, infatti, come già denunciato nella vicina Emilia Romagna, ogni anno è necessario attendere l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente per i lanci della vespa samurai e anche per gli antagonisti del moscerino Drosophila suzukii, responsabile di gravi danni ai ciliegi in collina. Una situazione in cui la lentezza della burocrazia, o comunque il suo mancato pronto adeguarsi alle condizioni stagionali, finisce per fare il gioco della cimice asiatica. Un problema anche questo non nuovo, viste le analoghe segnalazioni degli scorsi anni.

106 i siti individuati a protezione di 380 mila ettari

"Il nulla osta è arrivato solo pochi giorni fa - si sottolinea a Confagricoltura - e dal Centro fitosanitario di Bovolino della Regione Veneto, informano che a breve verranno lanciati nuovi esemplari di Trissolcus japonicus, insetto dalle dimensioni di poco più di un millimetro, secondo il programma partito nel 2020". Sono 106 i siti individuati in Veneto per il lancio, per una superficie totale di 380.000 ettari, nei pressi di frutteti.

Frutticoltura veneta sotto attacco della cimice asiatica - Ultima modifica: 2022-06-06T18:30:26+02:00 da Gilberto Santucci

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