Lattuga, gli interventi chiave per marciumi fungini e batterici

Sclerotinia su cespo di lattuga
Momento clou per la difesa delle orticole a foglia. Individuare il patogeno giusto in base a sintomi per allestire la strategia di difesa più efficace

In questo periodo le giornate corte e le temperature in diminuzione, in concomitanza di precipitazioni piovose o nebbia, possono favorire lo sviluppo di patogeni che attaccano diverse colture ortive che in questo periodo sono in accrescimento.

 

 

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Sulle colture ortive “a foglia” (lattuga, indivia, scarola, cicoria) o carnose (es. gli impianti più precoci di finocchio), le polifaghe sclerotinie (Sclerotinia sclerotiorum, S. minor), spesso già presenti nel terreno, rappresentano sempre un temibile pericolo.

Controllo biologico pre-trapianto

I sintomi tipici degli attacchi da sclerotinia si evidenziano chiaramente verso la fine del ciclo colturale, con marciumi molli e la comparsa dei caratteristici sclerozi nerastri immersi in un feltro miceliale biancastro.

L’infezione, però, è solitamente precoce. Pertanto, superata la crisi di trapianto e prima della chiusura del cespo, è consigliabile effettuare un intervento con formulati a base di fungicidi singoli o associati, scegliendo tra i numerosi prodotti registrati sulla coltura (pyrimethanil, ciprodinil+fludioxonil, boscalid+piraclostrobin, fenexamide, azoxystrobin+difenconazolo, ecc.) avendo cura di raggiungere bene la base del cespo.

In alternativa, con criteri preventivi e di controllo biologico, si potrà ricorrere in pre-trapianto alla somministrazione di ceppi di Trichoderma (la classificazione delle specie di Trichoderma è stata rivista e attualmente sono diverse le specie utilizzate per la lotta biologica), del fungo Pythium oligander o dei batteri Bacillus subtilis e B. amyloliquefaciens che esplicano un’apprezzabile attività antagonistica verso le sclerotinie ed altri patogeni fungini del terreno.

Interessante è la disponibilità di formulati commerciali a base di Trichoderma che possono essere somministrati anche in fertirrigazione, quindi mediante manichette con la coltura in atto.

Un altro fungo antagonista della sclerotinia è Coniothyrium minitans, i cui formulati andranno distribuiti nel terreno contaminato 2-3 mesi prima del trapianto, per dargli il tempo necessario ad esplicare la propria azione sugli sclerozi presenti.

Intervento su lattuga in post trapianto

La strategia per la peronospora

Su lattuga sono possibili attacchi di peronospora (Bremia lactucae) che si manifesta soprattutto sulle foglie più esterne.

Prima della chiusura del cespo delle varietà tipo iceberg andrà effettuato un trattamento antiperonosporico con prodotti specifici (la scelta è ampia, andando dal rame ai prodotti chimici singoli o associati come fosetil di alluminio, metalaxil-M, cimoxanil, iprovalicarb, mandipropamide, propamocarb, azoxistrobin, pyraclostrobin+dimetomorf, fenamidone, ametoctradina, flupicolide, ecc.) diversi dei quali sono attivi anche contro eventuali attacchi di Pythium spp. Anche la disponibilità di prodotti biologici si è ampliata con la registrazione di laminarina, cerevisane e del citato B. amyloliquefaciens.

Le infezioni batteriche

Il rame è l’unico prodotto utilizzabile per contrastare infezioni batteriche che, in concomitanza di temperature miti e piogge persistenti, possono arrecare seri danni alle insalate.

Le infezioni batteriche più frequenti sono ad opera di Pseudomonas cichorii (agente del marciume batterico) e di Xanthomonas campestris pv. vitians (agente della maculatura batterica) che danno sintomi non facilmente distinguibili con la sola osservazione visiva. Entrambi i batteri possono sopravvivere saprofitariamente nel terreno, sono veicolati dall’acqua irrigua o piovana e penetrano attraverso le ferite o gli stomi.

Anche Erwinia carotovora è un batterio patogeno che può attaccare molte colture ortive, in condizioni di stress da eccessi idrici, su cui provoca marciumi molli per la capacità di produrre abbondanti enzimi pectolitici.

Lattuga, gli interventi chiave per marciumi fungini e batterici - Ultima modifica: 2020-10-28T06:57:01+01:00 da K4

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