Ortive da radice e foglia, come contenere le tipule

Tipula oleracea
Tipula oleracea e Tipula paludosa: "zanzaroni" solitamente innocui le cui larve possono eccezionalmente produrre danni rilevanti nei vivai e sulle ortive. Come prevenirli

Il dittero Tipula oleracea è una specie polifaga che danneggia sia coltivazioni ortive sia piante ornamentali, in serra e in pieno campo, ma anche le grandi colture come i cereali.

I danni sono in relazione al tipo di coltura e allo stadio di crescita delle larve: le giovani si nutrono di semi e piantine in germinazione con una conseguente riduzione del raccolto, mentre le larve più grandi si nutrono di radici, del colletto delle piantine e della base degli steli. Nelle colture erbacee industriali il danno è generalmente irrilevante, mentre nei vivai e sugli ortaggi da radice o da foglia i danni possono essere rilevanti.

In campo la distribuzione delle popolazioni non è omogenea per cui il danno spesso si manifesta a macchie all’interno degli appezzamenti. Inoltre, al danno diretto, spesso se ne aggiunge anche uno secondario che deriva da uccelli e roditori che scavano nel tappeto erboso per nutrirsi delle larve.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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“Esportate” in America

Le tipule sono un gruppo di ditteri che conta oltre 1.450 specie ampiamente diffuse in tutta Europa. Le più diffuse e dannose sono: Tipula oleracea (conosciuta come Tipula degli orti) estremamente polifaga e Tipula paludosa che danneggia soprattutto prati e pascoli.

Entrambe raggiungono dimensioni ragguardevoli (anche 23-25 mm di lunghezza) e hanno l’aspetto di grosse zanzare con una livrea grigio-nocciola, con evidenti bilancieri, ali strette e chiare con vene chiaramente visibili e lunghissime ed esili zampe.

Le uova sono di colore nero, ovali, lunghe 1 mm e vengono deposte sulla superficie del terreno. Le larve sono cilindriche, affusolate verso la testa e di colore grigio-marrone, hanno 4 stadi larvali di sviluppo e raggiungono i 2,5 cm di lunghezza quando sono completamente cresciute. Le pupe sono bruno-grigiastre e lunghe 2,5 cm. Dopo lo sfarfallamento degli adulti, le crisalidi rimangono sporgenti sulla superficie del terreno.

Queste due specie di tipule fitofaghe (Tipula paludosa e T. oleracea) sono state rinvenute recentemente in vaste aree degli Stati Uniti. Tipula paludosa risulta stabilita da diversi anni nel Pacifico Nord-occidentale e nelle province marittime canadesi in cui rappresenta uno dei principali insetti nocivi dei prati e dei pascoli. La comparsa di popolazioni di T. oleracea, è più recente e interessa il Pacifico Nord-occidentale e un’ampia porzione della California. T. oleracea è stata anche segnalata di recente come stabilita in Ecuador e i report parlano di danni alle piantine di broccoli.

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Due generazioni o una?

In Italia Tipula oleracea compie due generazioni all’anno mentre T. paludosa si sviluppa con una sola generazione nei dodici mesi. Gli adulti della tipula degli orti emergono dal suolo tra la fine dell’estate e l’autunno. Le femmine si accoppiano e depongono 200-300 uova. In una settimana nascono le larve che si nutrono delle radici di piante erbacee durante l’autunno. Le larve svernano nel terreno, di solito nel terzo stadio di sviluppo e ricominciano a nutrirsi ad aprile, in primavera, quando il terreno inizia a riscaldarsi. In estate, a fine sviluppo, le larve si impupano sotto la superficie del suolo. La fase pupale dura circa due settimane.

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LE TECNICHE DI DIFESA

La lotta contro la Tipula oleracea può essere di tipo agronomico o di tipo chimico. La lotta agronomica consiste nel creare condizioni avverse alla vita delle larve, il cui ambiente ottimale è umido; pertanto sono utili pratiche agronomiche come le lavorazioni estive del terreno che asciugano il terreno e danneggiano le larve e le pupe presenti sulla superficie. Utilissime sono anche le buone sistemazioni idraulico-agrarie che evitino il ristagno d’acqua e l’eccessiva umidità dei terreni e tutti gli interventi agronomici che sfavoriscono i ristagni idrici.

La lotta chimica, che viene effettuata quando le pratiche agronomiche non sono riuscite a limitare la presenza della Tipula, è basata sull’impiego dei geodisinfestanti alla semina, con insetticidi ammessi per la coltivazione.

Ottimi risultati sono stati ottenuti anche con la lotta biologica, impiegando nematodi entomopatogeni, in particolare Steinernema carpocapsae, sul terreno nei momenti di presenza di larve.

Ortive da radice e foglia, come contenere le tipule - Ultima modifica: 2022-05-12T08:58:02+02:00 da K4

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