Processionaria del pino, un pericolo da non sottovalutare

processionaria del pino
Classici nidi invernali di Processionaria posizionati nelle parti più soleggiate del pino.
I peli urticanti rendono questo lepidottero pericoloso per l'uomo e gli animali. Le presenze sono particolarmente elevate a causa del clima mite invernale e le migrazioni "in processione" delle larve imminenti. Le strategie di contenimento da adottare in questo periodo e tutto l'anno

L’andamento climatico autunno-invernale, caratterizzato da temperature al di sopra delle medie stagionali, hanno favorito una ampia diffusione del parassita Thaumatopoea (=Traumatocampa) pityocampa, lepidottero conosciuto con il nome di Processionaria del pino.

 

 

La presenza in tutto l’areale dell’Italia centrale è particolarmente elevata ed è presumibile che a breve ci siano le prime segnalazioni della migrazione delle larve dai nidi invernali verso il terreno.

 

 

Diffusione e biologia

La Processionaria attacca le conifere e in particolare Pino nero, Pino marittimo e Cedri presenti soprattutto in ambienti urbani. La possiamo ritrovare dal livello del mare fino al piano montano, sia in ambiente boschivo che in ambiente urbano. È proprio in tale ambito che crea i maggiori problemi in considerazione della sua pericolosità per gli uomini e per gli animali.

Il ciclo si svolge a partire dall’estate quando la farfalla, con abitudini crepuscolari, depone dalle 100 alle 300 uova, a manicotto, sugli aghi di pino. Dopo circa un mese nascono le prime larve che, con comportamento gregario vivono a spese della chioma, iniziando la costruzione di un nido sericeo. In questo periodo, approfittando delle temperature particolarmente miti, le larve aumentano la loro azione trofica per arrivare alla maturità e creano il maggior danno agli alberi. A breve, le larve mature abbandoneranno il nido sericeo per scendere in “processione” lungo il tronco e incrisalidarsi a qualche cm di profondità nel terreno.

nido di Thaumatopoea
Sezione di un nido invernale di Thaumatopoea pityocampa dove sono visibili le larve mature e i residui degli aghi di pino.

Riconoscerne la presenza

La presenza dell’insetto è in questo periodo facilmente rilevabile per via dei nidi ben visibili nella parte alta delle piante colpite e posizionati in esposizione più soleggiata, per favorire il riscaldamento dello stesso. Ben più difficile è l’individuazione dei nidi in autunno poiché non ancora ben formati e molto lassi.

L’attività trofica delle larve provoca la defogliazione delle piante e, nei casi più gravi, stress, rendendole maggiormente sensibili ad attacchi di parassiti.

Le larve adulte risultano, inoltre, molto pericolose per l’uomo e gli animali a causa dei peli urticanti che a contatto con le mucose o con la pelle, causano infiammazioni e reazioni allergiche talora molto gravi. Anche i nidi abbandonati in primavera sono pericolosi per la presenza di peli rimasti intrappolati nel groviglio sericeo.

Metodi di contenimento

La Processionaria del pino è un parassita sottoposto a Decreto Ministeriale di lotta obbligatoria, che prevede l’obbligo della lotta laddove il popolamento arboreo sia minacciato dalla presenza del parassita o ci siano rischi per la salute delle persone.

Larva matura di Thaumatopoea
Larva matura di Thaumatopoea pityocampa.

In metodi di contenimento del parassita sono diversi a seconda della fase di sviluppo dell’insetto. In questo periodo, con la presenza di larve che stanno completando il proprio ciclo, uscendo dal nido per nutrirsi e prepararsi per la migrazione verso il terreno, si possono effettuare 1-2 trattamenti con Bacillus thuringensis kurstaki con irrorazione sulla chioma; in alternativa, con l’ausilio delle opportune cautele, si può procedere all’asportazione meccanica e successiva distruzione del nido.

Un altro metodo interessante risulta essere l’utilizzo di trappole a colla o ecotrappole che si posizionano lungo il fusto poco prima della migrazione delle larve mature.

Applicazioni in endoterapia o catture massali degli adulti con trappole a feromoni sono valide alternative nel periodo estivo.

Tab. 1 Strategia annuale di contenimento della processionaria del pino

Periodo dell’anno Autunno Inverno Primavera Estate
Stadio di sviluppo dell’insetto Larve giovani prive di peli urticanti che iniziano la costruzione dei nidi sericei Larve con peli urticanti all’interno di fitti nidi sericei Larve con peli urticanti all’interno di fitti nidi sericei che escono solo per attività trofiche Adulto (=farfalla) e larve di I età innocue.

Presenza di nidi vecchi all’inizio dell’estate, abbandonati dalle larve.

Metodo di lotta consigliato 1-2 trattamenti con BTK* - 1-2 trattamenti con BTK ad inizio inverno prima della completa chiusura del nido e soltanto se le larve sono visibili anche fuori dal nido. Il nido invernale è perfettamente impermeabile!

- Raccolta meccanica e distruzione dei nidi.

- Trattamento con BTK non appena le larve iniziano ad uscire dal nido per completare il loro ciclo.

- Utilizzo di trappole a colla o ecotrappole da posizionare lungo il fusto prima della migrazione delle larve mature.

- Applicazioni endoterapiche con prodotti registrati a base di Abamectina ed Azadiractina da eseguirsi nel mese di agosto.

- Posizionamento di trappole a feromoni per la cattura massale da posizionarsi nella prima metà di giugno.

- Raccolta meccanica e distruzione dei vecchi nidi.

 

*Ricordare che il BTK (Bacillus thuringensis kurstaki) va usato secondo particolari accorgimenti tecnici: trattare nelle ore più fresche della giornata, controllare l’acidità dell’acqua di distribuzione, trattare quando le larve sono in attività trofica poiché il bioinsetticida agisce per ingestione.
Processionaria del pino, un pericolo da non sottovalutare - Ultima modifica: 2020-02-18T10:38:11+01:00 da K4