Sì alle trappole con feromoni contro la tignola della patata

tignola della patata
Tubero di patata gravemente danneggiato dalla tignola
Sono notevoli i danni provocati, anche nell'ultima annata, da Phthorimaea opercurella spesso in prossimità della raccolta. e i residui colturali lasciati in campo assicurano un elevato potenziale d'inoculo per l'annata che sta per iniziare. La soluzione per essere tempestivi nella difesa c'è: tra marzo e aprile occorre installare le trappole a feromone deve avvenire in

La tignola della patata (Phthorimaea opercurella) è un lepidottero gelichide originario del Sud America che si è diffuso in tutti i Paesi tropicali e subtropicali. Com’è noto le sue larve attaccano foglie, fusto e frutti di varie Solanacee spontanee e coltivate ed i tuberi della patata; questi vengono seriamente danneggiati dal fitofago quando vengono adottate inefficaci strategie di lotta in campo o inadeguati sistemi di conservazione in magazzino. Il numero delle generazioni effettuate annualmente dalla tignola viene notevolmente influenzato dalle condizioni ambientali e nelle regioni del centro-sud Italia può variare da 3 a 8.

Gli interventi

La mappa dei danni è diversificata, in alcune zone sono trascurabili in altre risultano gravi. Nelle regioni del centro-sud Italia la tignola ha creato negli ultimi anni notevoli problemi agli agricoltori, per alcuni versi ancora irrisolti.

Gli attuali sistemi di controllo si basano sull’adozione di adeguate misure agronomiche e sull’uso di insetticidi di sintesi in pieno campo e sull’impiego dell’atmosfera modificata o alla refrigerazione in magazzino.

Nonostante il feromone sessuale di P. opercurella sia da tempo disponibile in commercio per studiare il ciclo biologico, individuare le fonti di infestazione in campo e segnalare il passaggio della popolazione ai magazzini e viceversa, il suo impiego non è molto diffuso.

Peraltro il suo utilizzo nelle operazioni di monitoraggio del fitofago può fornire utili indicazioni per ottimizzare le tecniche di difesa integrata della coltura in campo e dei tuberi immagazzinati. Infatti, in base all’andamento e alla consistenza delle catture degli adulti è possibile adottare opportuni criteri colturali (scelta del periodo di semina, anticipazione della raccolta anche di pochi giorni prima del primo picco di volo della tignola, lavorazione del terreno, distruzione delle solanacee infestanti e dei residui colturali dopo la raccolta) e razionalizzare l’impiego dei mezzi di lotta sia fisici (copertura e conservazione a bassa temperatura dei tuberi immagazzinati) che chimici per il controllo delle infestazioni.

La gestione dei tuberi

Il monitoraggio degli adulti del fitofago con l’impiego di trappole a innesco feromonico condotto negli ambienti colturali del centro Italia ha consentito di accertare che le catture, basse e discontinue fino all’inizio del mese di luglio, subiscono un incremento repentino proprio a cavallo del periodo di raccolta delle varietà precoci.

Successivamente le catture proseguono fino ad autunno inoltrato e ulteriori picchi di catture si registrano nei mesi di agosto-settembre, pertanto è fondamentale conferire tempestivamente i tuberi al magazzino.

Inoltre poiché la tignola è in grado di superare l’inverno all’interno dei tuberi infestati rimasti in campo dopo la raccolta, i residui colturali rappresentano un’importante fonte di infestazione per la stagione successiva.

Di conseguenza la loro eliminazione con l’interramento deve avvenire quanto prima.

Lo stretto legame tra catture e danni arrecati alla produzione conferma la grande importanza del monitoraggio del fitofago che dovrebbe essere obbligatoriamente incluso nelle consuete pratiche di buona tecnica colturale della solanacea.


Tecnica del monitoraggio

Fra le diverse tipologie di trappole disponibili in commercio, quella a Pagoda (Traptest) risulta maggiormente efficace rispetto a tutte le altre. L’installazione in campo (2-3 trappole/ha di coltura) deve essere effettuata nei mesi di marzo-aprile, quando la temperatura supera i 10-12 °C, mentre in magazzino la loro esposizione (1-2/ambiente) può avvenire durante tutto l’anno quando la temperatura nell’ambiente di conservazione supera i 10 °C. La trappola deve essere posizionata in campo appena al di sopra della vegetazione e in magazzino a circa 50-60 cm da terra. Gli erogatori del feromone vanno sostituiti ogni 4-5 settimane.


Articolo pubblicato sulla rubrica L'occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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