Vespa Samurai, il Trentino raddoppia i siti di lancio

Allevamento di cimici asiatiche presso la Fondazione Mach per la moltiplicazione della Vespa Samurai
Da 20 a 40 grazie all’impegno della Fondazione Mach, di Università di Trento, e degli stanziamenti dell’amministrazione della Provincia Autonoma. Così i lanci della Vespa Samurai in Trentino partono con grande puntualità sui tempi prefissati.

Via libera ai lanci di Vespa Samurai in Trentino.

 

 

Grazie all’adozione il 9 giugno - in zona Cesarini- da parte del Ministero dell’Ambiente del decreto tanto atteso che autorizza l’immissione in deroga del Trissolcus japonicus, quale agente di controllo biologico della cimice asiatica, la Fondazione Mach partirà dal 15 giugno con i lanci delle 12 mila femmine di vespe samurai riprodotte in laboratorio a San

Michele all’Adige. Saranno rilasciate in 40 siti trentini, un numero superiore rispetto a quanto pianificato anche grazie al successo dell’attività di raccolta delle cimici per la moltiplicazione del parassitoide.

 

Il successo della collaborazione

con i privati per la raccolta delle cimici

La pianificazione dei siti è pronta da tempo e va a considerare tutte le zone interessate alla frutticoltura dove si è registrata una maggiore presenza della cimice asiatica.

L’emissione nell’ambiente naturale e non nei frutteti, avverrà con 100 soggetti per sito, per tre volte a distanza di 20 giorni. Come si vede si tratta di numeri molto maggiori a quelli programmati inizialmente si era parlato di 10 siti poi di 20 siti di lancio, ora grazie alla possibilità di avere a disposizione un numero maggiore di cimici asiatiche fornite dai privati cittadini, che hanno permesso di avere in allevamento 20 mila soggetti, che hanno già prodotte 2100 ovature delle quali il 90% circa sono idonee per l’allevamento, si è avuta la possibilità di allevare un numero di vespe samurai molto maggiore di quello programmato inizialmente.

L’operazione è stata preparata in dettaglio dal gruppo di lavoro della FEM che da anni è in prima linea nella ricerca di parassitoidi contro gli insetti alieni. «Certo - afferma Gianfranco Anfora responsabile del gruppo di ricercatori FEM che si occupano del progetto - per raggiungere l’equilibrio ci vorrà qualche anno».

L’impegno della Giunta trentina

«Ma il numero dei siti di lancio si è potuto raddoppiare anche perché la Giunta Provinciale trentina con apposito stanziamento ha messo a disposizione della Fondazione Mach le risorse necessarie per l’assunzione di sette nuovi tecnici che saranno assunti con contratto a termine per nove mesi all’anno per tre anni consecutivi coordinati da una responsabile del gruppo che saranno inseriti sul territorio per affiancare la rete dei tecnici frutticoli già presenti. Questo gruppo provvederà a tutte le valutazioni sulla presenza della cimice sia in fase pre che post lancio.

I lanci saranno effettuati in coincidenza con il picco delle deposizioni delle uova da parte della cimice asiatica quindi nei mesi di giungo e luglio con l’obiettivo di massimizzare il successo dell’operazione, spiega Anfora, che assicura che la vespina giapponese si riprodurrà a spese del suo ospite deponendo le proprie uova all’interno delle uova della cimice asiatica, l’esperto precisa infine che le vespe samurai sono assolutamente innocue per l’uomo.

Il progetto di rilascio vede la collaborazione del Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente (UNI TN-FEM), che ha curato l’allevamento del Trissolcus japonicus specializzato nel parassitizzare le uova di cimice.

Vespa Samurai, il Trentino raddoppia i siti di lancio - Ultima modifica: 2020-06-12T17:34:17+02:00 da Lorenzo Tosi

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