Vite, monitorare sui grappoli i danni della tignoletta

Tignoletta su trappola a incollaggio
Lobesia botrana: gli interventi curativi e preventivi. L'efficacia e i punti deboli della confusione sessuale

In questo periodo, a seconda dell’altimetria e della latitudine del vigneto, la tignoletta (Lobesia botrana) potrebbe aver completato la seconda generazione o avviato la terza.

In entrambi i casi le larvette sono carpofaghe, infestano cioè le bacche nelle quali penetrano appena sgusciate dall’uovo con danni diretti e aprendo la via agli agenti di marciumi. È importante, perciò, tenere sotto controllo le eventuali infestazioni che non devono superare la soglia di danno.

 

 

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

Abbonati e accedi all’edicola digitale

L’uso delle trappole

L’uso delle trappole innescate con feromone sessuale è importante per seguire l’andamento delle volo degli adulti ma anche il monitoraggio visivo dei danni agli acini è essenziale.

Un occhio allenato riesce a individuare abbastanza facilmente le uova deposte sugli acini in ingrossamento e, ovviamente, le bacche infestate. Con una comune lente di ingrandimento anche lo stadio di maturazione delle uova può essere osservato senza difficoltà, ricavando utili informazioni per la scelta del posizionamento dell’eventuale trattamento insetticida.

Per le uve da tavola la soglia indicativa di intervento si raggiunge al 3-4% di grappoli colpiti, mentre per le uve da vino al 10-15%. Il monitoraggio dei danni consente di posizionare con maggiore efficacia i prodotti insetticidi, sia biologici (spinosad e Bacillus thuringiensis) sia chimici individuando le fasi di maggiore suscettibilità (es. fase di “testa nera” delle uova, che è quella precedente la schiusa).

Potrebbe essere opportuno posizionare delle trappole nelle vicinanze, per avere comunque un’idea della quantità di adulti nell’area e seguirne la curva di volo. Nelle aree dove sono stati validati, i modelli previsionali saranno particolarmente utili per il corretto posizionamento dei trattamenti o per economizzare i tempi di monitoraggio.

Interventi preventivi o curativi

Il controllo potrà essere impostato con criteri curativi o preventivi: 3-4 giorni dall’inizio delle catture se si utilizzano regolatori di crescita (tebufenozide, metossifenozide), 4-6 giorni con spinetoram, spinosad, indoxacarb, clorantraniliprole, emamectina o Bacillus thuringiensis (var. Kurstaki e var. Aizawai). In quest’ultimo caso è consigliabile ripetere il trattamento dopo 7-8 giorni, soprattutto per le uve da tavola.

Nelle aree dove la tignoletta raggiunge popolazioni elevate e la curva di volo della II generazione è piuttosto lunga, indipendentemente dalla sostanza attiva utilizzata, potrebbe rendersi necessario eseguire un secondo trattamento a distanza di 10-15 giorni dal primo preferendo prodotti dotati di buona persistenza e resistenza alle alte temperature.

La confusione sessuale

In alternativa, la confusione sessuale si è affermata con successo in molti comprensori viticoli, sia per l’uva da tavola sia per l’uva da vino, consentendo anche la completa eliminazione dei trattamenti insetticidi. Un aspetto da considerare nei campi “confusi” è l’impossibilità di seguire il volo della tignoletta con trappole sessuali, perdendo importanti indicazioni per il posizionamento di eventuali trattamenti insetticidi. A questo, però, si può ovviare con servizi di monitoraggio comprensoriali e con i citati modelli previsionali.

Lotta biologica

Dove la lotta alla lobesia è completamente biologica, è importante controllare sempre la situazione fitosanitaria del proprio vigneto e non abbassare la guardia verso gli altri insetti parassiti (es. cocciniglie e tignola rigata) che vanno limitati prima che la loro popolazione cresca eccessivamente. Anche quando si adotta la confusione sessuale è importante effettuare nel proprio campo il monitoraggio con trappole attrattive per verificare la “tenuta” dei diffusori e, eventualmente, intervenire per contenere l’infestazione.

Inoltre, soprattutto negli ambienti meridionali dove abbondano gli oliveti e la macchia mediterranea, è bene ricordare che la tignoletta può svolgere il suo ciclo anche su altre specie, come appunto l’olivo, il mirto, il biancospino da cui poi gli adulti (femmine fecondate comprese) possono spostarsi nei vigneti.

Vite, monitorare sui grappoli i danni della tignoletta - Ultima modifica: 2020-07-25T21:31:40+02:00 da K4

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome