Una piattaforma europea per il benessere animale

Saranno 75 i rappresentanti delle parti interessate scelti tra Ong, esperti scientifici, Stati membri, paesi See ed Efsa

La Piattaforma Ue sul benessere animale istituita con Decisione della Commissione del 24 gennaio 2017 ha iniziato ufficialmente la sua attività il 6 giugno scorso con il suo insediamento ufficiale.

La Piattaforma è un forum per lo scambio di informazioni, conoscenze scientifiche e delle migliori pratiche relative al benessere degli animali tra gli Stati membri e tutte le parti interessate. Questo forum promuoverà gli standard di benessere degli animali a livello internazionale e m mira a migliorare l'applicazione della legislazione vigente in materia di benessere degli animali.

In particolare la Piattaforma ha come scopi:

  • Assistere la Commissione in relazione all'attuazione della legislazione esistente, i programmi e le politiche dell'Unione.
  • Assistere la Commissione con lo scambio di azioni coordinate sul benessere degli animali.
  • Coordinare con gli Stati membri a favorire lo scambio di opinioni.

 

Una grande opportunità

Già nella sua fase di avvio dei lavori, la Piattaforma si è posta degli obiettivi spiccatamente operativi e volti a garantire in un immediato futuro:

  1. una migliore applicazione delle norme dell'Ue attraverso lo scambio di informazioni sulle migliori pratiche e la diretta partecipazione dei soggetti interessati,
  2. lo sviluppo e l'utilizzo di impegni volontari da parte delle imprese,
  3. la promozione delle norme dell'Ue a livello mondiale.

La Piattaforma riunisce 75 rappresentanti delle parti interessate, Ong, esperti scientifici, Stati membri, paesi See (Spazio economico europeo), organizzazioni internazionali e l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Per la prima volta tutti i principali attori dell'Ue si incontreranno per scambiarsi esperienze e contribuire a migliorare il benessere degli animali.

Nella categoria degli esperti scientifici, l’Italia è rappresentata dalla professoressa Elisabetta Canali dell'Università degli Studi di Milano.

La piattaforma rappresenta, quindi, per tutte le parti interessate una grande opportunità di contribuire a migliorare il benessere degli animali mediante la cooperazione e la creazione di reti. Di conseguenza, i risultati dipenderanno in gran parte dalla partecipazione attiva e costruttiva di ciascun membro.

I lavori della Piattaforma dovrebbero contribuire a realizzare meglio la strategia in atto in materia di benessere animale. Infatti nel 2012 la Commissione ha adottato una strategia dell'Ue sul benessere degli animali che elenca una serie di azioni da realizzare.

 

Il lavoro da fare

In primo luogo, la Commissione intende completare le azioni ancora in sospeso, che consistono in sei studi e relazioni. Alcuni di questi sono di tipo tecnico e altri di carattere più strategico, come le migliori pratiche sul trasporto degli animali o in materia di macellazione/abbattimento degli animali.

È quindi una priorità per la Commissione far sì che tutte queste azioni siano realizzate entro la fine del 2017, in modo da disporre di tutte le informazioni necessarie per il futuro.

Ecco perché al per ora la Commissione non sta lavorando su un'altra strategia. Oltre che alla realizzazione della strategia del 2012, la Commissione si sta focalizzando su quattro priorità:

  1. una migliore applicazione delle norme dell'Ue in materia di benessere degli animali.
  2. lo sviluppo del dialogo tra le parti interessate.
  3. la promozione delle norme dell'Ue a livello globale.
  4. la designazione di centri di riferimento dell'Unione per il benessere degli animali.

Per una migliore applicazione delle norme dell'Ue, la Commissione ha concentrato i propri interventi su progetti specifici a partire dai risultati degli audit precedenti. In particolare è stata data priorità al benessere dei suini, dal momento che il divieto del mozzamento della coda come operazione di routine e la fornitura di materiali manipolabili per i suini sono ancora ampiamente disattesi. La Commissione sta inoltre sostenendo attivamente gli Stati membri nel migliorare l'attuazione della normativa in materia di trasporto di animali vivi, in particolare per quanto riguarda l'esportazione verso paesi terzi.

 

NORMATIVA UE E BENESSERE ANIMALE

La prima legislazione dell'UE in materia di benessere degli animali, che ha per oggetto la protezione degli animali nei macelli, è stata adottata nel 1974. Da allora l'Unione europea adotta testi giuridici a tutela degli animali nelle aziende agricole e nei laboratori. Vi sono anche disposizioni dell'Ue sulla detenzione degli animali nei giardini zoologici con riferimenti al benessere degli animali. L'Unione ha inoltre vietato l'uso di tagliole per catturare animali selvatici e tutela gli animali da allevamento con un complesso di norme sull'agricoltura e con disposizioni specifiche in materia di trasporto e di macellazione/abbattimento. Sono in vigore anche norme supplementari specifiche per l'allevamento di galline ovaiole, polli per la produzione di carne, suini e vitelli.

L'Ue integra inoltre i requisiti in materia di benessere degli animali nelle norme per i sussidi all'agricoltura (programmi di condizionalità e sviluppo rurale) e per l'agricoltura biologica.

L'articolo 13 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea impone all'Unione e agli Stati membri di tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere animale nella formulazione o nell'attuazione di determinate politiche dell'Unione, dal momento che gli animali sono esseri senzienti.

L'Ue non ha comunque la competenza per affrontare tutte le questioni relative al benessere degli animali quali, ad esempio, il benessere dei cani/gatti randagi o l'uso degli animali per spettacoli o competizioni (corride, rodei, spettacoli circensi, corse di cani o cavalli, ecc.).

Anche sul benessere degli animali selvatici l'Unione ha una competenza molto limitata.

Per quanto riguarda il benessere degli animali selvatici tenuti in cattività, una direttiva sui giardini zoologici e gli acquari contiene riferimenti agli obblighi in materia di benessere degli animali. Altri animali selvatici detenuti in cattività non sono soggetti alle norme dell'Ue sul benessere degli animali come ad esempio i circhi o i negozi di animali da compagnia.

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