Pomodoro da industria al Sud, accordo raggiunto

Riconfermato l'impianto contrattuale del 2016 sia nei prezzi che nella parte normativa

Dopo mesi di discussione è stato finalmente raggiunta un’intesa per la firma del Contratto quadro d’area per il Centro-Sud in vista della prossima campagna del pomodoro.

Di fatto viene riconfermato per intero l’impianto contrattuale del 2016 sia nella sua componente normativa che soprattutto in quella economica. Il prezzo di riferimento medio è stato individuato infatti in 87 €/t per il pomodoro tondo e in 97 per quello lungo. L’obbiettivo primario immaginato dal presidente di Anicav (Associazione nazionali industriali conserve alimentari vegetali) Antonio Ferraioli è quello di ridisegnare una nuova governance di filiera in grado di garantire una pianificazione chiara ed efficiente delle superfici di terreno coltivate a pomodoro, nonché una programmazione oculata della qualità da conferire alla trasformazione. Va poi considerata infine anche la capacità di garantire il rispetto di regole condivise.

Questo contratto appare molto vantaggioso, dal momento che, mentre nell’Italia settentrionale e in tutti gli altri paesi trasformatori competitori i prezzi sono calati, per quanto riguarda il Centro-Sud il direttore di Anicav Giovanni De Angelis può affermare che «al fine di recuperare il dialogo con la parte agricola e favorire la crescita di una nuova cultura di filiera, l’Anicav ha accettato di non applicare alcuna riduzione del prezzo rispetto alla campagna del 2016».

Questo accordo secondo le intenzioni di Annibale Pancrazio, presidente del Polo distrettuale Centro-Sud Italia, un’aggregazione volontaria tra Op e imprese di trasformazione, potrebbe rappresentare uno stimolo per l’evoluzione del Polo stesso verso un’Organizzazione interprofessionale riconosciuta.

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