Biologico e fosfiti, scongiurato il rischio “decertificazione”

Frutta secca
Un emendamento di Alleanza delle cooperative al decreto Semplificazioni, appena convertito in legge, evita il rischio che il nuovo limite sui fosfiti porti alla decertificazione della frutta secca prodotta sui terreni vulcanici

Il decreto semplificazioni diventa legge. Numerosi gli emendamenti che interessano l’agricoltura (leggi qui per dettagli). Alleanza delle Cooperative ha posto l’accento sul biologico e sull’emendamento che “scongiura il rischio di de-certificazione per la frutta in guscio». Il tema è sempre quello della contaminazione accidentale da fosfiti di numerosi prodotti bio.

 

 

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L’intervento dell’Oi Ortofrutta Italia

Ortofrutta Italia, organizzazione interprofessionale presieduta da Nazario Battelli e l'Unione nazionale Italia Ortofrutta erano infatti intervenuti presso il ministero dopo la formulazione del Dm 309/2011 (in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) sulle "Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica", approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, firmato dalla ministra Teresa Bellanova.

L’intervento chiedeva di tutelare il comparto della frutta secca ed essiccata da possibili de-certificazioni gratuite a danno di produttori di frutta secca onesti per presunte possibili contaminazioni accidentali derivate da coltivazioni su terreni vulcanici (in particolare dell’alto Lazio).

Le verifiche spettano al Mipaaf

La nuova norma inserita con un emendamento nella Legge Semplificazioni consente al ministero delle Politiche agricole di stabilire specifiche soglie di presenza di acido fosforoso per i prodotti coltivati nelle aree interessate, attraverso l'emanazione di un decreto, d'intesa con la Conferenza Stato Regioni entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge.

L’emendamento di Alleanza delle cooperative

«Non possiamo che essere soddisfatti – commenta il presidente di Alleanza Cooperative

Giorgio Mercuri

Agroalimentari Giorgio Mercuri per l’approvazione della norma “salva bio” che consentirà di evitare che volumi consistenti di prodotti coltivati con il metodo biologico subiscano una iniqua decertificazione, per carenza di parametri normativi che tengano conto della presenza naturale di acido fosforoso nei terreni di origine vulcanica».

«Questo emendamento – prosegue Mercuri - è stato proposto dall’Alleanza in seguito alle segnalazioni di alcune cooperative, in particolare del Viterbese, che hanno evidenziato la necessità di elevare la soglia per le produzioni delle zone vulcaniche, che presentano di fatto una più elevata concentrazione naturale di minerali che sembrerebbero indurre, in particolare nella frutta a guscio, livelli di acido fosforico più elevati di quanto previsto nel DM sulle contaminazioni accidentali».

«Ringraziamo il Ministero delle politiche agricole e il parlamento, con il quale l’Alleanza ha avuto una preziosa interlocuzione e che ha consentito di arrivare alla stesura e all’approvazione dell’emendamento. Da oggi il superamento dei limiti di acido fosforoso non penalizzerà in maniera automatica nocciole, frutta secca e tanti altri prodotti di eccellenza, negando loro la possibilità di fregiarsi del marchio bio e arrecando inevitabili danni economici a molte aziende e cooperative che operano in zone di origine vulcanica».

«Attenzione – conclude Mercuri – la novità introdotta  non va certo nella direzione di avallare produttori che espletano trattamenti non ammessi. L’emendamento prevede infatti che la certificazione bio venga perduta in tutti quei casi in cui sia accertato da parte dell'organismo di controllo che la contaminazione non è in alcun modo attribuibile alla natura del suolo».

Biologico e fosfiti, scongiurato il rischio “decertificazione” - Ultima modifica: 2020-09-10T20:54:40+02:00 da Lorenzo Tosi

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