Anbi e Bonifica della Romagna fra storia e futuro

il presidente del Consorzio di bonifica della Romagna, Stefano Francia
I due enti istituzionali per la sicurezza e la governance dell'acqua si sono incontrati a Ravenna. Un'occasione non solo celebrativa ma anche un'opportunità per affrontare temi importanti come la sicurezza idraulica, il cambiamento climatico e la gestione dell'ambiente

La celebrazione dei 100 anni di Anbi (Associazione nazionale delle bonifiche) e degli oltre 700 della Bonifica in Romagna, che di è tenuta il 16 marzo presso le Antiche Artificerie dell’Almagià di Ravenna (ex magazzino di stoccaggio dello zolfo delle omonime raffinerie fondate nel 1887, operative per quasi un secolo e situate nel cuore del vecchi posto) è stata l’occasione per fare il punto sulle criticità nella gestione della risorsa idrica.

Tavola rotonda in occasione della Celebrazione dei 100 anni dell'Anbi a Ravenna

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati, con i più importanti attori del territorio e della Regione, congiuntamente agli stakeholder della sicurezza, dell’università e ricerca, del mondo produttivo, delle utility, i temi della bonifica nel traguardo storico e nel quadro dei cambiamenti climatici, della siccità e delle economie di territorio.

Nuovi invasi e recupero dei reflui

La garanzia futura di riserve idriche non sta nell’introduzione di un desalinatore, ma nella costruzione di invasi e nel recupero dei reflui. Con la prospettiva innovativa di rendere i 7 ettari di invasi romagnoli un’opportunità per introdurre fotovoltaico flottante. È questo uno dei più importanti dati emersi dalla giornata di Ravenna.

Gli "scariolanti" erano braccianti che trasportavano la terra per mezzo delle loro carriole durante i lavori di bonifica

L’evento ha portato a confrontarsi tutti i protagonisti della gestione dell’acqua. Dopo i saluti del sindaco Michele De Pascale, del prefetto Castrese De Rosa e del presidente della Cassa spa, Antonio Patuelli, si sono avvicendati al confronto la direttrice del Consorzio di Bonifica della Romagna Lucia Capodagli, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, il direttore generali di Anbi Massimo Gargano, il presidente di PromosAgri, Stefano Patrizi , Tito Menzani del dipartimento Scienze Economiche di Unibo, Davide Viaggi di Distal Unibo, e Stefano Calderoni, vicepresidente nazionale Anbi.

Un sistema da potenziare

Tonino Bernabè, presidente di Romagna Acque, ha ricordato che «chi è contrario agli invasi dovrebbe rendersi conto che il parco di Ridracoli è nato dopo la diga, non prima. Noi dobbiamo potenziare quel sistema, con il prolungamento della galleria di gronda che attualmente porta l’acqua di Fiumicello nell’invaso di Ridracoli».

L’amministratore di Ravenna Servizi Industriali Michele Zaccaro ha dichiarato invece che «l’industria non potrebbe andare avanti senza l’acqua recuperata dal consorzio di bonifica». «I reflui per noi potrebbero essere un’ottima risorsa – ha aggiunto – mentre vedo più difficile il ricorso a un dissalatore, che creerebbe una gran quantità di sale scarto».

Francesco Maffini, dirigente di Hera, ha indicato nell’utilizzo degli impianti di depurazione un a fonte importante per fornire a industrie e agricoltura acqua a scopi produttivi.

Una situazione da gestire

Nicola Dal Monte, presidente del Cer ha concentrato l’attenzione sul tema del risparmio idrico ricordando la struttura dell’Acqua Campus fiore all’occhiello del Canale Emiliano-Romagnolo per la ricerca nel settore irriguo. A chiudere il panel è stata la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, che ha ricordato: «L’aumento delle temperature ci obbliga ad un progressivo adattamento. Non dimentichiamoci che  a gennaio di quest’anno la temperatura è stata di sei gradi centigradi sopra la media e partiamo, pertanto, con minori riserve idriche. Sarà necessaria una sempre maggiore gestione delle risorse, che coincide anche con una pianificazione delle attività agricole. Se da una parte gli invasi sono per lo più pieni, le falde invece sono quasi a secco ».

Foto ricordo dei relatori assieme ad alcuni dei sindaci che hanno partecipato all'incontro di Ravenna

Acqua, energia e ambiente

L’incontro è stato chiuso dal presidente del Consorzio di bonifica della Romagna, Stefano Francia che ha ricordato come «la governance dell’acqua non deve lasciare solo nessuno. In futuro dovremo sempre di più associare al tema dell’acqua quello dell’energia».

«L’idroelettrico non basta - ha detto Francia -, serve più fotovoltaico e va installato sui 7 ettari di invasi che deteniamo per sviluppare il fotovoltaico flottante».

«E non dimentichiamoci - ha concluso -che il concetto di bonifica deve essere sempre più associato a quello della gestione dell’ambiente».

Anbi e Bonifica della Romagna fra storia e futuro - Ultima modifica: 2023-03-17T16:55:44+01:00 da Alessandro Maresca

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