Risorse irrigue, «serve un osservatorio nazionale unico»

Massimo Gargano, direttore generale Anbi
Anbi chiede l’istituzione di un osservatorio permanente sulle risorse idriche (che già esiste in Spagna) e la revisione della direttiva quadro acque (una norma difficilmente applicabile)

«Sarebbe importante Istituire un osservatorio permanente sulle risorse idriche, attorno al quale far sedere tutti i soggetti interessati, superando l’attuale frazionamento decisionale che, pur essendo chiaro nell’individuazione dei compiti, manca di una regia nazionale, delegando le scelte ad ogni singola regione». Lo chiede l’’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) attraverso le parole del direttore generale, Massimo Gargano.

La Spagna fa meglio di noi

Gargano ricorda che «un simile strumento già esiste in Spagna, Paese con problematiche idriche simili alle nostre e dove, però, già si trattiene in invasi oltre il 35% dell’acqua piovana, mentre noi siamo fermi all’11%. Qualche pioggia non può fare dimenticare l’inadeguatezza del nostro sistema idraulico di fronte ai cambiamenti climatici».

Infrastrutture da realizzare

Francesco Vincenzi, presidente Anbi

«In merito alla realizzazione di nuovi bacini – aggiunge il presidente di Anbi, Francesco Vincenzi - è necessario superare la “sindrome del Vajont”, creando nuove infrastrutture per il Paese di fronte a un’evidente crisi climatica, che ci sta facendo vivere la settima siccità in 19 anni, arrecando solo nel 2022, oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura, che produce cibo. Il Piano Laghetti multifunzionali, proposto da Anbi e Coldiretti nel segno della sostenibilità, risponde a questa esigenza, dimostrando l’efficienza progettuale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, la cui capacità operativa è anche testimoniata dai cantieri aperti in tutta Italia per circa 4 miliardi di fondi pregressi».

Una norma inapplicabile

«Tutto questo – continua Vincenzi - deve essere inquadrato in una più incisiva presenza italiana in sede comunitaria, dove bisogna puntare a una revisione della Direttiva Quadro Acque che, varata nel 2000 nel sostanziale disinteresse dei rappresentanti italiani, risulta oggi inapplicabile nel nostro Paese senza pesanti conseguenze sull’assetto territoriale ed ambientale».

Bisogna sostenere la prevenzione

«Alla politica chiediamo di superare l’incoerenza fra sensibilità dichiarate e azioni conseguenti, a iniziare dalla necessità di approvare la legge contro l’indiscriminato consumo di suolo – conclude Gargano -. Serve una visione, che abbia il territorio al centro, perché 1 euro speso in prevenzione, ne fa risparmiare 5 nella conta dei danni oltre all’ingiustificabile tributo in vite umane. In Italia come in Europa serve una nuova cultura dell’acqua per evitare di essere travolti dalle conseguenze della crisi climatica. La dimostrata efficienza del sistema irriguo Irriframe e la prossima certificazione di sostenibilità idrica, denominata Goccia Verde, sono un contributo di Anbi in questa direzione».

Risorse irrigue, «serve un osservatorio nazionale unico» - Ultima modifica: 2022-11-25T09:47:57+01:00 da Alessandro Maresca

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