Coldiretti e Princes insieme con accordo filiera pomodoro “100% Made in Italy”

Con la firma del contratto 2020 dell'accordo di filiera triennale riconosciuti prezzi che gli agricoltori non vedevano da 22 anni: 121 €/t per il pomodoro tondo, 125 €/t per il pomodoro lungo

Coldiretti e Princes Industrie Alimentari (gruppo inglese che controlla il più grande stabilimento per la trasformazione del pomodoro da industria in Europa, a Foggia, dove lavora ogni anno circa 300.000 tonnellate di pomodoro fresco e produce fino a 500 milioni di scatole) uniscono i propri sforzi per sostenere il “Made in Italy” della filiera del pomodoro da industria valorizzandone l’elevata qualità e l’identità nazionale, con un accordo che garantisce una remunerazione in campo che gli agricoltori non vedevano dal 1998.

È quanto afferma Coldiretti Puglia nel dare notizia della definizione del contratto annuale sul pomodoro, nell’ambito dell’“Accordo di filiera” triennale sottoscritto nel 2019, che garantisce produzioni di qualità eccellenti, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale e riconosce agli agricoltori un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti per rispettare il disciplinare di produzione basato su una equa pianificazione degli investimenti.

 

121 €/t per il tondo, 125 €/t per il lungo

Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia

«Il contratto 2020 prevede una remunerazione di 121 euro a tonnellata per il pomodoro tondo e di 125 euro a tonnellata per il pomodoro lungo – informa il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, – con un aumento dei prezzi riconosciuti in campagna agli agricoltori del 23% rispetto al 2019.

Questi prezzi saranno applicati esclusivamente ai pomodori coltivati in Puglia, Basilicata e Molise. Sarà, inoltre, riconosciuto un premio di 10 euro a tonnellata in corrispondenza dell’utilizzo della tecnica agronomica della pacciamatura.

L’accordo di filiera triennale, che rappresenta uno strumento straordinario di investimento e valorizzazione della filiera pugliese del pomodoro da industria, si prefigge lo scopo di rendere più equilibrata e coerente la distribuzione del valore lungo la filiera per contrastare pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato l’anno scorso fra il Mipaaf e le principali catene della grande distribuzione».

 

Capitanata leader nella produzione di pomodoro da industria in Italia

Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia

Ben il 40% del pomodoro da industria italiano viene proprio dalla Capitanata, che da sola produce il 90% del pomodoro lungo. La provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori di pomodoro che coltivano mediamente una superficie di circa 25.000 ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali e una Produzione lorda vendibile di quasi 175.000.000 euro.

«Si tratta di un bacino produttivo straordinario, una realtà economica che va salvaguardata e promossa – afferma il delegato confederale di Coldiretti Foggia, Pietro Piccioni – perché rappresentata da imprese agricole e agroalimentari pugliesi che operano con grande professionalità e in assoluta trasparenza».

 

Accordo per evitare rischio crollo delle esportazioni in Gran Bretagna

L’obiettivo dell’accordo, spiega Muraglia, è creare le condizioni per evitare il rischio del crollo delle esportazioni in Gran Bretagna, il primo mercato di riferimento delle conserve di pomodoro italiane (nella foto lo stabilimento di Princes a Foggia)

L’obiettivo dell’accordo, spiega Muraglia, è creare le condizioni per evitare il rischio del crollo delle esportazioni in Gran Bretagna, il primo mercato di riferimento delle conserve di pomodoro italiane.

«A spaventare – sottolinea Muraglia – sono gli effetti dei ritardi doganali e dei dazi con aumenti tariffari a doppia cifra che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione europea.

Quasi un barattolo di pomodori pelati Made in Italy su cinque esportati finisce in Gran Bretagna, che è dipendente dall’estero per l’80% del pomodoro che consuma e rappresenta per l’Italia uno sbocco di mercato di vitale importanza che la Brexit, soprattutto in caso di mancato accordo, potrebbe mettere a rischio».

 

Piena sostenibilità sotto il profilo economico, sociale ed etico del lavoro

Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari

«Siamo orgogliosi di condividere con Coldiretti il nostro impegno quotidiano per sostenere la filiera del pomodoro pugliese basandoci sulla piena sostenibilità sotto il profilo economico, sociale ed etico del lavoro.

Nell’ambito del nostro impegno, crediamo che questo “Contratto di Filiera” sia un’ulteriore accelerazione e una pietra miliare per il futuro di tutto il settore – commenta Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari – e speriamo venga presto seguito da altri attori della filiera, con i quali siamo sempre disponibili a condividere obiettivi comuni».

Princes lavora nello stabilimento di Foggia - il più grande sito industriale del genere in Europa - unicamente pomodoro di origine pugliese e si rifornisce esclusivamente da produttori che rispettano i più alti standard in tema di lavoro etico, secondo le certificazioni “Global G.A.P. GRASP” o “SA8000”. «Coldiretti e Princes – aggiunge Muraglia – intendono così ulteriormente sostenere e promuovere la filiera del pomodoro pugliese, unica al mondo per la qualità del prodotto e che da sola contribuisce per circa il 30% all’intero volume del pomodoro italiano da industria».

 

Innovativa piattaforma digitale basata sulla tecnologia blockchain

Princes e Coldiretti stanno sviluppando congiuntamente un’innovativa piattaforma digitale basata sulla tecnologia blockchain

Nel contesto dell’accordo, Princes e Coldiretti stanno sviluppando congiuntamente un’innovativa piattaforma digitale basata sulla tecnologia blockchain che per la prima volta in Italia verrà applicata a un prodotto trasformato industrialmente.

La piattaforma garantirà la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera e il rispetto di tutti i requisiti previsti con forti benefici in termini di sicurezza, efficienza e automazione delle transazioni interaziendali. La blockchain, grazie a registri informatici distribuiti e concatenati, fornirà ulteriore garanzia che il pomodoro provenga da cooperative che rispettano gli standard etici richiesti.

Coldiretti e Princes insieme con accordo filiera pomodoro “100% Made in Italy” - Ultima modifica: 2020-05-30T13:23:23+02:00 da Giuseppe Sportelli

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