G20, la sfida ambientale si vince con un’agricoltura più moderna

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Nel documento conclusivo del summit tra i ministri dell'Agricoltura sottolineata la necessità di promuovere investimenti pubblici e privati per rendere il settore primario più sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale

Impegno a raggiungere la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti e a garantire sistemi alimentari sostenibili e resilienti, senza lasciare indietro nessuno. E per farlo è necessaria un'agricoltura moderna, economicamente sostenibile che generi un reddito stabile e gratificante e crei lavoro dignitoso e di qualità e opportunità per imprenditori e lavoratori agricoli, per le loro famiglie e le comunità rurali. Questo il distillato del comunicato conclusivo che i ministri dell'Agricoltura hanno diffuso al termine del G20 di Firenze, presieduto dall'Italia. Un documento lungo cinque pagine e diviso in 21 punti per definire la direzione delle azioni da intraprendere sul fronte dell'agricoltura e dell'alimentazione da parte delle economie più sviluppate del pianeta.

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La riduzione dell'impatto ambientale è stata al centro del dibattito nei due giorni del summit, come ha sottolineato il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli che ha fatto gli onori di casa. «Ora la palla è nel nostro campo – ha detto –. L'appuntamento successivo è in Indonesia tra un anno. Se noi non facciamo niente nel mezzo, il pianeta non ci aspetta. Dobbiamo essere in grado di mettere in campo politiche che invertano la rotta in modo definitivo senza guardare al consenso e alle ricadute immediate – ha aggiunto – tutto ciò che facciamo avrà effetto tra molti anni».

Più reddito con l'innovazione

I 20 ministri agricoli riuniti a Palazzo Vecchio riconoscono l'importanza della prosperità delle aree rurali e il ruolo dei piccoli agricoltori nel contribuire alla crescita sostenibile e la necessità di migliorare l'occupazione e le opportunità commerciali, nonché condizioni di vita e di lavoro dignitose per rendere l'agricoltura più attraente per donne e giovani.

"Una tale trasformazione e rivitalizzazione rurale inclusiva affronterebbe la difficile situazione di almeno il 75% dei poveri del mondo che vivono nelle aree rurali e promuoverebbe il loro accesso equo a diete sane" si legge nel documento finale. Questo obiettivo richiede un più facile accesso all'istruzione, al capitale, alle tecnologie e ai mercati, partenariati pubblico-privato e investimenti responsabili nelle aree rurali e nelle infrastrutture rurali.

I 20 hanno riaffermato l'importanza di promuovere investimenti responsabili nei sistemi agricoli e alimentari, in particolare per i piccoli agricoltori, le start up e le piccole e medie imprese che utilizzano tecnologie innovative che possono sostenere la transizione verso sistemi alimentari sostenibili e resilienti.

Patuanelli: «Serve formazione, ma le risorse ci sono»

«C'è bisogno di tanta formazione nel settore agricolo per l'utilizzo di nuove tecnologie che
sono ancora troppo poco utilizzate seppur disponibili – ha detto a questo proposito Patuanelli –. Nel pacchetto transizione 4.0 c'è una parte molto importante che riguarda la formazione con un passaggio nuovo sui costi di formazione che non riguarda soltanto il costo del formatore, ma anche il fermo dei dipendenti che devono fare formazione. Anche nel Pnrr – ha specificato – abbiamo diverse misure che consentiranno un percorso di innovazione della filiera agroalimentare, una su tutte la meccanizzazione con 500 milioni per la sostituzione delle attrezzature e dei macchinari delle aziende».

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I ministri dell'Agricoltura del G20 riuniti a Palazzo Vecchio a Firenze

Più ricerca per adattarsi ai cambiamenti climatici

Nel comunicato finale del G20 i ministri si impegnano a promuovere la ricerca e l'innovazione per aumentare la resilienza e la sostenibilità dei sistemi agricoli e alimentari e per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici e arrestare e invertire la perdita di biodiversità e migliorare la resistenza di piante e animali a malattie, parassiti e stress abiotici.

"Sosterremo lo sviluppo delle capacità, la formazione e i servizi di consulenza per i piccoli agricoltori, per affrontare gli aspetti chiave della sostenibilità dei sistemi alimentari" si legge al punto 12 della Carta di Firenze. "Sottolineiamo l'importanza della digitalizzazione dell'agricoltura, promuovendo l'innovazione e proteggendo al contempo la privacy dei dati e i diritti di proprietà intellettuale, investimenti in ricerca e sviluppo e trasferimento di conoscenze agli agricoltori" prosegue il documento.

I ministri dei 20 Stati che rappresentano i due terzi del commercio e della popolazione mondiale "riconoscono che le pratiche e gli approcci delle tecnologie innovative possono svolgere un ruolo importante nell'aumento della produttività in modo sostenibile, nell'ottimizzazione dell'uso degli input, nell'aiutare i Paesi a produrre cibo sotto gli effetti dei cambiamenti climatici".

Inoltre, il testo ricorda il ruolo vitale della caratterizzazione, della conservazione e valutazione delle risorse genetiche animali e vegetali per l'alimentazione e l'agricoltura e il loro scambio e disponibilità per l'allevamento, la diversificazione dell'agricoltura e la ricerca in conformità con quadri concordati a livello internazionale, a seconda dei casi. Il G20 riconosce che la ricerca si rafforza attraverso principi condivisi di apertura, trasparenza, reciprocità ed eccellenza. "Lavoreremo per rafforzare la collaborazione nella ricerca e per migliorare l'interfaccia tra scienza e politica" hanno messo nero su bianco Patuanelli e colleghi.

Sicurezza alimentare per contrastare le pandemie

Un passaggio della Carta di Firenze è dedicato alla pandemia da Covid-19, ma anche alle altre malattie infettive emergenti e alle zoonosi. Il G20 ribadisce l'importanza degli standard internazionali dell'Oie (Organizzazione mondiale della sanità animale) e del Codex Alimentarius. Il documento invita ad applicare un approccio olistico multisettoriale e riafferma l'impegno a implementare l'approccio One Health per accelerare la lotta globale contro la resistenza antimicrobica nei sistemi agricoli e alimentari e per prevenire, ridurre e gestire le minacce biologiche e i rischi per l'agricoltura e la sicurezza alimentare.

Ma il cambiamento climatico, gli eventi meteorologici estremi, i parassiti, le malattie di animali e piante e gli shock come il coronavirus, minacciano i sistemi alimentari in tutto il mondo e possono causare carenze alimentari ed esacerbare la volatilità dei prezzi e richiedono risposte coordinate ed efficaci. "Ci guarderemo da qualsiasi misura restrittiva ingiustificata che potrebbe portare a un'estrema volatilità dei prezzi alimentari nei mercati internazionali e minacciare la sicurezza alimentare e la nutrizione" promettono i rappresentanti degli Stati che producono l'80% del Pil mondiale.

G20, la sfida ambientale si vince con un’agricoltura più moderna - Ultima modifica: 2021-09-18T17:07:00+02:00 da Simone Martarello

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