Il fatturato degli agriturismi crolla a 600 milioni di euro nel 2020

Il Centro Studi di Confagricoltura stima un calo di fatturato di oltre due terzi rispetto al 2019 con una riduzione del 71% dei pernottamenti

agriturismi
L’attività agrituristica dovrebbe risentire soprattutto della flessione dei turisti stranieri, ma si stima una ripresa nel 2021 e una crescita nel 2022.

Cola a picco il fatturato dell’agriturismo a causa del lockdown imposto dal Covid-19. A fine 2020, in base alle previsioni del Centro Studi Confagricoltura, il giro d’affari di pernottamento e ristorazione, dovrebbe scendere poco sotto i 600 milioni di euro (597 milioni), meno di un terzo del fatturato del 2019.

Un recente sondaggio di Federalberghi aveva evidenziato a giugno 2020 una ripresa del turismo molto lenta con perdite di circa l’80% rispetto a giugno 2019,  calcolando il 93,2% in meno di ospiti stranieri e il 67,2% in meno di italiani.

 

 

L’agriturismo riflette questo andamento negativo anche se potrebbe avvantaggiarsi della piccola dimensione ricettiva delle aziende e degli ampi spazi all’aperto offerti dalla campagna che riducono il rischio di contagio da Covid-19.  Resta tuttavia più esposto al forte calo di  ospiti stranieri che, nel 2019, hanno rappresentato il 58% dei pernottamenti negli agriturismi contro il 50% degli alberghi.

Lenta la ripresa del turismo estero

Nel 2020 la ripresa del turismo, soprattutto dall’estero, si annuncia lenta: secondo il Centro Studi Confagricoltura, rispetto al 2019, dovrebbe segnare in luglio e ottobre -70%, in agosto e settembre -65%, in novembre e dicembre -80%.

Si stima una conseguente riduzione del fatturato di settore poco inferiore a 1,5 miliardi di euro (1.460 milioni), superiore del 62% rispetto ai 900 milioni di euro (970, comprese le attività didattiche) stimati da Ismea, su dati Istat, il 5 maggio scorso. Possibili ulteriori peggioramenti potrebbero intervenire nel periodo autunnale qualora si verificasse la temuta “seconda ondata” di contagi.

Stimato un calo del 71% dei pernottamenti negli agriturismi nel 2020 

Se tale ipotesi si realizzasse, per il 2020 rispetto al 2019, la flessione annuale dei pernottamenti negli agriturismi sarebbe del 71%, presumibilmente attribuibile anche aiservizi ristorazione.

Ismea ha previsto, nel 2020 rispetto al 2019, una diminuzione del fatturato dell’agriturismo del 65%, poco inferiore a -71% previsto dal Centro Studi Confagricoltura; ma, in valore assoluto, la stima della diminuzione del fatturato è sensibilmente diversa. Ciò è dovuto innanzitutto alla diffusa omissione della comunicazione degli ospiti da parte degli agriturismi: nel 2018 (ultimi dati disponibili per il calcolo) in sette Regioni, di cui cinque del Mezzogiorno, l’utilizzazione media annua dei posti letto risulta inferiore ai 30 giorni, con quattro Regioni sotto i 15 giorni (tabella 1), nonostante le ripetute dichiarazioni di “tutto esaurito” delle Associazioni di categoria in occasione delle vacanze estive e dei ponti festivi.

Si stima una  ripresa più veloce per gli agriturismi nel 2021 

Nel 2019, l’agriturismo ha segnato, rispetto all’anno precedente, incrementi diarrivi (+9,6%) e pernottamenti (+4,7%) nettamente superiori a quelli della generalità delturismo (rispettivamente +2,6% e +1,8%) e degli alberghi (rispettivamente +1,1% e +0,5%).

La consolidata tendenza alla crescita dell’agriturismo, insieme a condizioni di accoglienza oggettivamente favorevoli alla prevenzione dal contagio da Coronavirus, pone il settore in condizioni favorevoli per un più sollecito ritorno alla condizione espansiva precedente il 2020. Prevedibilmente, se la pandemia non tornasse a manifestarsi con notevole intensità, l’agriturismo potrebbe segnare un consistente recupero nel 2021 e riprendere pienamente lo sviluppo nel 2022.

Il fatturato degli agriturismi crolla a 600 milioni di euro nel 2020 - Ultima modifica: 2020-07-20T19:27:37+02:00 da Francesca Baccino

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