Prezzi alimentari Fao, ancora in aumento cereali e lattiero-caseari

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In calo invece zucchero, oli vegetali e carni nello scorso mese di aprile. In media la Fao rileva però una sostanziale stabilità dei prezzi alimentari.

L' Indice dei prezzi alimentari FAO ha registrato ad aprile 2018 una sostanziale stabilità rispetto a marzo dello stesso anno ma con un aumento del 2,7% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso. La stabilità dei prezzi non riguarda però tutti i settori in quanto mentre i prezzi della maggior parte dei cereali e dei prodotti lattiero-caseari hanno continuato ad aumentare in aprile 2018, i prezzi dello zucchero sono diminuiti ulteriormente così come i mercati di olio vegetale e carne sono rimasti sotto una pressione al ribasso.

Nel dettaglio si rileva che l’indice dei prezzi dei cereali è cresciuto in aprile 2018 dell’1,7% e ciò per il quarto mese consecutivo, che corrisponde ad una crescita da marzo 2017 del 15,4%.

Nel caso del grano, i rischi legati al clima, specialmente negli Stati Uniti, e il robusto commercio hanno fornito supporto ai prezzi, mentre le aspettative di raccolti più bassi negli Stati Uniti, sullo sfondo della produzione ridotta in Argentina, hanno continuato a spingere verso l'alto prezzi internazionali del mais. I prezzi del riso, d'altra parte, sono aumentati, in seguito ad un nuovo giro di acquisti pubblici da parte dell'Indonesia e al lancio di una gara d'importazione statale da parte delle Filippine.

In rialzo è risultato anche l’indice dei prezzi del latte del mese di aprile 2018 con più 3,4% rispetto a marzo 2018, rappresentando il terzo mese consecutivo di aumento. Con quest'ultimo aumento, l'indice supera di oltre l'11% il suo livello nel mese corrispondente dell'anno scorso. La tendenza al rialzo dei prezzi riflette la robusta domanda di importazioni di tutti i prodotti lattiero-caseari, combinata con apprensioni del mercato per quanto riguarda le disponibilità delle esportazioni in Nuova Zelanda a seguito di un calo più grande del previsto della sua produzione di latte.

In diminuzione è risultato invece l'Indice dei prezzi degli oli vegetali che ha registrato in aprile 2018 un ulteriore calo dell'1,4%, che riflette principalmente gli sviluppi nei mercati degli oli di palma, soia e girasole. Le quotazioni internazionali dei prezzi dell'olio di palma, l'olio che porta il peso più alto nell'indice, sono diminuite a causa del rallentamento della crescita della domanda e dei potenziali aumenti stagionali della produzione nel sud-est asiatico. Nel frattempo, i valori dell'olio di soia si sono indeboliti ulteriormente, riflettendo livelli di schiacciamento persistentemente forti tra i principali produttori. Al contrario, i prezzi del girasole si sono stabilizzati, alimentati dalle aspettative di un restringimento delle forniture globali all'esportazione.

Anche l’indice dei prezzi della carne della FAO ha registrato in aprile un calo dello 0,9% rispetto a un valore leggermente rivisto per marzo. A questo livello, l'indice è quasi uguale al suo valore nell'aprile 2017. Durante il mese, i prezzi delle carni bovine e suine sono leggermente diminuiti, mentre quelli della carne di ovini e di pollame sono rimasti stabili. Le maggiori esportazioni dalle Americhe hanno sostenuto la diminuzione dei prezzi della carne bovina, mentre il rallentamento della domanda di importazioni ha fatto lievitare i prezzi delle carni suine.

L' indice dei prezzi della FAO per lo zucchero è risultato in calo del 4,8% rispetto a marzo e addirittura del 24% in meno rispetto al valore di aprile 2017. Il declino continuo delle quotazioni dello zucchero rispetto allo scorso dicembre riflette in gran parte un eccesso di offerta nel mercato dello zucchero, soprattutto in considerazione dei risultati record registrati in Tailandia e in India, il secondo più grande produttore mondiale di zucchero. Un'ulteriore pressione al ribasso derivava da un deprezzamento della valuta brasiliana (Real) rispetto al dollaro USA, insieme alle previste misure di sostegno governativo in India e in Pakistan volte a incrementare le esportazioni di zucchero.

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