Biostimolanti delle piante, prove ad hoc per verificarne i “superpoteri”

Normativa, ricerca e mercato in una conferenza organizzata a Bari da Arptra e Fruit Communication e seguita da un folto pubblico di tecnici agricoli. Gallo (AssoFertilizzanti): «Gli effetti dichiarati in etichetta dovranno essere dimostrati attraverso prove sperimentali ad hoc, basate su fattori scientificamente verificabili»

Il percorso intrapreso dai biostimolanti per avere piena e definitiva dignità legislativa è ancora lungo. Essi sono ormai ufficialmente considerati fertilizzanti a tutti gli effetti, come ha disposto il Reg. (Ue) 2019/1009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019, che ha stabilito le nuove norme relative alla messa a disposizione sul mercato dell’Ue di prodotti fertilizzanti. Ma il Reg. 2019/1009, entrato in vigore il 15 luglio 2019, diventerà applicativo in via definitiva il 16 luglio 2022. In questo periodo di sostanziale “vuoto legislativo” lo European standardisation committee CEN/TC 455 “Plant Biostimulants and Agricultural Micro-Organisms” (Biostimolanti per piante e microrganismi agricoli) si sta occupando della standardizzazione di denominazioni, specifiche (inclusi requisiti di sicurezza), marcatura e metodi di prova che permettono la verifica della richiesta concernente i biostimolanti per piante, inclusi i microrganismi agricoli.

 

Una conferenza per fare il quadro della situazione

La conferenza ha attirato un folto e attento pubblico costituito soprattutto da tecnici agricoli

Per fare il punto sull’andamento normativo, comprendere le funzioni dei biostimolanti e scoprire le attuali frontiere della ricerca e le disponibilità sul mercato, l’Associazione regionale pugliese tecnici e ricercatori in agricoltura (Arptra), storica promotrice della cultura agraria in Puglia, e Fruit Communication, giovane società editrice di riviste e siti web dedicati alla viticoltura da tavola e alla frutticoltura del Sud Italia, hanno organizzato a Bari, con il patrocinio della Società di ortoflorofrutticoltura italiana, la Biostimolanti Conference. Questa si è articolata in quattro sessioni (l’evoluzione e gli aspetti regolatori nel settore dei biostimolanti, i biostimolanti microbiologici, i biostimolanti antistress, i biostimolanti da estratti vegetali e animali), con la partecipazione di 20 società produttrici di biostimolanti e un folto e attento pubblico costituito soprattutto da tecnici agricoli.

Vittorio Filì, presidente dell’Arptra.

«Per l’Arptra, che guarda sempre avanti, l’organizzazione di questo evento è stata la logica conseguenza di una “filosofia” culturale che ci caratterizza da decenni – ha dichiarato il presidente Vittorio Filì –. Già oltre 10 anni fa abbiamo cercato di indagare questo settore con un piccolo convegno a Rutigliano, che pose l’esigenza di normarlo. In questo periodo esso ha compiuto tanti passi in avanti. Noi però vogliamo contribuire a farlo crescere ulteriormente, infatti dopo questo convegno generalista, organizzeremo altri incontri per valutare, su singole importanti colture, le proposte sul mercato di biostimolanti funzionali, capaci cioè di esplicare specifiche funzioni richieste dagli agricoltori».

 

I requisiti previsti per i biostimolanti delle piante

Benoît Planques, Chair of the European standardisation committee CEN/TC 455.

Ma che cosa è, in definitiva, un biostimolante? A questa domanda ha risposto Benoît Planques, Chair of the European standardisation committee CEN/TC 455, spiegando che «un biostimolante delle piante è un prodotto fertilizzante Ue, la cui funzione è stimolare i processi di nutrizione delle piante indipendentemente dal contenuto di nutrienti del prodotto al solo scopo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta e della rizosfera: efficienza dell’uso dei nutrienti, tolleranza allo stress abiotico, caratteristiche qualitative delle colture, disponibilità di nutrienti confinati nel suolo e nella rizosfera». Planques si è altresì soffermato sul lavoro del CEN/TC 455, evidenziando che «numerosi sono i requisiti previsti per i biostimolanti delle piante: ad esempio limiti sui metalli pesanti contaminanti, limiti sui patogeni, la dimostrazione dell’effetto (il prodotto deve avere gli effetti indicati e questi devono essere all’interno degli effetti previsti nella definizione), ulteriori requisiti di sicurezza per i componenti».

 

Mercato in forte crescita, grosse potenzialità di sviluppo del settore

Lorenzo Gallo, presidente del Gruppo fertilizzanti specialistici di Assofertilizzanti.

Le aspettative sulla normazione definitiva dei biostimolanti delle piante sono grandi perché il loro mercato in Italia è in forte crescita e le potenzialità di sviluppo del settore sono enormi, ha sottolineato Lorenzo Gallo, presidente del Gruppo fertilizzanti specialistici di Assofertilizzanti, partner dello European biostimulants industry council (Ebic). «Dei 62 membri dell’Ebic 14 hanno sede in Italia, segno dell’importante ruolo svolto dal nostro paese nel settore. Come ha affermato Planques, il CEN/TC 455 sta lavorando assiduamente per rendere il Reg. (Ue) applicativo entro i termini stabiliti. Ad esempio sulla preparazione dei dossier che dovrà prevedere anche per i biostimolanti l’obbligo di effettuare validazioni in campo secondo standard codificati dal CEN. Gli effetti dichiarati in etichetta dovranno essere dimostrati attraverso la messa a punto di prove sperimentali ad hoc, basate su fattori scientificamente verificabili. Perciò tutte le funzioni tradizionalmente attribuite ai biostimolanti, come la resistenza agli stress abiotici e il miglioramento delle caratteristiche vegeto-produttive delle colture, potranno contare su metodi di valutazione standardizzati accuratamente. Il comitato dei biostimolanti che opera in seno al CEN (TC 455) si sta già occupando di vari temi specifici, quali ad esempio i requisiti qualitativi dei prodotti, la stesura dei claim pubblicitari, il campionamento dei prodotti biostimolanti e la determinazione di prove agronomiche sperimentali volte a comprovare la funzionalità del prodotto. L’applicazione di questi test servirà a validare l’efficacia del biostimolante, fattore volto a tutelare l’intera filiera, soprattutto il consumatore, e a identificare il formulato come efficace e sicuro».

Biostimolanti delle piante, prove ad hoc per verificarne i “superpoteri” - Ultima modifica: 2020-02-13T00:03:14+01:00 da Giuseppe Sportelli

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