Maltempo, insetti e animali selvatici. Le “piaghe d’Egitto” dell’agricoltura italiana

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Dopo il maltempo di maggio le campagne italiane sono alle prese con gli insetti. In Sardegna a devastare le coltivazioni sono le cavallette, al Nord la cimice asiatica colpisce i frutteti. I rimedi sono pochi e non facili da mettere in campo

Un maggio tra i più anomali di sempre dal punto di vista meteorologico con temperature basse, piogge abbondantissime e fenomeni estremi che hanno seriamente danneggiato, quando non del tutto compromesso le coltivazioni un po' in tutto il Paese. La sempre più difficile convivenza con la fauna selvatica: da nord a sud cinghiali, caprioli e lupi devastano i campi e fanno strage di animali da allevamento.
Ora, come se non bastasse, l'agricoltura italiana è alle prese con un'altra piaga che ricorda molto da vicino quelle del famoso racconto biblico. In questi giorni, infatti, le campagne sono flagellate dagli insetti. Al nord imperversa la cimice asiatica, golosa soprattutto di frutta. A farne le spese sono in particolare gli impianti di mele, kiwi, pere, pesche, ciliegie, albicocche e piante da vivaio. In Sardegna, invece, in particolare nel nuorese, sono arrivate le cavallette a distruggere i pascoli e le provviste di foraggio per l'autunno. Senza contare l'ormai endemica presenza della Xylella in Puglia che ha messo in ginocchio l'olivicoltura.

Terreni incolti "culla" delle cavallette

Secondo gli esperti c'è poco da fare contro l'invasione di locuste che ha colpito la Sardegna. Gli insetti "soggiorneranno" sull'isola almeno fino ad agosto, quando moriranno naturalmente. La Sardegna non è nuova a fenomeni di questo tipo e a favorire la proliferazione dei celiferi sono i terreni incolti, dove depongono le uova.
«Queste cavallette hanno un loro ciclo biologico - spiega il professor Ignazio Floris, entomologo della facoltà di Agraria dell'Università di Sassari - nascono ad aprile e muoiono ai primi di agosto. Rispetto all'offensiva del dopoguerra e dei secoli scorsi, quando l'infestazione riguardava centinaia di migliaia di ettari nell'isola, le cose sono cambiate perché nel tempo sono stati introdotti degli antagonisti che impediscono la propagazione. Si tratta di insetti nemici delle cavallette, ovvero fattori di limitazione naturale di questo fenomeno. Questo ci consente di non fare interventi chimici su larga scala come è stato fatto in passato, evitando così effetti collaterali sull'ambiente e sugli animali. Certo la situazione nel Nuorese è preoccupante - sottolinea il docente - e per evitare infestazioni future si deve intervenire da subito con la prevenzione. Vedere tappeti di cavallette nei territori dei quattro paesi colpiti fa impressione: ora c'è la manifestazione più eclatante con lo stadio adulto dell'insetto e si può fare ben poco per arginare il fenomeno. Ciò che si può fare - ribadisce Floris - è intervenire per scongiurare recidive il prossimo anno: arando i terreni incolti e abbandonati che sono zeppi di uova si può agire sulla prevenzione, ovvero con il monitoraggio delle aree a rischio in modo da individuare precocemente l'inizio dell'infestazione e agire chimicamente sui primi focolai. Questo si potrà fare nella primavera del 2020 con prodotti mirati, registrati e approvati dal Ministero per la Salute».

Centri anti insetti, serve un coordinamento

«In Sardegna esistono i Centri provinciali Antinsetti (ex Crai), che sono passati negli ultimi 15 anni da circa 600 unità lavorative in tutta la Regione a 80 dipendenti totali provinciali. Serve un coordinamento regionale e nuove assunzioni - lamenta il Comitato Disinfestatori dei Centri Antinsetti della Sardegna - le diverse normative nazionali e i diversi blocchi nelle finanziarie hanno impedito le assunzioni negli enti locali, per questo oggi si trovano sotto organico. Serve immediatamente un coordinamento unico regionale per programmare la prevenzione, il controllo e la lotta in tutta la regione».

Coldiretti, colpo di grazia a settore già in crisi

«Da queste parti siamo sempre in emergenza - ammonisce il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis e questa ci sta dando il colpo di grazia. Noi ci stiamo muovendo, ma le uniche soluzioni sono intervenire presso La Regione, la Provincia e i Comuni per avviare la prevenzione per il prossimo anno e per ottenere quanto prima gli indennizzi».
E nelle ultime ore alle cavallette si sono aggiunte le cornacchie che stanno banchettando sulle campagne oristanesi. «La mancanza di azioni utili ha portato le cornacchie grigie in particolare - aggiunge il presidente di Coldiretti Oristano Giovanni Murru - a operare liberamente compromettendo la produttività dei campi».

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Una vespa samurai contro la cimice asiatica

Gli agricoltori del nord Italia la conoscono già da qualche anno. L'Halyomorpha halys, più comunemente nota come cimice asiatica, è ricomparsa nelle campagne con i primi caldi, cominciando a danneggiare in particolare la frutta sugli alberi. Per difendersi alcuni imprenditori agricoli hanno installato reti antinsetto nei loro impianti, ma quello che tutti si aspettano è il via libera a un rimedio naturale, cioè l'unico insetto antagonista della cimice: la Trissolcus japonicus o vespa samurai. La Commissione agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione in Italia di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni. E nel testo si raccomanda, in particolare, di accelerare l’autorizzazione all’uso della vespa samurai. Anche Coldiretti chiede un'accelerazione dell'iter autorizzativo per permettere la "discesa in campo" della vespa già quest'estate.

Maltempo, insetti e animali selvatici. Le “piaghe d’Egitto” dell’agricoltura italiana - Ultima modifica: 2019-06-11T15:31:37+00:00 da Simone Martarello

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