Unibo inaugura strutture per la ricerca su trattori e ortofrutta

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Una pista prove, una camera per studiare le interferenze dei campi elettromagnetici e due laboratori realizzati con fondi Pnrr

Una pista di prova per la sicurezza dei trattori, con particolare attenzione ai mezzi di nuova generazione e a guida autonoma. Una camera semianecoica per la verifica delle interferenze elettromagnetiche su componenti e macchine agricole e due laboratori scientifici d’avanguardia, dedicati rispettivamente alla ricerca in ambito vegetale e allo studio delle condizioni ottimali di conservazione dell'ortofrutta. Sono le nuove infrastrutture a disposizione del Distal (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari) dell’Università di Bologna, inaugurate alla presenza del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, della ministra dell'Università Anna Maria Bernini e del rettore dell'Unibo Giovanni Molari

Frutto di un investimento di 12 milioni di euro di fondi Pnrr (Spoke 3 Agritech) nel centro di didattica sperimentale di Cadriano, alle porte del capoluogo emiliano, si prefiggono di rafforzare la ricerca e l’innovazione nel settore agroalimentare e accelerare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili, efficienti e tecnologicamente avanzati.

trattoriBiotroni: ricerca avanzata per nuovi sistemi di coltivazione

I biotroni rappresentano una delle più avanzate infrastrutture dedicate alla ricerca in ambito vegetale, un laboratorio sperimentale di ultima generazione per lo sviluppo di sistemi di coltivazione innovativi, sostenibili ed efficienti. Il cuore della struttura è costituito da sei camere climatiche di 24 metri quadri ciascuna, all’interno delle quali è possibile replicare e monitorare condizioni di temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica e ventilazione. L’illuminazione a Led, regolabile, si adatta alle diverse esigenze di crescita delle colture; accanto ad essa il sistema di fertirrigazione a circuito chiuso consente l’impiego di soluzioni nutritive specifiche e il recupero del drenaggio, che viene sanificato, corretto e reimmesso nel ciclo produttivo.

Un sistema di monitoraggio dei consumi permette un’analisi dettagliata dell’impatto energetico di ogni componente e lo sviluppo di strategie di ottimizzazione sempre più efficaci. Il laboratorio consente di simulare scenari ambientali complessi e dinamici, utili per studiare la risposta delle colture ai cambiamenti climatici e sviluppare sistemi di coltivazione innovativi ed efficienti. 

Pista prove e camera semi-anecoica per macchine agricole

I trattori e veicoli tecnologicamente evoluti utilizzati oggi in agricoltura sono sempre più soggetti alle interferenze provenienti da campi elettromagnetici esterni che possono causare anomalie di funzionamento: la nuova camera semi-anecoica rappresenta uno strumento fondamentale per contribuire alla valutazione dei rischi legati a tali interferenze. 

Le misurazioni riguardano la resistenza delle dotazioni elettriche ed elettroniche delle macchine agricole o di loro singoli componenti a campi elettromagnetici appositamente generati in un percorso standardizzato; allo stesso tempo i sensori sono in grado di misurare il livello di emissione di radiazione elettromagnetica da parte dei veicoli. 

Accanto alla camera, la pista di prova del Laboratorio di Meccanica Agraria ha beneficiato di un importante intervento di manutenzione straordinaria, con la ripavimentazione che incontra le esigenze dei moderni veicoli agricoli e dei sistemi a guida autonoma. Accanto a essa è stata integrata una nuova area destinata alle prove per trattori e veicoli autonomi: dalla capacità del veicolo di operare autonomamente nel rispetto dell’area di lavoro assegnata a quella di rilevare ed evitare ostacoli imprevisti a tutela degli operatori e dell’ambiente circostante. I risultati consentiranno di elaborare procedure di prova standardizzate dedicate alle prestazioni di sicurezza dei trattori a guida autonoma. 

Living Lab per migliorare la conservazione dell'ortofrutta

Nell’ambito del progetto Agritech, i Living Labs rappresentano il cuore dell'innovazione e del trasferimento tecnologico alle imprese: quello di Cadriano è dedicato a migliorare la conservazione di frutta e ortaggi preservandone le qualità organolettiche, aspetto imprescindibile per garantire al consumatore alimenti dotati di elevate caratteristiche nutrizionali. 

Nelle celle frigorifere tradizionali viene abbassata la concentrazione di ossigeno e alzata quella dell’anidride carbonica per allungare la vita di frutta e ortaggi, in percentuali statiche per tutta la durata della frigoconservazione, il che altera il metabolismo dei frutti favorendo la comparsa di malattie. Le tecnologie di conservazione in atmosfera controllata dinamica di cui sono dotate le camere refrigerate del Living Lab “Dca” consentono invece di monitorare la composizione dell’atmosfera e modificare il tenore di azoto, anidride carbonica, ossigeno ed etilene quando i sensori presenti segnalano i livelli di stress ossidativo dei frutti. Le prime prove hanno riguardato frutta sia estiva (come le pesche) sia a lunga conservazione come kiwi, mele, pere con l’obiettivo di trasferire nuovi protocolli di conservazione alle imprese del settore. 

 

«Gli spazi che inauguriamo oggi sono il segno più visibile e concreto degli sforzi messi in campo dall'Università di Bologna verso sistemi agricoli più sostenibili, resilienti ed efficienti – ha dichiarato Giovanni Molari. Con oltre dieci milioni di euro destinati a infrastrutture di ricerca, campi sperimentali e laboratori all'avanguardia, abbiamo trasformato il Centro didattico sperimentale di Cadriano in un hub di riferimento nazionale ed europeo per l'innovazione agricola: un luogo dove la ricerca diventa pratica, dove le tecnologie vengono messe alla prova in condizioni reali e dove il trasferimento verso il sistema produttivo può davvero avvenire. Sono spazi pensati per la co-creazione e costruiti per essere aperti: alle imprese, agli agricoltori, alle istituzioni, a chiunque voglia contribuire alla transizione sostenibile del settore».

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