Ciliegio e olivo, i benefici dei biostimolanti convincono l’agricoltore

biostimolanti
Un utilizzo mirato dei biostimolanti nelle diverse fasi fenologiche sostiene il metabolismo delle piante e favorisce la resistenza alle avversità

Come ogni agricoltore innovatore, Giuseppe Nuzzaco, che coltiva a Cassano delle Murge (Ba) 3 ha a ciliegio delle varietà Bigarreau, Giorgia e Ferrovia e 40 ha a olivo della varietà Coratina, non ha esitato a sperimentare alcuni biostimolanti quando gli sono stati proposti. E, come ogni agricoltore che guarda attento, per la specifica tecnica colturale, sia ai risultati che essa arreca in rese e qualità sia al rapporto costi/benefici, non ci ha messo molto a convincersi della loro bontà produttiva. Utilizza i biostimolanti da dieci anni e ogni anno ha visto dimostrata la validità della sua scelta. E mai come nell’annata che volge al termine l’ha trovata ulteriormente confermata.

«Sul ciliegio utilizzo diversi biostimolanti dalla fase di bottoni fiorali-inizio fioritura fino a quella di pre-raccolta. Sostenere le piante quando le gemme fiorali stanno per aprirsi e inizia la fioritura è fondamentale per il loro futuro sviluppo vegeto-produttivo. Come ho verificato anche quest’anno. Tra la fine di marzo e i primi di aprile sul mio ciliegeto, così come in tutto il circondario, si sono abbattute alcune forti gelate. Ebbene, seguendo le previsioni meteo, uno-due giorni prima ho trattato preventivamente i ciliegi, in fase di inizio fioritura, con due biostimolanti fogliari distribuiti insieme.

 

 

Uno è un biostimolante naturale capace di stimolare il metabolismo e il benessere delle piante anche in condizioni di stress: a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae e contenente triacontanolo naturale e altri composti vegetali ad azione biostimolante, agisce come un prodotto ad azione “ormono-similare” naturale e si caratterizza per l’intensa attività biologica. L’altro è un biostimolante naturale a base di amminoacidi liberi e oligo-peptidi a spiccata azione equilibratrice delle attività vegetali, che permette di superare i momenti di stress ed equilibra l’attività nutrizionale. I risultati sono stati più che soddisfacenti, in confronto con altri ciliegeti del territorio, completamente bruciati dalle gelate».

In seguito, dieci giorni dopo le gelate, Nuzzaco ha continuato a utilizzare più volte i due biostimolanti, non più insieme, ma selettivamente.

«Uno dei due, più ricco in prolina e glicina, ha aiutato le piante a sopportare lo stress causato dal freddo che permane dopo le gelate, l’altro, oltre a esercitare un’azione antistress, ha favorito l’ingrossamento dei frutticini».

Giuseppe Nuzzaco

Colorazione frutti uniforme

Dopo, in fase di invaiatura e pre raccolta, Nuzzaco ha fatto ricorso a un terzo biostimolante capace di uniformare la colorazione dei frutti, ridurre i fenomeni di stress in fase di maturazione, anticipare la maturazione e uguagliare la qualità finale dei frutti.

«Ho utilizzato un bioattivatore della colorazione di frutti e ortaggi a base di potassio altamente assimilabile, betaine, polisaccaridi ed estratti vegetali. Infatti permette la biosintesi dei pigmenti naturali attribuibili al colore finale dei frutti, come ad esempio il licopene nelle ciliegie. Sul ciliegio un biostimolante del genere garantisce vantaggi eccezionali non solo sul piano della qualità, ma anche per la riduzione del costo di raccolta, poiché l’uniformità di colorazione permette di effettuarla con pochi stacchi, senza dover ritornare più volte nello stesso ciliegeto».

Infine, in fase di pre raccolta, Nuzzaco fa ricorso a un biostimolante prezioso per il suo contributo in termini di resa e qualità, perché riduce il fenomeno del cracking e lo sviluppo di marciumi, aumenta la consistenza della polpa e la resistenza della buccia, migliora le caratteristiche organolettiche e il valore della produzione finale.

«Questo biostimolante è un biopromotore della resistenza dei frutti a base di calcio complessato da amminoacidi (prolina, idrossiprolina e acido glutammico). È stato studiato specificatamente per prevenire le fisiopatie nutrizionali causate da carenza di calcio e per favorire l’ispessimento della buccia e ridurre i fenomeni di “spaccatura” dei frutti, come le ciliegie».

In fase di invaiatura e pre-raccolta Nuzzaco utilizza sul ciliegio un biostimolante capace di uniformare la colorazione dei frutti e un altro che riduce il cracking e lo sviluppo di marciumi

Azione equilibratrice

Anche sull’olivo Nuzzaco fa un mirato ed efficace uso di biostimolanti. «Inizio in prefioritura con un biostimolante naturale fogliare a base di amminoacidi liberi e oligo-peptidi a spiccata azione equilibratrice delle attività vegetali, che aiuta a superare lo stress della particolare fase fenologica, equilibra l’attività nutrizionale e, quindi, favorisce prima la mignolatura e poi la fioritura. Proseguo con un altro biostimolante vegetale, a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae, che si distingue per l’intensa attività biologica e favorisce l’allegagione».

Ai primi veri caldi estivi l’agricoltore interviene con un biostimolante che migliora la resistenza agli stress termici, causati dalle alte temperature, e di conseguenza anche a quelli idrici.

«Questo biostimolante agisce come un efficace anti-stress, grazie all’elevata presenza di amminoacidi liberi (prolina, idrossiprolina, glicina, serina, acido glutammico, cisteina e altri amminoacidi essenziali), tutti in forma levogira, quella realmente utilizzata dalle piante, che aumentano la concentrazione dei soluti cellulari per proteggerle da stress osmotico, disidratazione e sbalzi termici. È un biostimolante prezioso perché, in pratica, supporta le piante nei momenti di forte stress termico e idrico innescando in anticipo i meccanismi naturali che consentono di prevenire le conseguenze negative».

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A settembre, durante la fase di inolizione, Nuzzaco effettua un trattamento con un biostimolante, già utilizzato per favorire l’allegagione, che aumenta la resa in olio delle olive

Anche in fertirrigazione

Oltre a dare questo biostimolante anti-stress, Nuzzaco ritorna sull’olivo con il biostimolante che utilizza in prefioritura, «perché, grazie all’alta percentuale di amminoacidi liberi levogiri e oligo-peptidi a basso peso molecolare, stimola il metabolismo delle piante permettendo un’azione preventiva e di rapida ripresa vegetativa in situazioni di stress abiotico, come appunto lo stress termico causato dalle elevate temperature estive.

Inoltre utilizzo in fertirrigazione un biostimolante radicale di origine esclusivamente vegetale a base di estratto liquido di erba medica, alghe e melasso e con triacontanolo naturale: la sua azione si esprime evidente in condizioni di stress abiotico, sbalzi termici, eccessi salini e altre cause ambientali che possono provocare limitazioni dello sviluppo radicale, vegetativo e produttivo. I risultati sono stati ottimi: malgrado il fortissimo caldo estivo, con ondate di calore oltre i 40 °C per parecchi giorni, le olive non si presentano rugose, ma turgide; non solo nella parte dell’oliveto che conduco in irriguo, ma anche in quella condotta in asciutto, osservo che le olive sono decisamente di ottimo livello!».

A settembre, durante la fase di inolizione, Nuzzaco effettua un trattamento con lo stesso biostimolante già utilizzato per favorire l’allegagione.

«Esso, infatti, influenza numerosi processi metabolici, stimola l’aumento di biomassa e l’attività fotosintetica delle colture, che si traduce in un maggior trasferimento di metaboliti nei frutti: di conseguenza contribuisce ad aumentare la resa delle olive in olio».

Ciliegio e olivo, i benefici dei biostimolanti convincono l’agricoltore - Ultima modifica: 2021-10-03T11:48:35+02:00 da K4

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