Eima: Goldoni: «Sicurezza e continuità, le scelte strategiche di FederUnacoma»

Massimo Goldoni
Apre a Bologna un’edizione boom della mostra di riferimento per la meccanizzazione agricola. In Italia solo il salone del mobile la supera come numero di visitatori. Le prospettive per un aumento dell’export nonostante le cifre negative che vengono dal mercato europeo

Apre il 7 novembre a Bologna (e chiuderà l’11) la 43° edizione di Eima International con quasi 2.000 aziende espositrici, provenienti da 49 paesi e 300.000 visitatori business attesi da 150 paesi. All'inaugurazione non ci sarà il ministro Gian Marco Centinaio, un’assenza stigmatizzata da Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento (leggi qui l’articolo di Gianni Gnudi). Malavolti lamenta soprattutto la latitanza della politica, ad esempio nella pubblicazione del decreto attuativo sulla revisione dei mezzi agricoli («fermo al Mipaaft, mentre iniziano a essere sequestrate le trattrici immatricolate prima del 31 dicembre 1973, perchè senza revisione»).

Sono però più le note positive di quelle negative per una manifestazione come quella di Bologna. «Eima – afferma Massimo Goldoni, amministratore delegato di FederUnacoma - è la seconda fiera in assoluto in Italia dopo il salone del mobile di Milano». «Un successo che dipende in primo luogo dalla volontà delle industrie espositrici di investire, proponendo novità e anteprime. Il ruolo di FederUnacoma è quello di creare le condizioni migliori perchè il confronto fra domanda e offerta di macchine agricole possa avvenire in modo efficace e produttivo».

Bologna fino al 2030

Tra le scelte strategiche rivendicate da Goldoni, quella del contratto con BolognaFiere e con la città di Bologna, che lega Eima alla città fino al 2030. La fiera si caratterizza quest’anno per alcuni temi d’interesse sociale. «Particolare attenzione – spiega Simona Rapastella rivolta al tema della sicurezza in agricoltura e nell’uso dei mezzi meccanici, con il lancio di una campagna di sensibilizzazione promossa da FederUnacoma che preseguirà per tutto il 2019 e rivolta agli agricoltori, ai contoterzisti e ai tecnici della meccanica agricola».

La rivincita dell’usato

I dati sul mercato delle macchine agricole diffusi in occasione dell’evento evidenziano come, nei primi dieci mesi 2018, in Italia le immatricolazioni di trattrici hanno registrato una flessione del 6%, mentre crescono le compravendite di macchine usate, che risultano molto più consistenti in termini numerici rispetto a quelle nuove.

Mondo a due velocità

Nel suo focus, FederUnacoma ha evidenziato la disomogeneità del mercato internazionale delle macchine agricole, in crescita in Usa (+8%) e India (+18) e in calo  significativo in Cina (-26%) ed Europa (-5%). FederUnacoma fa notare come la flessione della domanda in Europa, in particolare in Francia, pesi sulle esportazioni di trattrici made in Italy, che a fine anno dovrebbero calare dell'11,9%, e di conseguenza sulla produzione nazionale. A compensare questa contrazione c'è il buon andamento della componentistica (+10%). La previsione di FederUnacoma per fine 2018 è un valore complessivo della produzione di 11 miliardi di euro, in linea con i livelli del 2017. «Gli andamenti negativi che caratterizzano la prima parte dell'anno non debbono essere interpretati come una crisi strutturale della domanda di macchinario che, al di là delle difficoltà congiunturali, resta potenzialmente molto elevata perchè funzionale ai fabbisogni di un'agricoltura che è complessivamente in crescita nelle varie aree del mondo».

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