Netafim, subirrigazione nelle rotazioni colturali

ala gocciolante subirrigazione
Uno strumento flessibile per la miglior efficienza di produzione

La coltivazione dei cereali in Italia sta vivendo di alti e bassi. Dopo le impennate di prezzo dovute alla guerra in Ucraina la situazione si è capovolta con una differenza al ribasso del 40%, ma con costi di produzione che non sono calati.

Il quadro climatico è quantomeno caotico e dopo un 2022 segnato da una severa siccità, le piogge tardive di questo maggio 2023 hanno colpito duramente le produzioni inficiando le attese molto positive dell’inizio primavera.

La perdita di superfici produttive, la scarsa disponibilità idrica, la riduzione nelle rese e la ricerca della giusta coltura per la giusta area (nel momento di miglior redditività) sono le sfide che assillano gli agricoltori che producono cereali.

Il primo pensiero si rivolge alla scelta della coltura principale con successivo avvicendamento con altre colture da reddito. Da diversi anni stiamo assistendo a un cambio di coltivazioni negli areali di vocazione storica.

Assecondare queste esigenze impone delle sfide tecniche ed agronomiche di alto livello, prima fra tutte la conduzione del suolo e della risorsa idrica. Una possibile risposta risiede nella gestione dell’area produttiva con la tecnica d’irrigazione di precisione denominata subirrigazione.

Ali gocciolanti interrate per la subirrigazione

La subirrigazione consiste nell’interramento delle ali gocciolanti a una certa profondità in funzione delle caratteristiche fisiche del suolo e della profondità degli apparati radicali della coltura che si desidera irrigare.

Tale tecnica si sta diffondendo sempre di più in agricoltura specializzata grazie alla meccanizzazione per l’installazione, allo sviluppo di gocciolatori sempre più protetti dal rischio di penetrazione delle radici, ai sistemi di filtrazione sempre più efficienti, alla possibilità di automatizzare la pulizia dell’impianto e di monitorare il sistema attraverso l’impiego di misuratori di flusso (contatori).

Un altro importante fattore sono le lavorazioni del suolo. La subirrigazione è considerata la tecnica eletta per passare da lavorazioni convenzionali a minime lavorazioni (minimum tillage). L’agricoltura conservativa (un tempo agricoltura blu, in quanto imperniata sulla gestione dell’acqua nel terreno) ha aperto la strada all’agricoltura rigenerativa e la subirrigazione sposa appieno entrambi i percorsi, anzi può diventarne la struttura portante.

La rotazione delle colture è il primo elemento dell’agricoltura rigenerativa, già presente in quella conservativa, che oggi ha senso applicare alla luce delle premesse fatte. La copertura dei suoli (cover crops) insieme alle lavorazioni minime comporta molti benefici, quali la maggiore vitalità e fertilità dei terreni potenziando la biodiversità. Permette, infatti, l’accumulo di sostanza organica nei suoli e ne riduce l’erosione migliorando le funzioni ambientali del territorio e mitigando gli effetti del cambiamento climatico.

Elevatissima efficienza

La subirrigazione ha ormai superato i 30 anni di applicazione in campo, in Italia è applicata da Netafim da decenni su molteplici colture e su rotazioni colturali quali mais e soia, erba medica e grano duro, medica e mais, medica e sorgo, riso e soia, mais e fagiolino fino ai pascoli.

Alla base vi è sempre un approfondito studio agronomico che mira a trovare le condizioni ottimali per i diversi apparati radicali delle colture in esame. Va ricordato che la subirrigazione è la tecnica irrigua a maggiore efficienza (95% dell’acqua somministrata alla coltura viene utilizzata dalle piante) secondo Fao e Cer.

Diversi progetti e Psr hanno dimostrato (come nel caso di Subris) che la subirrigazione permette il controllo del fronte irriguo bagnato senza trasferimento o contatto casuale con la falda. Questo torna particolarmente utile quando si pratica la fertirrigazione, ovvero la nutrizione minerale effettuata usando come veicolo l’acqua di irrigazione.

Tecnicamente la scelta dell’ala gocciolante ricade sulla tipologia autocompensante Uniram con sistemi anti-sifone (AS), dotata di protezione dall’intrusione delle radici grazie alla mescola con ossido di rame (XR). Nello specifico Uniram AS XR, rende la subirrigazione applicabile anche nel biologico, è l’ala gocciolante autocompensante più resistente all’occlusione mai realizzata e si colloca nella fascia più alta della gamma Netafim come un prodotto unico.

Diventa quindi cruciale avere il controllo di quanti più fattori produttivi possibili al fine di gestire le problematiche peculiari di ogni stagione e la subirrigazione va esattamente incontro a questa esigenza. I tecnici e agronomi Netafim partecipano attivamente alla progettazione dei sistemi di irrigazione interrata per fornire un sistema che possa soddisfare le esigenze delle aziende cerealicole e delle imprese agricole che operano nella produzione primaria.

Netafim, subirrigazione nelle rotazioni colturali - Ultima modifica: 2023-09-12T08:15:59+02:00 da Redazione Terra e Vita

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