Xylella avanza, trovati altri 75 focolai nel Nord brindisino

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    Il terzo monitoraggio di Arif identifica altri 75 focolai a nord dell'attuale area di contenimento
    Il batterio killer risale la statale adriatica. Olivi infetti ritrovati fino a Torre Canne. Spostato di 8 chilometri verso Nord il nuovo limite della presenza del batterio in Puglia. E i dirigenti delle organizzazioni agricole protestano indossando gilet arancioni

    Il batterio Xylella avanza verso il nord della provincia di Brindisi. Il monitoraggio dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif), iniziato il 5 novembre u.s., ha verificato, finora, l’infezione causata dal batterio su 75 nuovi olivi fra i Comuni di:

    • Fasano (1 olivo),
    • Ostuni (33),
    • Carovigno (39),
    • Ceglie Messapica (2).

    Tre focolai tra i monumentali

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    Alcuni focolai interessano anche la Piana degli olivi monumentali

    Fa sensazione che per la prima volta il batterio sia stato trovato a Fasano, alla periferia della frazione di Torre Canne, nella Piana degli olivi monumentali. L’olivo infetto di Torre Canne rappresenta il nuovo limite settentrionale della presenza del batterio in Puglia, circa 8 chilometri più a nord rispetto al focolaio più settentrionale individuato con il precedente monitoraggio alla periferia di Cisternino. Nella Piana degli olivi monumentali ci sarebbero, secondo i dati dell’Arif, almeno altri tre focolai fra Cisternino e Ostuni. E ora il monitoraggio si sta spostando nella Piana dalla parte della provincia di Bari.

    Stop a disinformazione e illusione

    «Il monitoraggio dell’Arif ha, purtroppo, dato il risultato che tutti quanti non ci auguravamo – commenta il vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani di Puglia Giannicola D’Amico –. Il ritrovamento di ulteriori 75 focolai in provincia Brindisi conferma che la Xylella non attende i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia. Tempi rallentati da teorie fantascientifiche e senza fondamento che non hanno fatto altro che creare disinformazione e confusione. Il ritrovamento, poi, di alcuni focolai nella Piana degli olivi monumentali rende la situazione ancora più allarmante. Gli olivi secolari e millenari di Puglia, infatti, anche per la loro monumentalità (tutelata dalla Legge regionale 4 giugno 2007, n.14), rappresentando una componente essenziale del paesaggio, vanno salvaguardati perché svolgono un’importante attrattiva turistica».

    Paesaggio tutelato dal Mipaaft

    La Piana degli olivi recentemente è stata iscritta nel registro dei Paesaggi rurali storici del Ministero delle politiche agricole come “Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia”. «Per gli ulivi secolari e a carattere storico e monumentale – sia censiti dalla Regione sia non censiti da essa – rientranti nella zona infetta e nella zona di contenimento – anche fuori dalla Piana – è opportuno – chiede D’Amico – prevedere delle deroghe rispetto alle norme e alle procedure previste per tali aree, per una maggiore salvaguardia, e prevedendo specifiche analisi (da ripetersi periodicamente e comunque a cadenza non superiore ad un anno)».

    La Xylella fastidiosa, rimarca il vicepresidente della Cia pugliese, va trattata come una vera e propria emergenza straordinaria. «Servono poteri e fondi straordinari. In tal senso risulta importante lo stanziamento di fondi nazionali, annunciato nei giorni scorsi dal ministro Centinaio, che vengano però destinati agli agricoltori, a risarcire chi negli anni ha perso il proprio lavoro e la propria fonte di reddito, ma anche per progetti sperimentali».

    Scatta la protesta dei gilet arancioni

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    I dirigenti delle organizzazioni agricole protestano indossando gilet arancioni
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    La protesta andata in scena questa mattina da parte dei rappresentanti di Confagricoltura, Cia e Confcooperative

    Sull’emergenza Xylella, oltre che sui ristori per i danni provocati dalle gelate e sulla gestione delle misure del Psr, hanno chiesto risposte precise e urgenti i rappresentanti delle organizzazioni di categoria Cia, Confagricoltura, Legacoop, Confcooperative, Agci. Questi a Bari, nel corso di una riunione aperta alle forze politiche, hanno indossato i “gilet arancioni”, simili a quelli gialli utilizzati per le proteste in piazza in Francia, in segno di protesta e a difesa del settore e hanno dichiarato lo stato di agitazione. «Nessuna occupazione al momento, sia chiaro, attendiamo risposta – ha spiegato il portavoce dell’intera delegazione e presidente regionale di Confagricoltura, Donato Rossi –. Siamo in attesa di una risposta dal ministero. Il presidente Emiliano è assente su tutta la linea, non ci ha degnato della sua attenzione e presenza, mentre l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leo di Gioia, come sempre è stato disponibile». E proprio il ministro Gian Marco Centinaio ha replicato tramite Twitter: «Stiamo lavorando tutti per dare un futuro all’agricoltura pugliese: Regione, Governo, Europa. Io sono ottimista. Lo dobbiamo alla nostra gente. Lo dobbiamo ai nostri agricoltori. Lo dobbiamo alla Puglia e all’Italia».

     


     

    LA XYLELLA E I BROCCOLETTI SALENTINI

    Non poco rumore hanno fatto ultimamente alcune notizie circa presunti risultati positivi ottenuti in alcune sperimentazioni di contrasto alla Xylella e alla sindrome da disseccamento rapido condotte negli ultimi 18 mesi in Puglia. Su questo sito ne abbiamo scritto qui.

    Al proposito interviene Enrico Bucci sul blog Cattivi scienziati, spin-off  dell’omonimo libro scritto dallo stesso autore
    «Per sgombrare il campo – dice- dagli equivoci che potrebbero scaturire da numerosi annunci sui social che in questi giorni descrivono risultati promettenti, i quali sarebbero ignorati dalla stampa e dalla “scienza ufficiale” in nome di non si sa bene quali interessi nascosti, val la pena di analizzare i dati disponibili, così come riportati nei rapporti consegnati alla Regione al termine dei progetti (ottenuti per tramite del Consigliere Regionale Fabiano Amati).
    Il primo dei progetti di cui val la pena discutere è il progetto denominato “Sistemi di lotta ecocompatibile contro il CoDiRO – SILECC”. (http://www.silecc.it/). Il motivo principale per dare priorità a questo progetto consiste nelle dichiarazioni rese da vari soggetti al pubblico, che menzionano risultati asseritamente promettenti e positivi:

    "Codiro e olivi malati, i primi risultati del progetto Silecc: Alberi curabili”
    (20 Novembre, Lecce prima - http://www.lecceprima.it/…/risultati-olivi-progetto-silecc-…)

    “L’ultimo rilievo fitopatologico ed agronomico, fatto a settembre 2018, ha mostrato che il trattamento della pianta con il biofertilizzante e il contemporaneo sovescio con i mugnuli, è stato quello che ha ridotto maggiormente la malattia” 
    (Comunicato stampa progetto SILECC – Novembre 2018 - http://www.silecc.it/).

    "È risultato che gli olivi malati sono curabili: dopo 18 mesi di sperimentazioni presso la Masseria Lo Prieno di Galatone, dove erano presenti 16 ettari di piante di olivo colpite dalla malattia del disseccamento, si è alla fine potuto constatare che gli olivi curati con le buone pratiche agricole tendono a riprendersi."
    (3 Webtv, 22 Novembre)

    Le cose stanno davvero così? Dall'analisi del rapporto ufficiale, sembrerebbe proprio di no. 
    L'effetto di ricaccio osservato - ammesso che esista, visto che è valutato rispetto ad un gruppo di controllo piuttosto misterioso - è addebitabile unicamente alla potatura, mentre non vi sono differenze fra i vari trattamenti.
    Gli autori inoltre concludono che nessun effetto sul microbioma o sulla composizione chimica dei suoli può considerarsi significativo.

     

     

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