Così la potatura invernale di melo, pero, pesco e kiwi

    potatura
    I tagli, le piegature, le incisioni necessarie per ottenere rese elevate e costanti.

    La potatura di produzione invernale comprende tutte le operazioni eseguite durante il ciclo produttivo con lo scopo di regolare l’equilibrio vegeto-produttivo dell’albero. Si tratta di interventi (tagli, piegature, incisioni sul tronco, ecc.) volti a ottenere produzioni elevate, costanti e di qualità. Serve inoltre a regolare il carico dei frutti, favorire l’intercettazione e la distribuzione della luce all’interno della chioma ed evitare l’eccessivo invecchiamento delle formazioni fruttifere.

    In particolare la potatura invernale, detta anche “al bruno” o “secca”, per distinguerla da quella estiva o “verde”, oltre ad assolvere le funzioni proprie di questa pratica colturale, ha anche l’effetto di rinvigorire la pianta perché tende ad alterare il rapporto tra la parte aerea e quella radicale (a vantaggio di quest’ultima) con conseguente risposta vigorosa alla ripresa vegetativa in primavera.

    Operazioni comuni

    Gli interventi tipici della potatura di produzione invernale variano secondo la specie, la forma di allevamento e l’età delle piante (e in alcuni casi anche in base alla cultivar). Esistono tuttavia alcune operazioni comuni, così riassumibili:

    • rimozione delle parti malate, danneggiate o secche;

    • interventi volti a risanare situazioni che impediscono l’aerazione e la distribuzione della luce (es. branche tra loro sovrapposte o che si intersecano);

    • asportazione di monconi derivanti da precedenti tagli non corretti o rotture;

    • eliminazione di germogli o rami troppo vigorosi (succhioni) o polloni;

    • asportazione di rami con angolo d’inserzione troppo stretto.

    Di seguito si descrivono brevemente alcune operazioni effettuate nelle principali specie da frutto e forme d’allevamento.

    Melo allevato a fusetto

    Il fusetto è la forma di allevamento più diffusa nella moderna melicoltura, in impianti che possono raggiungere anche elevate densità (fino a 5mila piante/ha e oltre). La pianta è alta 2,5-3 m (se innestata su M9) ed è costituita da un asse centrale rivestito di strutture produttive laterali (branche, branchette e brindilli) di dimensioni e lunghezza decrescenti dal basso verso l’alto, indirizzate alla formazione di un gradiente conico.

    Sulle piante in produzione la forma a fusetto è mantenuta con la potatura invernale per mezzo di una serie di tagli di ritorno sull’asse centrale e sulle branche; è inoltre necessario asportare i numerosi succhioni che si formano come risposta ai tagli e diradare alcune branche primarie troppo ravvicinate tra loro o che ombreggiano e competono con il palco basale.

    Pero

    Per il pero sono stati sviluppati diversi sistemi d’impianto e allevamento, alcuni anche molto innovativi come il “doppio asse” e il cordone verticale, studiati per impianti molto intensivi (più di 5mila piante/ha) e che richiedono tecniche di potatura e gestione colturale altamente specializzate. La palmetta e il fusetto restano tuttavia i sistemi più diffusi negli impianti più tradizionali, con densità, rispettivamente, intorno a 1.500 e 3.500 piante/ha.

    La palmetta, consigliata per combinazioni d’innesto vigorose (portinnesti franchi o piante autoradicate), è costituita da un asse centrale e da 2-3 palchi (distanti 60-80 cm) di branche opposte, inclinate di circa 45 gradi. La potatura in questa forma prevede il ricambio periodico delle strutture produttive perseguendo l’equilibrio tra vigoria e invecchiamento della pianta.

    Un’operazione costante in quasi tutte le varietà, ma eseguita con intensità diversa secondo le specifiche attitudini produttive: in William e Santa Maria la potatura deve essere lunga, evitando i raccorciamenti dei rami di un anno, che vanno diradati se necessario; mentre per Abate Fetel e Decana del Comizio serve una potatura energica, corta e tardiva. Per la Kaiser, infine, occorre una potatura lunga, senza spuntare i rami di un anno anche se molto sottili e privi di gemme a fiore poiché avrebbero un forte riscoppio vegetativo.

    Nel fusetto (descritto già nel melo) la potatura invernale mira a ottenere nuove strutture lungo l’asse centrale e consiste di tagli vicino al tronco, senza mai ricorrere a “tagli in fronte”, con formazione di speroni molto vegetativi che producono succhioni. Circa l’intensità in base alla cultivar, vale quanto già esposto per la palmetta.

    Pesco e nettarine

    Pesco a fusetto

    Nelle piante adulte di pesco e nettarine la potatura è in genere piuttosto energica ed è modulata in modo da ottenere un buon equilibrio tra i rami misti, che non devono essere sopraffatti dalla fruttificazione. In una pianta adulta in buone condizioni si asporta circa il 50-70% dei rami.

    Sono almeno tre i sistemi d’impianto e allevamento più diffusi: palmetta libera, fusetto e vasetto ritardato.

    Il vasetto ritardato è una forma in volume in cui la pianta cresce inizialmente a cespuglio, vigoroso e con numerosi rami anticipati, e solo dopo due anni di produzione è convertito in vaso. Sulle piante in produzione gli interventi di potatura invernale riguardano: il taglio di ritorno delle branche primarie, l’asportazione dei rami vigorosi e assurgenti posti vicini l’apice delle stesse e l’eliminazione dei succhioni in posizione ventrale; il taglio di ritorno sulle branche secondarie e l’alleggerimento della loro cima dai rami assurgenti; il diradamento dei rami misti e dei brindilli e il raccorciamento o l’asportazione dei rami che hanno fruttificato.

    Nel fusetto in produzione le operazioni di potatura invernale consistono nel taglio di ritorno della cima (in corrispondenza di un ramo misto di vigoria non elevata) e delle branche basali; cui segue il raccorciamento delle branchette secondarie e il diradamento di brindilli e rami misti. E’ inoltre opportuno eseguire la speronatura di alcune branchette in via di esaurimento o spoglie nella parte basale per consentirne il rinnovo.

    Nel pescheto a palmetta, per mantenere un buon rivestimento di branchette produttive e un adeguato rinnovo della vegetazione, con la potatura invernale vanno raccorciate le branchette lunghe (50-70 cm) e lasciate quelle corte (20-30 cm); mentre il diradamento dei rami misti può essere eseguito senza eliminarli completamente, ma speronandoli a due gemme facilitando così l’emissione di nuovi germogli.

    Kiwi a doppia pergoletta

    La potatura dell’actinidia presenta alcuni elementi distintivi, tali da renderla più simile alla vite che alle altre specie arboree da frutto. In particolare la possibilità di calcolare il carico di gemme per ettaro, e di conseguenza per pianta, rende possibile una potatura di produzione in cui sono noti il numero e la lunghezza dei rami da conservare, facendo però attenzione a non spostare negli anni la produzione verso l’esterno.

    La doppia pergoletta è la forma più diffusa nel nord Italia. Lo scheletro della pianta presenta il tronco ramificato all’altezza di 1,6-1,7 m in due cordoni permanenti, allevati lungo il filare, da cui si originano i rami (branchette produttive) destinati a garantire la produzione.

    Con la potatura le branchette produttive vengono annualmente rinnovate. Dopo la raccolta dei frutti, la branchetta ha, infatti, esaurito la sua funzione, e con la potatura invernale essa viene asportata e sostituita con il ramo di rinnovo, rappresentato da un trancio vegetativo in posizione basale (posto in prossimità del cordone permanente). Questa tecnica tende a ricreare ogni anno la situazione di partenza evitando così l’allontanamento delle strutture produttive dal cordone e quindi verso l’esterno.

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome