Psr mai così ricchi, tra vecchie e nuove misure

Il “regolamento transitorio” estende i Psr al 2021-2022 con nuove risorse e vecchie misure, a cui si aggiungono 910 milioni del Next Generation Eu. In totale, 6,91 miliardi di euro: come decideranno di impiegarli le Regioni?

L’approvazione del Reg. 2020/2220, cosiddetto “regolamento transitorio”, avvenuta il 23 dicembre 2020, ha fornito certezze agli agricoltori sulle regole della Pac per il 2021-2022. Questo regolamento proroga di due anni, fino al 31 dicembre 2022, i tre precedenti strumenti della Pac: pagamenti diretti, Ocm e sviluppo rurale.

Fondazione Edmund Mach
Angelo Frascarelli

Le maggiori novità della Pac 2021-2022, introdotte dal Reg. 2020/2220, riguardano la politica di sviluppo rurale e quindi i Psr.

 

 

Il “regolamento transitorio” estende l’applicabilità dei Psr 2014-2020 al periodo 2021-2022, con nuovi soldi e vecchie misure, a cui si aggiungono 910,6 milioni del programma Next Generation Eu.

Gli agricoltori devono guardare con molto interesse i prossimi due anni del Psr, perché ci saranno tante risorse finanziarie, da utilizzare con vecchie e nuove misure.

Articolo pubblicato sulla rubrica La Pac sotto la lente di Terra e Vita 4/2021

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Regolamento transitorio: proroga dei Psr attuali

Il Reg. 2020/2220 stabilisce norme transitorie al fine di garantire una transizione tra due periodi di programmazione pluriennale dello sviluppo rurale 2014-2020 e 2021-2027. La sostanza di queste norme è la proroga dei Psr 2014-2020 sino al 31 dicembre 2022.

L’estensione dei Psr contempla la possibilità per le Regioni di presentare una richiesta di modifica di un programma di sviluppo rurale per gli anni 2021 e 2022. Quindi le Regioni potranno introdurre delle modifiche ai Psr, come normalmente è sempre avvenuto anche nel settennio 2014-2020.

Di fatto, durante il periodo transitorio 2021-2022, rimangono in vigore i Psr 2014-2020, comprese le relative misure, norme e procedure. Le Regioni potranno aprire nuovi bandi su tutte le misure. In altre parole, ci sono due anni in più, sia per gli impegni di spesa (dal 2020 al 2022) sia per l’erogazione delle spese, dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2025 (con la regola N+3).


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Sviluppo rurale: nuove risorse da Next Generation Eu

Le politiche di sviluppo rurale 2021-2022 saranno interessate, inoltre, da una novità molto rilevante: oltre la dotazione ordinaria dei Psr, derivante dal QFP (Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027), si aggiungono le risorse aggiuntive del pacchetto di ripresa dall’emergenza Covid-19 “Next Generation Eu (Ngeu)” (per l’Italia pari a 910,6 milioni di risorse Ue).

Infatti, il Reg. 2020/2220 stabilisce che le risorse addizionali NGEU per lo sviluppo rurale sono messe a disposizione dei Psr a partire dal 2021, senza attendere l’applicazione della nuova Pac (che nel frattempo è slittata al 2023).

2021-2022: 6,9 miliardi di euro

Come detto sopra, per gli anni 2021 e 2022, le dotazioni dei Psr avranno due fonti di finanziamento (tab. 1):

  • la dotazione ordinaria dei Psr, derivante dal QFP (Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027): per l’Italia, pari a circa 3 miliardi di euro di quota Feasr che raggiunge 6 miliardi di euro con il cofinanziamento nazionale;
  • le risorse aggiuntive del programma “Next Generation EU (NGEU)”, per l’Italia pari a 910,6 milioni di risorse Ue, senza obbligo di cofinanziamento nazionale.

In totale, i Psr italiani potranno contare su una dotazione complessiva di 3,91 miliardi di euro di quota Feasr che raggiunge 6,91 miliardi di euro con il cofinanziamento nazionale (tab. 1).

Tab. 1 Risorse Feasr dello sviluppo rurale 2021-2027 (milioni di € a prezzi correnti)
Periodo Anni Feasr QFP Feasr NGEU Totale Feasr
(milioni di euro)
Periodo transitorio 2021 1.648,60 269,40 1.918,00
2022 1.349,90 641,20 1.991,10
Nuova riforma Pac 2023 1.349,90 0 1.349,90
2024 1.349,90 0 1.349,90
2025 1.349,90 0 1.349,90
2026 1.349,90 0 1.349,90
2027 1.349,90 0 1.349,90
2021-2027 9.748,10 910,60 10.658,70
Fonte: elaborazioni su Reg. 2020/2220.

 

Pagamenti per agricoltura biologica
e agro-climatico-ambientali

Per i nuovi impegni agro-climatico-ambientali da assumere a partire dal 2021, gli Stati membri stabiliscono un periodo più breve da uno a tre anni nei rispettivi programmi di sviluppo rurale. In altre parole, i Psr possono aprire nuovi bandi e nuovi impegni un periodo più breve di 1-3 anni (anziché 5 anni).

Tuttavia, per alcuni specifici obiettivi climatico-ambientali, gli Stati membri possono stabilire un periodo più lungo di tre anni.

Per gli impegni agro-climatico-ambientali già in essere, gli Stati membri possono prevedere una proroga annuale dopo la scadenza del periodo iniziale, purché nel 2022 la proroga non può superare ad un anno.

Per l’agricoltura biologica, valgono le stesse regole: gli Stati membri stabiliscono un periodo più breve da uno a tre anni nei rispettivi programmi di sviluppo rurale.

In altre parole, i Psr possono aprire nuovi bandi e nuovi impegni un periodo più breve di 1-3 anni (anziché 5 anni). Se il sostegno è concesso per i nuovi impegni alla conversione all’agricoltura biologica, gli Stati membri possono stabilire un periodo più lungo di tre anni.

Anche per la misura sul benessere animale, viene concessa la possibilità per gli Stati membri di aprire nuovi impegni per un periodo più breve di 1-3 anni o il rinnovo annuale degli impegni già esistenti.

Gestione del rischio

Il Reg. 2020/2220 prevede anche una piccola ma importante modifica sull’applicazione dello strumento di stabilizzazione del reddito e dei fondi di mutualizzazione: lo Stato membro può prevedere l’attivazione del sostegno in seguito al calo del 20% del reddito o della produzione (e non il 30% come attualmente).

Questa modifica risolve un refuso giuridico del regolamento Omnibus (Reg. 2017/2393), che aveva ridotto la soglia dal 30% al 20%, eccetto che per gli Ist e i fondi di mutualizzazione.

La nuova soglia facilita l’accesso alle compensazioni per gravi riduzioni del reddito e per perdite causate da eventi climatici avversi, focolai di malattie animali o vegetali o infestazioni di parassiti, in allineamento a quanto già previsto con il regolamento Omnibus.

Regolamento transitorio, una sintesi

Il Reg. 2020/2220 dispone con certezza il sostegno dei Psr per gli anni 2021 e il 2022 ed implica alcune importanti conseguenze per gli agricoltori:

  • le misure dei Psr 2014-2020 saranno valide anche nel 2021 e 2022;
  • i Psr potranno aprire nuovi bandi e nuovi impegni agro-climatico-ambientali, agricoltura biologica, benessere animale, ecc.;
  • alla dotazione ordinaria dei fondi Feasr, nei Psr 2021-2022 si aggiungono 910,6 milioni di euro di risorse del programma Next Generation Eu, a cui prestare adeguata attenzione.

La novità del programma Next Generation Eu è molto importante e va attenzionata, perché essa anticipa gli obiettivi climatici e ambientali del futuro, dichiarati dal “Green Deal europeo”, della nuova “Strategia sulla biodiversità” e della nuova strategia “A Farm to Fork”.

I soldi ci sono ed anche in abbondanza.

Adesso la responsabilità passa alle Regioni che dovranno aggiornare i loro Psr, includendo interventi coerenti con la strategia del Green Deal europeo, ovvero il perseguimento di obiettivi climatico-ambientali e innovazione.

Cosa sceglieranno di fare le Regioni?

Lo vedremo, ma certamente gli agricoltori avranno un’ampia possibilità di ottenere sostegni per investimenti “green”, azioni e progetti di sostenibilità ambientale, con risvolti anche occupazionali.


 

Sviluppo rurale e Ngeu

Lo strumento dell’Unione europea per la ripresa (Ngeu) ha previsto per l’Ue-27 uno stanziamento di 7,5 miliardi di euro a prezzi costanti per la politica di sviluppo rurale (8,07 miliardi a prezzi correnti).

Tali risorse si aggiungono allo stanziamento ordinario per lo sviluppo rurale e sono finalizzate a “Misure di sostegno per riparare l’impatto della pandemia di Covid-19 sull’agricoltura e lo sviluppo rurale e preparare la ripresa dell’economia”.

Le risorse del Ngeu per lo sviluppo rurale (8,07 miliardi di euro a prezzi correnti) dovevano essere inserite nella programmazione della nuova Pac; tuttavia, poiché essa entrerà in vigore solamente dal 1° gennaio 2023 e tenendo conto che la ripresa economica dalla pandemia ha bisogno di finanziamenti immediati, le Istituzioni Ue (Parlamento, Consiglio e Commissione) hanno deciso di introdurre questo stanziamento nel regolamento transitorio.

Questa soluzione consente di utilizzare la dotazione finanziaria di 8,07 miliardi di euro nei Psr per le annualità 2021 e 2022. In dettaglio, per l’Ue-27, si tratta di 2,388 miliardi per il 2021 (30%) e 5,683 miliardi per il 2022 (70%).

L’obiettivo è l’introduzione di cambiamenti strutturali nelle zone rurali, in linea con il Green deal europeo, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici e ambientali della “Strategia sulla Biodiversità” e della “Strategia Farm to fork”.

La quota destinata all’Italia di tale stanziamento Feasr (Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale) è di 910,6 milioni di euro, di cui 269,4 milioni per il 2021 e 641,2 milioni per il 2022 (tab. 1).

Si tratta di una dotazione aggiuntiva che, con il cofinanziamento nazionale, accresce la dotazione ordinaria dei Psr (2,998 miliardi di euro di quota Feasr, più il cofinanziamento nazionale).

In sintesi, i Psr italiani potranno beneficiare, nel 2021, di un ammontare complessivo di risorse pari a 1,918 miliardi di euro annui di quota Feasr (1.648,6 di dotazione ordinaria + 269,4 di dotazione Ngeu), che può arrivare a 3,836 miliardi di euro con il cofinanziamento nazionale); nel 2022 le risorse complessive ammonteranno a 1,991 miliardi di euro annui di quota Feasr (1349,9 di dotazione ordinaria + 641,2 di dotazione Ngeu), che possono arrivare a 3,982 miliardi di euro con il cofinanziamento nazionale.

Va sottolineato che le risorse Ue della dotazione Ngeu possono essere utilizzate senza l’obbligo di cofinanziamento.

Le risorse addizionali Ngeu sono attribuite agli Stati membri con destinazione specifica e contabilizzate separatamente dalle risorse Feasr ordinarie con la seguente ripartizione (tab. 2):

  • 8% delle risorse possono essere utilizzate da ciascuno Stato membro per il sostegno delle misure dei loro programmi di sviluppo rurale rispettando i requisiti minimi ambientali;
  • 37% per interventi destinati alla transizione ecologica;
  • 55% per interventi destinati all’innovazione e alla transizione digitale.

 

tab. 2 Interventi finanziabili con le risorse Ngeu destinate ai Psr
% Misure Interventi finanziabili
8% Misure attuali Destinate ad aumentare le risorse finanziarie delle attuali misure
37% Transizione ecologica - Benessere degli animali- Investimenti ambientali- Investimenti aree forestali- Pagamenti agro-climatico-ambientali- Agricoltura biologica- Indennità Natura 2000 In particolare per:a) agricoltura biologica;b) mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, compresa la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dall'agricoltura;c) conservazione del suolo, compreso l’aumento della fertilità del suolo mediante sequestro del carbonio;d) miglioramento uso e della gestione delle risorse idriche, incluso il risparmio di acqua;e) creazione, conservazione e ripristino di habitat favorevoli alla biodiversità;f) riduzione dei rischi e degli impatti dell'uso di pesticidi e antimicrobici;g) benessere degli animali;h) attività di cooperazione Leader.
55% Innovazione e transizione digitale - Investimenti in immobilizzazioni materiali- Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese- Rinnovamento villaggi nelle zone rurali- Cooperazione Interventi che promuovano lo sviluppo economico e sociale nelle zone rurali e contribuiscano a una ripresa resiliente, sostenibile e digitale, in particolare:a. filiere corte e mercati locali;b. efficienza delle risorse, comprese agricoltura di precisione e intelligente, l’innovazione, la digitalizzazione e l’ammodernamento dei macchinari e delle attrezzature di produzione;c. condizioni di sicurezza sul lavoro;d. energie rinnovabili, economia circolare e bioeconomia;e. accesso a tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Tic) di elevata qualità nelle zone rurali.

Le decisioni sul regolamento transitorio prevedono anche l’aumento del massimale per gli aiuti all’avviamento di imprese del Fondo di sviluppo rurale per i giovani agricoltori da 70.000 a 100.000 euro.

Inoltre, l’accordo prevede che gli investimenti effettuati da agricoltori e trasformatori alimentari che contribuiscono a una ripresa economica sostenibile e digitale possono essere sostenuti fino a un livello del 75% dei costi sostenuti.

Dopo la pubblicazione del regolamento transitorio, in Italia la responsabilità passa al Mipaaf e alle Regioni che dovranno aggiornare i loro Psr, includendo interventi coerenti con la strategia del Green deal europeo, ovvero per gli obiettivi climatico-ambientali e l’innovazione.

Psr mai così ricchi, tra vecchie e nuove misure - Ultima modifica: 2021-02-08T19:35:18+01:00 da K4

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