Anno boom per l’export di cereali italiani

    grano duro
    Escono i dati Anacer relativi ai primi dieci mesi del 2020. Nell’anno della crisi sanitaria internazionale il nostro Paese ha importato più grano ma meno mais, orzo e proteiche. Impennata dell’export di cereali, con un forte exploit del riso

    Cresce l’import, ma aumenta molto di più l’export.

    L’annata 2020 non è tragica per il commercio dei cereali. Il saldo commerciale con l’estero rimane negativo, ma con una forte contrazione rispetto al 2019. Anacer (Associazione nazionale cerealisti) pubblica i dati aggiornati sull'import/export cerealicolo in Italia nei primi dieci mesi del 2020.

    «I dati – precisa l’associazione-, basati sull'anno solare, sono stati elaborati ai fini della bilancia commerciale del settore cerealicolo. per una corretta analisi dei flussi commerciali import/export deve essere considerato il periodo 1 luglio - 30 giugno, corrispondente alla campagna di commercializzazione agricola».

     

     

    Importazioni +1,9%

    «Le importazioni in italia nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche nei primi 10 mesi del 2020 sono aumentate nelle quantità di 165.000 tonnellate (+0,9%) e nei valori di 92,8 milioni di euro (+1,9%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

    Più grano, meno mais, orzo e proteiche

    Riguardo ai cereali in granella si registrano arrivi complessivi per 11,8 milioni di tonnellate, (+0,8% rispetto al 2019), di cui 8,08 mio/t in provenienza dai paesi dell'unione europea (+3,7%), e 3,75 mio/t importate dai paesi terzi (-4,9%). tra i singoli cereali si rileva l'incremento delle importazioni di grano duro (+521.000 t) e la riduzione del mais (-398.000 t) e dell'orzo (-51.000 t). con circa 4,1 milioni di tonnellate gli arrivi di grano tenero si confermano ai livelli dell'anno precedente (-0,2%).

    Si registra il calo delle importazioni di farine proteiche vegetali (-95.000 t pari a -4,3%) e l'incremento delle importazioni di semi oleosi (+117.000 t, +5,5%). le importazioni di riso (considerato nel complesso tra risone, semigreggio, lavorato e rotture di riso) diminuiscono di 9.100 tonnellate (-4,7%)", informa anacer.

    Export +11,9%

    «le esportazioni dall'Italia dei principali prodotti del settore nei primi 10 mesi del 2020 sono risultate in aumento nelle quantità di 350.000 t (+9,4%) e nei valori di 362,3 milioni di euro (+11,9%) rispetto allo stesso periodo del 2019.»

    Si confermano in aumento le vendite all'estero di pasta che raggiungono 1,9 milioni di tonnellate (+15% rispetto al 2019), di cui 1,16 mio/t destinate ai paesi dell'Ue (+11%) e 0,75 mio/t destinate ai Paesi terzi (+21%).

    Tra gli altri prodotti si evidenzia l'incremento delle esportazioni di riso (+66.000 t, considerate nel complesso tra lavorato, semigreggio e rotture di riso) e dei mangimi a base di cereali (+18.500 t).

    Il saldo

    I movimenti valutari relativi all'import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi dieci mesi del 2020 un esborso di valuta pari a 4.896,1 milioni di euro (4.803,3 nel 2019) ed introiti per 3.411,6 milioni di euro (3.049,3 nel 2019). Pertanto il saldo valutario netto, secondo i calcoli di Anacer, è pari a -1.484,5 milioni di euro, contro -1.754,0 milioni di euro nel 2019.

    Anno boom per l’export di cereali italiani - Ultima modifica: 2021-01-20T02:55:51+01:00 da Lorenzo Tosi

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