Frumento, coprirsi conviene ma i campi sono nudi

frumento
Negli ultimi cinque anni per due volte risarcimenti superiori ai costi sostenuti per le polizze, che tra l’altro vengono rimborsati fino al 70%

La gestione del rischio per i frumenti tenero e duro ha ampi margini di crescita se gli strumenti si innovano per meglio cogliere i rischi specifici di questo settore. I frumenti, così come le altre produzioni vegetali, hanno la possibilità di utilizzare le coperture assicurative contro i rischi da avversità atmosferiche e di attivare il fondo di mutualità contro i rischi da fitopatie. Inoltre, per il frumento duro è possibile attivare anche l’ISTs (strumento per la stabilizzazione del reddito settoriale). Di fatto però, a oggi, lo strumento operativo è esclusivamente quello assicurativo, con una diffusione molto diversa tra le due colture. Nel caso del grano tenero sono assicurati circa il 18% degli ettari coltivati. Mentre le coperture per il grano duro non raggiungono il 5% della superficie.

Frumento tenero

Secondo i dati Istat relativi al 2019 in Italia si coltivano 530.676 ettari di frumento tenero con una produzione di circa 2,7 milioni di tonnellate di granella. Coltivazione presente un po’ su tutto lo stivale, ma di fatto Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia rappresentano il 67% della superficie destinata a frumento tenero e circa il 75% della produzione.

 

 

Gli ettari assicurati con copertura dei danni da avversità atmosferiche nel 2019 (tab. 1) erano 97.766 ovvero circa il 18,4% di quelli coltivati. La distribuzione delle coperture assicurative è particolarmente concentrata nelle principali regioni produttrici: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte concentrano il 92% delle aziende che assicurano il frumento tenero.

Nel 2020 secondo quanto riportato nel Rapporto gestione dei rischi in agricoltura 2021 elaborato da Ismea, le aziende che hanno assicurato il frumento tenero sono state 6.621, per un valore assicurato pari a 127,535 milioni di euro, con una tariffa media (costo assicurativo) pari al 3,6% e una raccolta premi di 4,58 milioni.

I dati del 2020 rispetto a quelli della campagna precedente registrano una lieve contrazione dei valori assicurati (-1,3%) e una contrazione del numero di imprese pari al 4,3%, ma di pari passo si assiste a un aumento della superficie media assicurata per azienda che negli anni è passata dagli 11,3 ettari del 2015 ai 13,7 del 2019.

Tab. 1 Dati assicurativi frumento tenero
Fonte: Ismea Rapporto gestione del rischio in agricoltura 2021 *dato stimato su dati compagnie di assicurazione

Se analizziamo le scelte delle imprese agricole rispetto alle diverse combinazioni di garanzie disponibili, oltre il 70% ha scelto il pacchetto C ovvero almeno tre garanzie tra le avversità di frequenza e accessorie. Di fatto il pacchetto sottoscritto comprendeva la copertura per grandine, vento forte ed eccesso di pioggia. Il 13,3% dei certificati di assicurazione era rappresentato dal pacchetto B con le tre garanzie catastrofali di base e almeno una tra quelle di frequenza. In questo caso il pacchetto era composto da alluvione, gelo, siccità, più le avversità di frequenza grandine e vento forte. Il 12% dei certificati era rappresentato dal pacchetto F copertura con due sole garanzie (grandine e vento forte). Infine, solo il 3,1% ha scelto il pacchetto A, ovvero l’insieme delle garanzie per le avversità catastrofali, di frequenza e accessorie.

Completano l’offerta assicurativa rivolta ai cereali le combinazioni sperimentali (pacchetto E) dove oltre alle garanzie previste per il pacchetto A si aggiunge quella per il prezzo o l’indice climatico avverso (polizza index) dove si tiene conto anche del calo di peso specifico. Di fatto le polizze index frumento si stanno testando in queste ultime campagne e non hanno ancora avuto una grande diffusione, mentre è completamente ferma al palo la polizza con la garanzia prezzo in quanto non disponibile sul mercato.

Se analizziamo l’andamento del rapporto sinistri/premi (tab. 2 voce loss ratio) vediamo come il sistema agricolo abbia certamente avuto un beneficio dalla copertura assicurativa. Dai dati disponibili riferiti al quinquennio 2015-2019, per ben due volte i risarcimenti sono stati superiori ai premi raccolti. Nel 2016 sono stati rimborsati sinistri per 3,59 milioni di euro a fronte di 2,6 milioni di premi raccolti, il rapporto sinistri/premi (S/P) è stato pari a 137,6%.

Tab. 2 Dati assicurativi e risarcimento 2015-2019 frumento tenero

Stesso andamento nel 2018 dove il rapporto sinistri/premi è stato pari a 109,3%, dove sono stati rimborsati sinistri per 3,76 milioni di euro a fronte di 3,4 milioni di premi raccolti. Ma, se consideriamo anche le altre tre annualità in cui l’andamento del rapporto S/P si è attestato intorno al 67% e il fatto che gli agricoltori ricevono un contributo pubblico (fino al 70%) sul premio pagato, possiamo affermare che assicurarsi conviene. Nonostante ciò, circa l’80% degli ettari di frumento tenero coltivati nel nostro Paese non è ancora assicurato.

Frumento duro

Gli ettari coltivati in Italia a frumento duro nel 2019 (dato Istat) sono circa 1,2 milioni, con una produzione che si attesta a circa 4 milioni di tonnellate. In questo caso la fanno da padrone le regioni del Sud. Sicilia (28,2%) e Puglia (21,5%) da sole rappresentano il 50% degli ettari coltivati, seguite da Basilicata (9,4%), Marche (8,2%) ed Emilia-Romagna (5%). Rispetto al frumento tenero il grano duro è decisamente meno assicurato: se consideriamo come riferimento il 2018, gli ettari assicurati erano circa 60mila, pari al 4,7% (dati Ismea) della superficie investita.

Nel 2020 le imprese che hanno assicurato il frumento duro (tab. 3) sono state 2.687, registrando una contrazione importante sia nel 2019 (-10,9% sul 2018), sia nel 2020, con una riduzione del 16,3% rispetto al 2019. Il valore assicurato nel 2020 è stato pari a 60,42 milioni contro i 73,39 del 2019, dato ancora più sconfortante se paragonato ai 124,9 milioni del 2016.

Tab. 3 Dati assicurativi frumento duro
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Fonte: Ismea Rapporto gestione del rischio in agricoltura 2021

Analizzando le tipologie di combinazioni sottoscritte nel 2019, vediamo come il pacchetto di garanzie più diffuso per questa coltura sia rappresentato dalla combinazione C, pari al 67,7% (almeno tre garanzie tra le avversità di frequenza e accessorie) con le garanzie grandine, vento forte, eccesso di pioggia. Il 15,4% ha scelto il pacchetto B ovvero tre garanzie catastrofali di base e almeno una tra quelle di frequenza; in questo caso il pacchetto era composto da alluvione, gelo, siccità più le avversità di frequenza grandine e vento forte. Il pacchetto F – copertura con due sole garanzie (grandine e vento forte) – ha rappresentato circa il 12%, mentre solo il 4,9% ha scelto il pacchetto A, ovvero l’insieme delle garanzie per le avversità catastrofali, di frequenza e accessorie.

Il frumento duro ha la possibilità di implementare l’ISTs, lo strumento per la stabilizzazione del reddito settoriale che consentirebbe di coprire il calo drastico di reddito dovuto a eventuali crisi di mercato o innalzamento repentino dei costi di produzione. Al momento però ancora nessun soggetto gestore ha chiesto al Mipaaf l’attivazione di questo strumento per il grano duro.

Criticità da superare

Seppure i numeri dimostrino plasticamente come assicurando il frumento i risarcimenti mediamente siano superiori ai premi pagati dagli agricoltori e quindi sia vantaggioso per gli agricoltori, di fatto non si riscontra la diffusione delle coperture assicurative come ci si attenderebbe. Anzi, nel caso del frumento duro si registra una continua contrazione. Per invertire questa tendenza visto che i rischi non sono certamente in diminuzione, è necessario superare alcune criticità che bloccano la diffusione dello strumento assicurativo su queste colture.

Frumento "assicurato" già in fase di semina

Un aspetto determinante è la possibilità di avere coperti i rischi ai quali è assoggettata la coltura nelle diverse fasi fenologiche più delicate. Determinante è avere la disponibilità a coprire il frumento già nei giorni successivi alla semina. I momenti critici per il frumento sono diversi in funzione della tipologia di avversità. Di fatto oggi i rischi certamente coperti sono quelli dovuti alla grandine e al vento forte, in quanto per queste avversità i danni maggiori si possono concretizzare dalla fase di spigatura in poi. Per il frumento è importante coprire anche altre avversità che possono compromettere la resa ovvero la siccità, in particolare quella invernale e il gelo.

Fasi molto delicate sono l’accestimento, dove una siccità prolungata può portare a una riduzione dei culmi e quindi del numero di spighe a mq e le fasi di spigatura-fioritura-allegagione (particolarmente sensibili agli abbassamenti termici), durante le quali già una temperatura di -2 °C può comportare la castrazione e la sterilità dei fiori, compromettendo la produzione. Altra avversità da attenzionare è l’eccesso di pioggia. In genere le polizze coprono solo i danni di morte delle piante per asfissia, fattispecie di danno generalmente più frequente tra la fase di levata e di accestimento. Per coprire questi rischi è necessario che la campagna assicurativa e quindi la disponibilità delle coperture ci sia già nella fase di semina, e coprire il frumento a marzo contro questi rischi considerando i tempi di carenza per entrata in vigore delle garanzie siccità e gelo le rende di fatto inefficaci.

Coperture per i cali di qualità

Altro tema è la compromissione della qualità molitoria oggi non coperta dalle polizze presenti nel mercato se non in rari casi. Questa esigenza è particolarmente sentita per il frumento duro, dove sono in aumento i contratti di filiera, che prevedono parametri qualitativi stringenti. Mentre il dato legato alla % di proteine o agli aspetti igienico-sanitari sono riconducibili alla tecnica agronomica e quindi non gestibili con polizze agevolate, altri come volpatura e bianconatura sono diretta conseguenza di condizioni climatiche avverse, e in particolare di piogge e umidità persistenti in fase di granigione e maturazione. Per la diffusione dello strumento assicurativo in questo settore è necessario dare risposta a queste esigenze.

Frumento, coprirsi conviene ma i campi sono nudi - Ultima modifica: 2021-09-01T17:55:24+02:00 da K4

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