Vino, oltre il 60% è prodotto da cantine cooperative

    ispezioni
    Vi.Vite (Vino di vite cooperativo) sarà il primo appuntamento nazionale interamente dedicato alle cantine cooperative. Giorgio Mercuri (Alleanza delle cooperative): «Vogliamo dare risalto ai territori, ai viticoltori e alle loro storie»

    La cooperazione vitivinicola produce oltre il 50% delle Dop e il 65% delle Igp. Sono 148mila i soci produttori, di 498 cantine, che fatturano 4,3 miliardi di euro, di cui 1,8 arrivano dall’export (pari a 1/3 di tutto il vino Made in Italy esportato) e 9mila addetti. Questi i numeri del vino cooperativo italiano (fonte Censis), evidenziati in occasione della presentazione di Vi.Vite (Vino di vite cooperativo), svoltasi a Roma il 26 ottobre presso il Mipaaf.

    Promossa dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Vi.Vite sarà la prima manifestazione nazionale dedicata alle cantine cooperative e ai suoi prodotti e si svolgerà il 25 e il 26 novembre a Milano.

    «In Italia dove non ci sono cooperative non c’è viticoltura. Vi.Vite – ha affermato Ruenza Santandrea, coordinatrice vino dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari – vuole far conoscere la grande varietà dei vitigni autoctoni che con grande cura la cooperazione del vino ha tutelato negli anni. La biodiversità è una ricchezza determinante per il futuro del vino italiano».

    Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza delle Cooperative, ha sottolineato che la cooperazione vitivinicola produce ben il 60% del vino italiano. «Con questa iniziativa vogliamo dare risalto alle cantine e ai territori, ai viticoltori e alle loro storie, al lavoro che c’è dietro ognuna delle bottiglie prodotta. Vogliamo mostrare ad un ampio pubblico di consumatori e di opinione pubblica che le cooperative vitivinicole hanno fatto negli ultimi anni un vero e proprio salto qualitativo. Lo conferma il fatto che è in mano alle cooperative il 51% in media di tutto il vino a denominazione d’origine protetta e il 65% di quello ad indicazione geografica protetta».

    Il format della manifestazione sarà inedito, a cominciare dalla location, il Museo della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” scelto, come spiegato da Ruenza Santadrea, «perché ricerca e innovazione tecnologica sono alla base degli straordinari progressi che il vino ha fatto in termini di qualità, sicurezza, resistenza alle malattie e sostenibilità. La ricerca è il futuro del vino».

    La Santandrea ha poi aggiunto che gli accordi bilaterali sono fondamentali per aiutare le esportazioni dei vini cooperativi «Le nostre cantine hanno tutti i giorni clienti o buyer provenienti da tutto il mondo e posseggono tutte le certificazioni necessarie per competere su tutti i mercati».

    Su questo punto è intervenuto anche il vice ministro Andrea Olivero che ha sottolineato che, oltre agli accordi bilaterali, per essere forti nei mercati globali «Dobbiamo consolidare le nostre alleanze interne». Il vice ministro ha poi evidenziato l’importanza che le cooperative hanno avuto nel trainare il mondo delle Dop e Igp «Nessuno dei nostri competitors ha un numero così elevato di cantine e di cooperative, queste sono un nostro valore aggiunto».

    CONDIVIDI

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome