Agrumi, possibili infestazioni dell’aleurodide spinoso

Di recente sono stati accertati gravi infestazioni di A. spiniferus in alcuni agrumeti pugliesi. Contro l'aleurodide degli agrumi è fondamentale saper riconoscere le infestazioni sin dalle fasi iniziali e non abbassare mai la guardia, soprattutto perchè l'eliminazione di alcuni neonicotinoidi ed esteri fosforici ampiamente utilizzati in agrumicoltura contro altri insetti succhiatori potrebbe ridurre l’efficacia dei trattamenti fitosanitari contro gli insetti secondari come A. spiniferus

L’inverno mite appena trascorso ha determinato un generalizzato anticipo della ripresa vegetativa per la maggior parte delle colture e soprattutto per le specie sempreverdi, come l’olivo e gli agrumi che, sostanzialmente, hanno continuato a vegetare. Ma le temperature insolitamente alte dell’inverno hanno anche aiutato alcuni fitofagi a sopravvivere mantenendosi attivi sulle piante. Tra questi è da considerare il relativamente nuovo aleurodide degli agrumi, l’Aleurocanthus spiniferus, rinvenuto per la prima volta in Italia pochi anni fa nel Salento (Puglia) da dove si è rapidamente diffuso in tutte le regioni centro meridionali, anche se i maggiori problemi sono stati segnalati soprattutto su piante isolate e giardini. Di recente, tuttavia, sono stati accertati gravi infestazioni di questo insetto in agrumeti pugliesi.

 

 

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Un insetto da quarantena

A. spiniferus inizialmente può essere scambiato per una cocciniglia per le sue ridotte dimensioni e la colorazione scura delle forme giovanili che sono immobili e vagamente somiglianti alla Parlatoria spp. Gli adulti, invece, sono alati e mobili, di colore nerastro e coperti da un velo di polvere cerosa biancastra. Le ali presentano delle macchie tondeggianti bianche in prossimità dei margini su sfondo scuro.

Come altri aleurodidi, A. spiniferus produce abbondante melata su cui si sviluppa facilmente la fumaggine e può attaccare varie specie vegetali coltivate (ospiti di elezione sono gli agrumi, ma sono infestati anche il kaki, le pomacee, la vite, la rosa, ecc.) o spontanee (es. l’edera).

Per la sua polifagia, l’insetto è potenzialmente dannoso non solo agli agrumi ma, anche, ad altre colture agrarie ed ornamentali. Per questo A. spiniferus è inserito dalla Eppo (European and Mediterranean Plant Protection Organization) nella lista (A2) degli organismi di cui si raccomanda l’adozione di misure di quarantena e nell’elenco delle malattie delle piante per le quali è proibita l’introduzione e la diffusione nell’Unione europea (Ue Annex II/A1).

Stadi preimmaginali di A. spiniferus. Per la loro forma e il colore possono essere confusi erroneamente con una cocciniglia

Solo quattro sostanze disponibili

Nei circa 10 anni di accertata presenza dell’insetto in Italia, fortunatamente, le segnalazioni di infestazioni diffuse in campi commerciali di agrumi sono state limitate e ciò potrebbe essere dovuto alla buona azione di contenimento dei trattamenti insetticidi realizzati contro altri fitofagi. In effetti, alcune infestazioni che hanno richiesto interventi diretti si sono verificate su impianti di agrumi e di vite nei quali non si usavano insetticidi da diverso tempo. L’eliminazione recente di alcuni neonicotinoidi ed esteri fosforici ampiamente utilizzati in agrumicoltura contro altri insetti succhiatori (afidi, cocciniglie e aleurodidi) potrebbe ridurre l’efficacia dei trattamenti fitosanitari contro insetti secondari come A. spiniferus per il quale, quindi, è bene non abbassare la guardia, imparando a riconoscerlo nelle fasi iniziali di infestazione, quando i focolai in campo sono limitati.

A oggi, sono specificamente registrate per l’aleurocanto su agrumi solo quattro sostanze attive insetticide: azadiractina e olio minerale utilizzabili in biologico, il neonicotinoide acetamiprid e il piretroide deltametrina.

Agrumi, possibili infestazioni dell’aleurodide spinoso - Ultima modifica: 2020-04-06T18:37:56+02:00 da K4

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