Oidio della fragola, danni e metodi di lotta

oidio fragola
La foglia in alto ha una macchia biancastra che rappresenta il micelio dell’oidio, la foglia risulta accartocciata
L’oidio è una malattia la cui severità può variare di anno in anno, questo dipende molto dalle condizioni climatiche , perciò è molto importante monitorare l’andamento della malattia e modularne di conseguenza i trattamenti. Ecco le principali strategie

L'oidio della fragola, una delle malattie più frequenti, è causato dal fungo patogeno obbligato Sphaerotheca macularis f. sp. fragariae che provoca  i maggiori danni in serra e in tunnel. La malattia colpisce foglie, fiori e frutti. Le condizioni ambientali ottimali per la crescita di questo fungo sono temperature tra i 15 e i 25 °C e umidità compresa tra il 75% e il 98% (Amsalem L. 2006).

I danni alle foglie e ai frutti

I danni più consistenti sono a carico delle foglie quando il micelio ricopre interamente la pagina fogliare possiamo avere una riduzione della fotosintesi e nei casi più gravi necrosi e defogliazione (Maas, 1998). Col progredire dell’infezione i bordi della pagina fogliare si curvano verso l’alto.

 

 

oidio fragola
Il frutto con una patina biancastra sintomo caratteristico dell’oidio

Il controllo dell'oidio della fragola in tunnel

L’oidio (S. macularis) è controllato principalmente attraverso prodotti chimici, sono richiesti dai sei ai sette trattamenti, per l’intero ciclo di crescita in tunnel, nelle condizioni climatiche tipiche del Nord Italia (Raffaelli R. et. al. 2004).

Le strategie per il pieno campo

Per contrastare questo fungo patogeno in campo è consigliabile adottare una strategia di lotta integrata, per ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari. Le strategie di lotta integrata si basano sull’utilizzo di più tecniche, come tecniche agronomiche, di lotta biologica, genetica (varietà resistenti), allo scopo di ridurre e ottimizzare l’utilizzo di fitofarmaci.

Per quanto riguarda la fragola le linee guida di difesa integrata (Regione Emilia-Romagna 2020) consigliano di evitare eccesive concimazioni azotate e di intervenire in post impianto sulle cultivar più sensibili con Ampelomyces quisqualis  o Bacillus pumilus altrimenti con zolfo.

Alla comparsa  dei sintomi invece si interviene su tutte le cultivars, con prodotti endoterapici evitando di ripeterli a turni ravvicinati.

Secondo lo studio di Raffaelli R. et. al. del 2004, l’applicazione di metodi di controllo biologico come Tricoderma harzianum e Ampelomyces quisqualis, funghi che si nutrono direttamente dalle cellule vive dell’ospite, in combinazione a trattamenti chimici sono risultati efficaci nel controllo dell’oidio, riducendo il numero di trattamenti chimici.

Adottando una strategia di gestione integrata, questo fungo patogeno si riesce a tenere sotto controllo in maniera ottimale, inoltre l’oidio è una malattia la cui severità può variare di anno in anno, questo dipende molto dalle condizioni climatiche dell’annata, perciò è molto importante monitorare l’andamento della malattia e modularne di conseguenza i trattamenti.


Bibliografia

Amsalem L., Freeman S., et. al. (2006) “Effect of climatic factors on powdery mildew caused by Sphaerotheca macularis f. sp. fragariae on strawberry" European Journal of Plant Pathology 114:283–292  Springer 2006 DOI 10.1007/s10658-005-5804-6

Maas J (1998) Compendium of Strawberry Diseases, The American Phytopathological Society Press, St. Paul, Minnesota, USA, 17–1835.

Raffaelli R., Moser R., Pertot I. (2004) “Evaluation of the sustainability of strategies that include biocontrol agents to reduce chemical residues on strawberry fruits” Management of plant diseases and arthropod pests by BCAs IOBC/wprs Bulletin Vol. 27(8) pp. 105-108105

Regione Emilia-Romagna 2020 https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/bio-agro-climambiente/agricoltura-integrata/disciplinari-produzione-integrata-vegetale/Collezione-dpi/dpi_2020/norme/orticole/difesa-fragola-2020-x-18_2_20.pdf/@@download/file/Difesa%20fragola%202020%20x%2018_2_20.pdf

Oidio della fragola, danni e metodi di lotta - Ultima modifica: 2021-06-21T09:43:08+02:00 da Elisa Strati

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