Trentino e Alto Adige, strategie diverse contro la cimice

Allevamento di cimice asiatica (Halyomorpha halys) presso la Fondazione Mach di San MIchele all'Adige
Partita in provincia di Trento la campagna per agevolare la collaborazione della cittadinanza nell’allevamento della Vespa samurai da rilasciare non appena arriverà l’autorizzazione ministeriale. In Alto Adige invece si punta sul parassitoide autoctono Anastatus bifasciatus, meno efficace, ma con minori complicazioni burocratiche

Le strategie di Trentino e Alto Adige nei confronti della cimice asiatica divergono notevolmente.

In Trentino la Fondazione Mach (Fem) lancia l’appello al mondo agricolo e a tutta la cittadinanza della Provincia autonoma per la raccolta delle cimici asiatiche, in modo da offrire un prezioso contributo alla lotta come nella campagna del 2020.

 

 

Un aiuto finalizzato alla raccolta di cimici asiatiche per alimentare le vespe samurai.

«Cercate cimici asiatiche, ritiriamo noi»
è l’appello di FEM.

La collaborazione della cittadinanza trentina

La scorsa primavera il raccolto aveva permesso di arricchire gli allevamenti di cimice asiatica a San Michele all’Adige con 25 mila esemplari e di conseguenza hanno contribuito all’allevamento delle vespe samurai (Trissolcus japonicus) poi rilasciate nei distretti più colpiti dalla cimice.

Vespa Samurai mentre parassitizza un'ovatura di Cimice asiatica

Le cimici asiatiche servono per riprodurre in laboratorio la vespa samurai e attuare per il secondo anno il programma di lotta biologica che consiste nell'immettere sul territorio questi insetti utili a contrastare la cimice, che sta creando notevoli danni all'agricoltura trentina.

In questo periodo le cimici si trovano ancora all’interno o nei pressi delle abitazioni, ma anche negli orti e nei giardini, soprattutto nelle zone di campagna. I cittadini che trovano 10 o più cimici possono chiederne il ritiro da parte dei tecnici FEM, che avverrà rispettando scrupolosamente le misure per il contenimento del coronavirus.

Per questa operazione è stato attivato il numero telefonico 331.6451211, a cui si può mandare messaggi whatsApp, ma anche l'indirizzo mail monitoraggio.cimice@fmach.it dove è sufficiente indicare il nominativo, indirizzo e il numero di cimici ritrovate.

I risultati dei monitoraggi

Nel 2020 i dati rilevati dai monitoraggi post rilascio delle vespine in Trentino hanno permesso di rilevare un buon insediamento delle vespe samurai, la cui presenza è stata riscontrata dopo i lanci nel 30% dei venti siti trentini.

«Un risultato promettente» secondo i ricercatori e i tecnici di FEM. Ora, per proseguire con il lancio anche quest’anno si attende l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, ma intanto alla FEM si lavora per arrivare pronti all’operazione di emissione sul territorio quando arriverà l’autorizzazione del Ministero con un consistente numero di parassitoidi.

La diversa strategia dell’Alto Adige

In Alto Adige per il secondo anno consecutivo Agrios (Gruppo di lavoro per la frutticoltura integrata), Centro di consulenza della Provincia autonoma di Bolzano - assieme alla ditta partner Bioplanet di Cesena - ha fatta una scelta diversa: anziché aspettare l’autorizzazione ministeriale per il rilascio delle vespine samurai, la cimice asiatica sarà combattuta con il parassitoide indigeno Anastatus bifasciatus, visti i risultati ottenuti nel 2020.

Anastatus bifasciatus mentre parassitiza un'ovatura di cimice

L’anno scorso l’insetto utile è stato infati rilasciato in Alto Adige, in cinque comuni: Nalles, Caldaro, Lana, Laives e Naturno, e sempre in zone particolarmente infestate da cimice asiatica.

Harald Weis

Secondo Harald Weis di Agrios: «possiamo dire senz’altro che i risultati sono stati confortanti, la nostra vespina è meno efficiente della Samurai ma il suo rilascio è molto più semplice dal punto di vista amministrativo».

Il ruolo di Anastatus bifasciatus

Al lato pratico la vespa autoctona è meno efficace di Trissolcus japonicus ma consente di limitare la riproduzione della cimice asiatica. Però i buoni risultati ottenuti nel mese di giugno dell’anno scorso hanno indotto i responsabili a ripetere l’esperimento anche quest’anno. Il progetto, sarà replicato con le stesse modalità: stesso partner, stessa quantità di vespe, stesse zone di rilascio.

Questa vespina autoctona appositamente allevata, al momento della riproduzione depone le uova nelle covate della cimice asiatica, inoltre le larve dell’insetto utile si nutrono delle uova di cimice impedendole la riproduzione. Lo stesso concetto della vespa samurai, ma a differenza di questa non ha bisogno di nessuna autorizzazione ministeriale.

«Così facendo - conclude Weis -, il prossimo anno potremo avere un quadro più preciso sulla reale efficacia di questo metodo».

 

Trentino e Alto Adige, strategie diverse contro la cimice - Ultima modifica: 2021-06-04T09:32:28+02:00 da Lorenzo Tosi

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