Caputo: «Il piano anti brucellosi è rigoroso e non è contro gli allevatori»

NIcola Caputo, assessore all'Agricoltura della Regione Campania
L'assessore all'agricoltura della Regione Campania risponde alla mobilitazione del Coordinamento degli allevatori: «Le porte della Regione sono aperte al confronto, stiamo mettendo in campo ogni sforzo possibile per risolvere una situazione penalizzante per l'intera agricoltura campana»

«Il Piano di eradicazione della brucellosi licenziato dalla Regione Campania è oggetto di strumentalizzazione di pochi, ma le porte della Regione sono aperte e siamo pronti a confrontarci per dialogare con tutti».

Così l’assessore all’Agricoltura della Campania Nicola Caputo in merito all’ennesima mobilitazione annunciata dal Coordinamento Unitario di difesa della filiera bufalina nel casertano (leggi l'articolo linkato in fondo).

Verso una conferenza stampa congiunta

«Martedì 3 maggio è stata convocata una conferenza stampa in Regione con il direttore generale del Ministero della Salute, i direttori degli Istituti Zooprofilattici di Portici e di Brescia, l’Asl e tutti i soggetti coinvolti sulla questione, per fare chiarezza e per aprire un dialogo con i manifestanti-  ha annunciato Caputo».

Il piano è maturato dal confronto

«Il Piano di eradicazione della brucellosi che è stato adottato con delibera di giunta parte da una situazione non proprio idilliaca, che però vuole mettere in campo un’azione rigorosa tenendo presenti quelle che sono le esigenze degli allevatori, senza trascurare il rispetto delle norme e dei regolamenti, oltre che l’aspetto sanitario di una questione che potrebbe investire anche l’uomo».

«Siamo partiti da un Piano elaborato da un gruppo di tecnici e dalle professionalità dei due Istituti Zooprofilattici esperti in materia, recepisce le osservazioni del Centro di Referenza Nazionale per le brucellosi di​ Teramo, ma contiene anche le indicazioni maturate da un confronto con oltre 200 allevatori, che hanno avuto la possibilità di fare proposte» continua.

L'impennata degli abbattimenti e le correzioni del ministero

Il Piano indica come risolutivo un metodo da applicare per gli allevamenti, che si traduce con la vaccinazione, l’autocontrollo, il ripopolamento, le tempistiche dei controlli, la definizione del capo positivo TBC da inviare al macello; l’obbligo delle imprese; la sperimentazione della vaccinazione dei capi adulti.

Appena approvato in giunta l’8 marzo scorso però ha suscitato nuove polemiche. Gli allevatori insorgono prioritariamente sulla “definizione del capo positivo TBC da inviare al macello”, che ha causato l’abbattimento di un numero sempre crescente di capi di bestiame.

«Infatti successivamente è stata pubblicata una circolare chiarificatrice, ed è stata pubblicata l’errata corrige del Ministero della Salute».

«Da parte nostra confermiamo l’impegno a dialogare, perché non è pensabile che la Regione possa agire contro qualcuno. Tant’è che altri hanno già preso le distanze da questa modalità cruenta di rappresentare il dissenso».

«Siamo disponibili a entrare negli allevamenti per eradicare la malattia e sono partite le richieste per la vaccinazione, che entro qualche settimana ci consentiranno di partire. Così come abbiamo immaginato di dare vita ad un comitato sulla trasparenza della filiera bufalina con tutte le associazioni coinvolte e che saranno punto di riferimento”.

Stop alle strumentalizzazioni

Caputo sottolinea l’aspetto strumentale che sta avvolgendo la vicenda. «La Regione sta mettendo in campo ogni sforzo possibile, ma è pur vero che qualcuno sta strumentalizzando la questione per ottenere visibilità». «Il Piano è fondato sull’analisi di dati obiettivi e scientifici e l’affiancamento delle associazioni come Coldiretti, Cia Campania, Confagricoltura ed altre dimostra il lavoro di condivisione che ha animato la stesura e i contenuti del Piano stesso» conclude.

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Caputo: «Il piano anti brucellosi è rigoroso e non è contro gli allevatori» - Ultima modifica: 2022-04-28T01:07:29+02:00 da Lorenzo Tosi

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