Anbi: «Con lo sblocco di 450 milioni di euro, più certezza per i territori»

Sono i finanziamenti necessari per combattere il dissesto idrogeologico e rendere più efficiente la gestione e riserva idrica. «Per individuare un nuovo modello di sviluppo competitivo dell’economia globale e in particolare di quella agricola, bisogna investire in interventi infrastrutturali e innovazione» ha detto Francesco Vincenzi al convegno dell’Anbi.

«Oggi, oltre allo sblocco delle risorse di 450 milioni di euro, un obiettivo importante, festeggiamo la strada che il nostro Paese ha deciso di intraprendere, abbiamo costruito una traiettoria di futuro, dando certezze ai nostri territori, alle nostre imprese e alla nostra agricoltura». Ad affermarlo è Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi, nel suo intervento durante il convegno "Beni pubblici globali, salvaguardia del territorio e innovazione» organizzato il 30 ottobre a Roma dall’Anbi.

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Alessandra Pesce

«L’avere sbloccato 177mln del Fondo Sviluppo e Coesione a una decina di Consorzi di bonifica, i cui progetti non si era riusciti a finanziare nell’ambito del Piano Irriguo Nazionale, è un esempio di come mettere a sistema le risorse a servizio della sicurezza del territorio», ha affermato Alessandra Pesce sottosegretario Mipaaft.

Con lo sblocco del 29 ottobre dei 177mln di euro, che si vanno a sommare ai 284mln di euro già stanziati (per gli altri 19 progetti già ammessi alla precedente graduatoria), si arriva così a oltre 450mln di euro complessivi.  Questi finanziamenti andranno a sostenere più di 30 interventi per l’irrigazione, la sistemazione e la messa in sicurezza del territorio nazionale. «Si tratta di progetti definitivi – spiega Vincenzi-, l’obiettivo è di avere i cantieri aperti per l’estate prossima».

Di questi progetti, 9 riguardano i Consorzi di bonifica del Mezzogiorno. «E’ necessario accorciare le differenze tra Nord e Sud – incalza Vincenzi - questi investimenti sono determinanti per sviluppare in modo unitario il nostro Paese». Sulla stessa linea anche Pesce secondo la quale «c’è la necessità di riallineare il gap tra Nord e Sud e per far questo non possiamo continuare a fondarci sulle paure ma sulla concretezza, ed è fondamentale mantenere la redditività in quelle aree fragili e marginali del nostro Paese».

Bisogna puntare su innovazione e ricerca

Il Sottosegretario ha poi messo l’accento sull’importanza di puntare su innovazione e ricerca. «Dobbiamo creare un network avanzato in agricoltura - ha detto -. Serve investire sulla formazione e costruire filiere innovative in aree dove c’è minor capacità di sviluppo. Nel nuovo anno punteremo molto su formazione, innovazione e trasferimento tecnologico, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati».

Sull’innovazione è intervenuto anche Vincenzi, affermando che frane ed alluvioni, che costano annualmente circa  4 miliardi di euro di danni al Paese (secondo una valutazione della Presidenza del Consiglio), potrebbero essere risolti ottimizzando, per esempio, la gestione delle acque sul territorio, che non solo incrementa occupazione e redditività agricola, ma fa risparmiare. «E' la cosiddetta economia della manutenzione - ha detto Vincenzi -. Il territorio del nostro bel Paese deve essere assolutamente tutelato e va salvaguardata l’economia della bellezza che lo contraddistingue».

Per mantenere questa ricchezza che abbiamo, il Presidente ha precisato che è «necessario investire nell’innovazione, specialmente nel settore agricolo, che governa il territorio e costituisce il fulcro del made in Italy, mirando ad una agricoltura di precisione».

Sulla Pac il presidente Anbi ha precisato che per affrontare le sfide importanti che abbiamo davanti come i cambiamenti climatici, il consumo del suolo, «dobbiamo costruire insieme un percorso virtuoso per il futuro della nostra agricoltura attraverso la Pac post 2020. L’acqua dovrà essere l’impronta sempre presente nella Pac perché fondamentale per i nostri territori e la nostra agricoltura».

Servono fondi anche per le Regioni

Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, nel suo intervento ha auspicato che la Conferenza delle Regioni licenzi, nella riunione dell’8 novembre, il Piano nazionale degli Invasi, predisposto grazie al lavoro svolto con Anbi. Bonaccini ha incalzato che «Servono finanziamenti perché le regioni lavorino bene».

Bonaccini, poi, ha espresso preoccupazione per la soppressione di questo governo della Struttura di Missione #italiasicura, il cui lavoro, puntando all’integrazione fra risorse, rappresentava l’inizio di una politica di prevenzione del rischio idrogeologico.

«A fine Ottobre – ha concluso – siamo ancora in attesa di sapere su quali fondi contare per la lotta al dissesto del territorio. Con Italia Sicura, finalmente e dopo decenni, si era deciso di passare da una politica delle emergenze a una politica della prevenzione e di questo i nostri territori hanno bisogno».

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