Disponibilità irrigue, un’Italia dai mille volti

irrigazione
Il nostro Paese è caratterizzato da una situazione anomala, con criticità idrogeologice localizzate. «I cambiamenti climatici obbligano a pensare nuove infrastrutture per la sicurezza idraulica del paese» afferma Francesco Vincenzi, presidente Anbi

Forti fenomeni temporaleschi localizzati e scioglimento delle nevi stanno creando una situazione anomala nelle portate idriche in Nord Italia, con conseguente rischio di criticità idrogeologiche come quelle registrate in Lombardia.

Laghi sopra la media…

I grandi laghi sono tutti sopra la media stagionale: gli invasi Maggiore (riempimento: 111,4%) e di Como (riempimento: 105,3%) sono a rischio tracimazione, mentre Iseo e Garda sono quasi al limite della capacità dopo aver sfiorato i massimi storici. A segnalarlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), indicando come questa situazione comporti uno stato di attenzione idraulica nei territori a valle, obbligando gli enti consortili a complesse manovre idrauliche a salvaguardia di campagne e centri abitati.

…ma il Po è in sofferenza

Il fiume Po, invece, non sembra ancora risentire di forti apporti idrici, nonostante il livello sia cresciuto: analogamente a quanto registrato a monte, i rilevamenti da Cremona (mc/sec 1.338) a Pontelagoscuro(mc/sec  1.199) segnalano una portata inferiore sia alla media del periodo che a quella dello scorso anno.

Situazioni diversificate

In Piemonte anche Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo hanno portate inferiori al 2018, mentre gli invasi (Ingagna, Ostola, Ravasanella) registrano performance migliori.

E’ invece al massimo della portata del più recente quinquennio il fiume Adige che, a Boara Pisani, segna circa 464 metri cubi al secondo.

Bene al sud e nelle Isole (a parte la Basilicata)

Francesco Vincenzi

Scendendo verso Sud, la diga di Penne, in Abruzzo, è pressochè  al limite della capacità di invaso, mentre permangono rassicuranti le disponibilità idriche in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna; al contempo resta deficitaria la situazione in Basilicata, dove mancano circa 69 milioni di metri cubi d’acqua rispetto allo scorso anno.

«Il mantenersi di situazioni disomogenee anche all’interno di aree contermini, conferma la necessità di infrastrutturare il territorio con opere di regolazione idraulica, siano essi nuovi invasi o canali di scolo ed irrigui» commenta Francesco Vincenzi, presidente di Anbi.

 

 

«La qualità dell’acqua irrigua è la sfida
dei consorzi di bonifica alla gestione dell’ambiente»

«Risparmio ed efficienza nella gestione dell’acqua sono risposte diverse ad una richiesta sociale, sollecitata da più concause: dai cambiamenti climatici alle esigenze economiche delle imprese, perché il costo dei servizi idrici è una posta di bilancio.  Per questo, in occasione dell’Assemblea Anbi del 3 e 4 Luglio a Roma, lanceremo la sfida sulla certificazione della qualità dell’acqua per dare un valore ai servizi ecosistemici assicurati dall’attività dei Consorzi di bonifica ed irrigazione ed oggi non contabilizzati».

Massimo Gargano

Ad anticiparlo è Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), intervenuto, al Palazzo dell’Agricoltura di Roma, al final meeting di Sim (Smart Irrigation Model) Project, presentato dal Politecnico di Milano insieme alle Università della Tuscia, di Valencia e di Delft nell'ambito delle attività sul risparmio irriguo, secondo gli indirizzi della Politica Agricola Comunitaria.

Ideato e sviluppato dal gruppo di ricerca e sviluppo, coordinato dal cattedratico, Marco Mancini, Sim è uno strumento web operativo (www.sim.polimi.it), integrabile con il sistema Irriframe di ANBI, per monitorare  il fabbisogno irriguo ed erogare, quando la coltura lo richiede, il necessario volume irriguo. Ciò permette di aumentare l'efficienza irrigua, risparmiando acqua, fertilizzanti ed energia in percentuali significative rispetto alle odierne pratiche.

«Accanto al costante sforzo per ottimizzare l’uso dell’acqua in agricoltura, dobbiamo però comunicare all’opinione pubblica – prosegue il dg di Anbi – che l’acqua consumata è quella per produzioni industriali come jeans o computer, non quella irrigua, che viene restituita all’ambiente, spesso migliore di come è stata prelevata. In questo, il rapporto con il mondo scientifico è fondamentale per continuare a sviluppare la ricerca e contribuire a trasformare i problemi in opportunità»

Disponibilità irrigue, un’Italia dai mille volti - Ultima modifica: 2019-06-14T14:40:05+00:00 da Alessandro Maresca

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