Soluzioni per coniugare sostenibilità e reddito

Più dinamismo e concretezza nella sfida della sostenibilità

Biologicals, agrofarmaci “di precisione”, LivinGro, ovvero protocolli tecnici per tutelare la biodiversità e la salute del suolo, Syngenta raccoglie la sfida del Green Deal e, nella Solutions Week che precede il Forum for the Future of agricolture, presenta le soluzioni che sta sviluppando per consentire agli agricoltori di raggiungere gli obiettivi delle strategie Farm to Fork e Biodiversity 2030. Più dinamismo e concretezza nella sfida della sostenibilità

La vera sfida del Green Deal è la… velocità.

«La nuova politica agricola comunitaria deve ancora partire, ma gli agricoltori hanno già meno di nove raccolti a disposizione per realizzare gli ambiziosi obiettivi fissati da Bruxelles con le strategie From Farm to Fork e Biodiversity 2030».

Lo mette in evidenza, in diretta streaming in occasione del webinar di apertura della “Solutions week”, Alexandra Brand, da gennaio al vertice del settore Crop Protection di Syngenta in Europa.

 

 

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Il problema è che la velocità non sembra la migliore virtù dell’Unione Europea, almeno in questo periodo storico: dopo i ritardi accumulati nelle vaccinazioni anti Covid19, Bruxelles rischia la falsa partenza in un’altra sfida decisiva come quella della svolta dello sviluppo sostenibile.

Un tema in cui l’agricoltura del Vecchio Continente vorrebbe giocare un ruolo di primo piano, rischiando invece di essere superata dal dinamismo di comparti primari tecnologicamente avanzati come quelli del Nord e Sud America e dell’est Europeo.

Biotech e agrofarmaci, talenti a cui non rinunciare

«Your ambition outweighed your talent»

(«le tue ambizioni superano di gran lunga le tue capacità»):

il tema della velocità stimola un parallelismo con i gran premi motociclistici e fa tornare in mente l’accusa con cui un irrispettoso Casey Stoner criticava ormai dieci anni fa il più anziano Valentino Rossi dopo uno scontro di gara a Jerez in Spagna. Poi Stoner non ha più vinto nulla e si è ritirato, mentre Rossi ha puntato sulle sue motivazioni, ha adeguato il suo modo di guidare ed è ancora in pista a sfidare i migliori, diventando un illuminante esempio per spiegare cosa significhi il termine resilienza.

L’Unione Europea deve fare lo stesso: per raggiungere le proprie ambizioni di sostenibilità, deve curare i propri “talenti”, ovvero le soluzioni tecniche che possono consentire di raggiungerli, evitando di sottovalutare il contributo che può fornire la scienza applicata a settori importanti (oggi discriminati) come quello degli agrofarmaci e delle biotecnologie applicate all’agricoltura.

È il messaggio che emerge dagli eventi digitali con cui Syngenta vuole portare un po’ di dinamismo nel dibattito Europeo sul Green Deal. Per prepararsi all’edizione 2021 del Forum for the Future of agricolture trasmesso in streaming da Bruxelles il prossimo 23 marzo, la società con sede in Svizzera partecipa infatti alla “Solutions week” per mostrare quali soluzioni concrete sta sviluppando per contribuire a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità auspicati.

L’obiettivo chiave della neutralità climatica

Il Farm to Fork punta ad una riduzione del 50% dell’uso e dei rischi della chimica in

Alexandra Brand

agricoltura e a un aumento fino al 25% delle superfici bio entro il 2030. Tappe intermedie rispetto all’obiettivo chiave di raggiungere la neutralità climatica (pareggio tra emissioni e assorbimenti di gas clima-alteranti) entro il 2050.

«Sono obiettivi realistici?». Lo ha chiesto Femi Oke, brillante giornalista inglese, anchorwoman prima di Cnn e poi di Al Jazeera, specializzata nel tema dello sviluppo sostenibile e moderatrice del webinar “Sustainable solutions from Syngenta” che ha inaugurato la Solutions week.

Femi Oke

«Anche se abbiamo forti dubbi su alcuni target- ha risposto Alexandra Brand –, per i quali pensiamo sia necessaria una seria valutazione di impatto, Syngenta è pronta ad accettare la sfida del Green Deal». La società con sede a Basilea, tra i leader globali dell’innovazione nel settore agricolo, è una delle realtà che ha investito maggiormente sulla sostenibilità, non solo in termini finanziari (2 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni) ma anche attraverso un intenso confronto costruttivo con tutte le parti in causa.

«Abbiamo bisogno di accelerare e lavoriamo tutti i giorni confrontandoci con la società civile, il mondo della ricerca, ma soprattutto con i produttori agricoli per mettere a punto le migliori soluzioni».

Triplice livello d’innovazione

Secondo Brand l’obiettivo della riduzione degli agrofarmaci, e soprattutto quello della neutralità climatica, si può raggiungere solo attraverso un triplice livello di innovazione:

  • Innovazione nello sviluppo di soluzioni chimiche, sviluppando nuovi principi attivi e nuovi formulati sempre più mirati ed efficaci a bassi dosaggi, ma soprattutto migliorando l’accuratezza delle applicazioni con tecniche di agricoltura di precisione;
  • Innovazione nei biologicals, con investimenti sia nel settore degli agenti di biocontrollo che in quello dei biostimolanti, soprattutto nell’ottica di strategie di produzione integrata («sviluppiamo anche mezzi tecnici destinati all’agricoltura biologica, ma pensiamo che, per fornire la necessaria sicurezza alimentare ad una popolazione mondiale prossima ai 9 miliardi di persone, occorra superare l’attuale dannoso dualismo con l’agricoltura convenzionale»);
  • creazione di competenze nei comparti della salute del suolo e della biodiversità, per assicurare vantaggi non solo ambientali, ma anche in favore della qualità delle produzioni e del reddito dei produttori (il webinar ha offerto anche l’occasione per presentare ufficialmente LivinGro, il protocollo tecnico in continua evoluzione che Syngenta sta mettendo a punto proprio per questi obiettivi).

La responsabilità della sostenibilità

«Vogliamo aiutare gli agricoltori – ha ribadito Petra Laux - a produrre nel modo più

Petra Laux

efficiente possibile». «E allo stesso tempo desideriamo fornir loro il nostro supporto di tecnologie e know how nelle impegnative missioni di tutelare la biodiversità e di mitigare i cambiamenti climatici attraverso pratiche virtuose di carbon farming».

Laux ha raccolto proprio da Brand il testimone nel ruolo di Chief Sustainability Officer di Syngenta lo scorso gennaio. Una qualifica professionale pionieristica, con una doppia responsabilità per chi la ricopre: abbassare l’impronta di carbonio prodotta direttamente da Syngenta e, soprattutto, mettere a disposizione i mezzi, i servizi e i progetti di filiera più efficaci per migliorare la sostenibilità e la redditività dei produttori agricoli con cui collabora.

«Un impegno che impone di giocare su tre diversi livelli – ha commentato Laux – per contribuire allo sviluppo di un nuovo modello produttivo capace di assicurare vantaggi ai produttori, ai consumatori e all’ambiente».

Modelli sostenibili validati sul fronte della redditività

Syngenta non dimentica che l’agricoltura è prima di tutto un’attività economica, la sfida è quindi quella di rendere redditizia la sostenibilità.

Un’impresa possibile secondo Alex Lissitsa, presidente dell'Ucraina Agribusiness

Alex Lissitsa

association e amministratore delegato di International milk company, una delle maggiori aziende agricole ucraine, con migliaia di ettari di cereali e colture proteoleaginose da gestire. «Il mio Paese – ha riferito in diretta streaming - crede molto nello sviluppo sostenibile dell’agricoltura».

L’Ucraina vive una fase di espansione economica trainata proprio dalle performance del comparto primario, che contribuisce per più del 70% del valore complessivo delle esportazioni di questo Paese. «Guardiamo con interesse – ha ammesso - al Green Deal dell’Ue e pensiamo che possa diventare un Big Deal per l’Ucraina, capace di far crescere il valore aggiunto delle nostre coltivazioni». Come è possibile?

Syngenta collabora con la realtà diretta da Lissitsa per mettere a punto un mix di tecniche di agricoltura conservativa in grado di migliorare il livello di sostenibilità delle colture. «Il vantaggio economico – ha spiegato Lissitsa – è su tre livelli: direttamente con la possibilità di entrare nel mercato dei crediti di carbonio per valorizzare la maggiore quota di CO2 immagazzinata nel suolo, indirettamente grazie al contributo nella riduzione degli effetti nefasti dei cambiamenti climatici, che negli ultimi anni penalizzano fortemente le nostre rese e soprattutto rafforzando il patto di fiducia con i consumatori più attenti, aumentando la trasparenza rispetto ai nostri impegni in favore dell’ambiente».

Biostimolanti e agenti di biocontrollo

Un pacchetto tecnologico, quello che Syngenta sta mettendo a disposizione dei suoi clienti, di cui fanno parte integrante i biologicals.

«Un comparto di mezzi tecnici – ha spiegato Corey Huck, al vertice dei Biologicals di

Corey Huck e Giuseppe Natale

Syngenta – di cui fanno parte sia gli agenti di biocontrollo che i biostimolanti». Ingredienti fondamentali delle strategie di produzione integrata messe a punto da Syngenta.

«I primi – ha puntualizzato Huck – ci stanno consentendo di affrontare i problemi causati da insetti, malattie e malerbe attraverso nuove strategie di difesa meno impattanti, come ad esempio la confusione sessuale o meccanismi microbiologici di competizione che, inseriti nelle strategie di difesa integrata, consentono di abbattere la problematica rappresentata dai residui.

«I secondi – ha aggiunto – consentono di fare fronte agli stress abiotici (gelate, siccità, carenze idriche), un problema decisamente aumentato dal climate change migliorando la risposta delle piante e dei sistemi produttivi in generale».

L’esperienza di Valagro

Un settore, quello dei biostimolanti, su cui Syngenta crede parecchio come testimonia la recente acquisizione di una società leader di questo settore come l’italiana Valagro.

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«Negli ultimi 40 anni – ha testimoniato Giuseppe Natale, amministratore delegato di Valagro – le aspettative nei riguardi del comparto primario sono decisamente cambiate». «Prima – ha ricordato – contavano solo le rese e i biostimolanti dovevano sfidare, anche nei mercati più evoluti, la reputazione da “snakeoils”. Oggi invece conta molto di più come si produce, i consumatori devono essere informati sul grado di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale dei produttori, e i biostimolanti, da prodotti “Cenerentola”, sono diventati ingredienti chiave per migliorare le performance soprattutto dei fertilizzanti e ora si candidano ad assumere un ruolo decisivo nel raggiungimento degli obiettivi tracciati dal Farm to Fork».

Anche perché oggi siamo in grado, attraverso l’evoluzione della genomica, di capire esattamente quali risposte genetiche vengano attivate nelle piante coltivate dopo l’assimilazione di prodotti come ad esempio gli estratti naturali di Valagro.

La biodiversità non aumenta di colpo

È la dimostrazione che puntare sulla ricerca e sulla scienza conviene sempre, anche e soprattutto quando si parla di sostenibilità. Mentre la Commissione Europea immaginava a tavolino i vincoli del Farm to Fork, Syngenta sperimentava, assieme alle migliori istituzioni scientifiche mondiali, le soluzioni per aumentare la biodiversità dei paesaggi agricoli e per migliorare la salute del suolo.

«Abbiamo capito fin dagli anni ’90 – ha ricordato Juan Gonzalez Valero, al vertice del

Juan Gonzalez Valero

Sustainable & Responsible Business di Syngenta – che dovevamo preoccuparci non solo di quello che succede nei campi ma anche attorno».

«La biodiversità non migliora di colpo, servono anni di paziente applicazione di tecniche sostenibili: grazie alle ricerche in questo campo e alla messa a punto di soluzioni come le strisce fiorite di Operation pollinator abbiamo imparato che la tutela dell’habitat può avere effetto non solo sulla qualità dell’ambiente ma anche sulle rese. Ora allarghiamo l’attenzione anche a quello che capita nel sottosuolo».

La messa a punto di LivinGro

Esperienze che stanno consentendo di mettere a punto LivinGro, il nuovo progetto di Syngenta che mette al centro la biodiversità, un protocollo in continua evoluzione che combina le migliori pratiche di gestione ecologica da diversi sistemi di coltivazione e le più moderne tecnologie di protezione delle colture messe a punto da Syngenta.

Femi Oke con Javier Peris e Gina Swart

«LivinGro è partito – ha spiegato Javier Peris, Global Technical Support Manager di Syngenta Crop Protection – grazie a un progetto sperimentale pilota triennale in cinque Paesi: Argentina, Cile, Germania, Messico e Spagna. Riguarda colture perenni come vite, drupacce e olivo e colture estensive in rotazione come frumento, mais, colza, barbabietola da zucchero e soia. Finora sono state eseguite più di cento prove sperimentali di pieno campo assieme ai migliori enti di ricerca terzi di questi Paesi».

«Si tratta di un progetto di sostenibilità – ha aggiunto Gina Swart, Head Global Product Biology Disease Control di Syngenta – che si contraddistingue per l’ampio numero di parametri che viene misurato. Sono infatti più di 38 e riguardano principalmente la biodiversità e la fertilità organica del suolo ma anche la sostenibilità della produzione agricola». Nel protocollo di LivinGro vengono integrate diverse risorse genetiche, soluzioni per la protezione delle colture, biostimolanti, bioinsetticidi, biofungicidi e insetti utili e si fa ampio ricorso alla realizzazione di aree multifunzionali per favorire la biodiversità.

I risultati finali saranno disponibili nel 2024 e saranno pubblicati su riviste scientifiche peer reviewed. «I risultati preliminari – ha concluso Gina Swart – sembrano però già mostrare la possibilità di mettere a punto sistemi produttivi che sappiano coniugare sostenibilità e redditività degli agricoltori. Produrre cibo sano e di qualità preservando e migliorando la biodiversità e la qualità del suolo è una missione che può essere raggiunta attraverso la competenza e l’innovazione».

La gestione del frumento con le strisce di biodiversità nel progetto LivinGro
Soluzioni per coniugare sostenibilità e reddito - Ultima modifica: 2021-03-20T11:57:44+01:00 da Lorenzo Tosi

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