APEO, ortofrutta pugliese campione di export, ma serve rafforzare competitività delle sue imprese

Giacomo Suglia, presidente dell'Apeo
Il presidente Suglia: «I nostri costi tra i più alti d’Europa e i nostri partner ci fanno concorrenza. La politica riconosca il nostro ruolo e riduca davvero tasse e mala-burocrazia»

L’agricoltura italiana si è confermata una garanzia, un settore indispensabile per la vita e per il benessere delle famiglie italiane. Questo è l’insegnamento che ci ha lasciato la terribile vicenda causata dalla Covid-19.

È quanto ha affermato il presidente dell’Associazione dei produttori e degli esportatori ortofrutticoli pugliesi (Apeo), Giacomo Suglia, tracciando un bilancio dell’emergenza-pandemia per l’ortofrutta pugliese nel corso dell’ultima assemblea dell’Apeo.

 

«Ruolo vitale perché produciamo beni indispensabili»

Le imprese dell'ortofrutta hanno continuato a lavorare durante il lockdown

«Le imprese dell’ortofrutta non hanno mai mollato, hanno continuato a lavorare, a produrre e confezionare, a rifornire la Grande distribuzione e i mercati generali pur nelle crescenti difficoltà e nonostante i mille problemi legati alla sicurezza degli ambienti di lavoro, alla tutela dei lavoratori sia in campagna sia nei magazzini.

Nella filiera socio-economica italiana il nostro ruolo è vitale perché non produciamo beni di lusso, ma beni indispensabile alla vita! Abbiamo affrontato difficoltà e costi crescenti, riuscendo a mantenere i prezzi bassi per non far mancare alimenti di consumo quotidiano per milioni di famiglie italiane.

Noi dell’ortofrutta siamo stati uno dei pochi settori a non fermarci, abbiamo continuato a lavorare con grande impegno e grande senso di responsabilità».

 

«Dobbiamo impegnarci affinché il nostro ruolo sia riconosciuto e valorizzato»

Per Suglia il ruolo degli imprenditori ortofrutticoli deve essere riconosciuto e valorizzato

Premesso questo, ha proseguito Suglia, gli operatori dell’ortofrutta devono considerarsi dei privilegiati perché hanno potuto continuare sempre a lavorare e produrre mentre gran parte dell’Italia produttiva si fermava.

«E adesso che siamo nella Fase 3, quella della ripresa, del necessario rilancio, dobbiamo ulteriormente prendere atto, noi per primi, che siamo un settore fondamentale nella filiera della vita quotidiana e sta a noi impegnarci affinché il nostro ruolo sia più valorizzato e più riconosciuto per quello che vale, per quello che sa dare e garantire al benessere degli italiani.

Una presa di consapevolezza, una assunzione di responsabilità che dobbiamo fare tutti insieme, perché da soli è impossibile!».

 

«Per concreto rilancio export attendiamo svolta politico-diplomatica dell’Italia»

Per l'Apeo una svolta politico-diplomarica dell'Italia può aprire nuovi mercati

«È vero che veniamo da settimane difficilissime per tutti, dove però l’ortofrutta ha dato prova di resilienza straordinaria, come dimostrano i flussi dell’export nel primo trimestre del 2020 (+6,9%) e anche i dati Fruitimprese relativi al solo mese di marzo (+7,1%), quando già eravamo in pieno lockdown.

Ma per un concreto rilancio del nostro export – ha chiesto Suglia – attendiamo una svolta politico-diplomatica del nostro paese che supporti concretamente le nostre imprese nell’apertura dei nuovi mercati dell’Asia, dell’Estremo Oriente e del Centro America.

Così come attendiamo un progetto di rilancio dei consumi nazionali che riconosca all’ortofrutta il ruolo e i benefici per la salute dei consumatori in un quadro di sicurezza alimentare e di valorizzazione della dieta mediterranea».

 

«Contro la crisi che si annuncia passare dalle parole ai fatti»

Suglia: «Contro la crisi che si annuncia passare dalle parole ai fatti»

Le imprese ortofrutticole sono preoccupate per le conseguenze della crisi economico-sociale che si annuncia, ha poi sostenuto Suglia.

«L’ortofrutta italiana, e quella pugliese in particolare, è tra le più controllate d’Europa e del mondo e offre tutte le garanzie in tema di qualità, salubrità e sicurezza fitosanitaria. Alla politica, alle istituzioni chiediamo un riconoscimento concreto di questi nostri valori, perché la concorrenza internazionale rischia di emarginarci a causa dei nostri costi troppo alti.

Si annunciano tutti i giorni misure per ridurre il carico fiscale su imprese e famiglie e per combattere la mala-burocrazia. Occorre passare dagli annunci ai fatti concreti in tempi brevissimi perché il calo dei redditi dei consumatori rischia di agevolare il prodotto di importazione, meno caro del nostro e con minori garanzie di salubrità.

I nostri oneri fiscali e previdenziali sono tra i più alti d’Europa e sul costo del lavoro dobbiamo subire la concorrenza non solo dei Paesi terzi ma degli stessi nostri partner europei. A ciò si aggiunge che dal 1° luglio i pagamenti in contanti vengono ridotti da € 3.000 a € 2.000 e dal 1° gennaio 2021, addirittura a 1.000 euro. Questo amplificherà la crisi in quanto si ridurranno i flussi di moneta contante nel circuito economico».

APEO, ortofrutta pugliese campione di export, ma serve rafforzare competitività delle sue imprese - Ultima modifica: 2020-06-30T19:15:35+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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