Assicurazioni: gli agricoltori devono ancora riscuotere più di 500 milioni da Agea

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Albano Agabiti, presidente di Asnacodi
Malgrado le promesse degli ultimi mesi Asnacodi denuncia come «gli agricoltori siano ostaggi umani della burocrazia con un insopportabile scaricabarile e ping pong istituzionale» e chiede l’intervento del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone.

Lo Stato è debitore nei confronti degli agricoltori di mezzo miliardo per il mancato versamento dei contribuiti per le assicurazioni contro le calamità nelle campagne. L’allarme è stato lanciato ancora una volta da Asnacodi (Associazione dei Consorzi di Difesa) nel sottolineare che l’Italia senza un’azione straordinaria rischia di perdere centinaia di milioni di risorse comunitarie destinate ad un intervento strategico per l’agricoltura italiana, di fronte agli ingenti danni provocati dai cambiamenti climatici.

«Gli agricoltori sono ostaggi umani della burocrazia con un insopportabile scaricabarile e ping pong istituzionale tra società fallite e gare infinite che rischiano di travolgere le imprese» ha affermato il presidente di Asnacodi Albano Agabiti nel chiedere l’intervento del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone.

Dopo mesi di attese gli agricoltori – sottolinea Asnacodi - devono ancora riscuotere più di 500 milioni dall’Agea controllata dal Ministero delle Politiche Agricole per gli anni 2015-2016-2017 per le polizze assicurative.  A questo si aggiunge lo spreco di soldi degli agricoltori che sono costretti a pagare decine di milioni di interessi passivi per anticipare i contributi attraverso i consorzi di difesa ed occorrono quindi - precisa Asnacodi -- subito misure straordinarie per allineare i pagamenti, poiché le inefficienze della macchina pubblica non possono ricadere sulle imprese. Asnacodi ha già chiesto un incontro con la Conferenza Stato-Regioni e Province Autonome, poiché nessuna parte dello Stato può non sentirsi coinvolta in una vicenda che rischia di far perdere al Paese importanti risorse.

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