Biocarburanti, aumenta l’import di olio di palma?

olio di palma
Frutti di palma da olio
Timori del Copa Cogeca per la nuova classificazione europea delle materie prime per la produzione di biocarburanti. La mancanza di una valutazione d’impatto ambientale e di una quantificazione della deforestazione spalanca le porte all’invasione di olio di palma a discapito delle produzioni agricole europee

La pubblicazione del Regolamento comunitario che integra la direttiva RED II per quanto riguarda la determinazione delle materie prime a elevato rischio di cambiamento indiretto di destinazione d'uso dei terreni, hanno riacceso le proteste del Copa e della Cogeca. Le due organizzazioni europee degli agricoltori ritengono che questo regolamento, che entrerà in vigore il 1° giugno, non abbia senso dal punto di vista ambientale, economico e politico.

Il regolamento comunitario

Il nuovo Regolamento delegato stabilisce i limiti che influenzeranno la quantità di questi carburanti che può essere presa in considerazione nel calcolo sia della quota nazionale complessiva di energie rinnovabili e sia della quota di energie rinnovabili nel settore dei trasporti.

Area deforestata nel Borneo

Tali limiti si applicano allorquando le materie prime impiegate per la produzione dei biocarburanti provengono da terreni sottratti a utilizzazioni diverse da quelle agricole come boschi, zone umide e torbiere.
I biocarburanti a basso rischio sono il risultato di aumenti di produttività o perché provengono da colture coltivate su terreni abbandonati o gravemente degradati.
I carburanti ad alto rischio sono quelli prodotti da materie prime con una significativa espansione in terreni con elevato stock di carbonio e il Regolamento stabilisce i criteri per la loro individuazione e cioè:
a) l'area di produzione globale della materia prima è aumentata ogni anno di oltre l'1% e di 100.000 ettari dopo il 2008. Questo criterio verifica se la materia prima si sta effettivamente espandendo in nuove aree. Le materie prime per le quali non si osserva, o solo molto limitata, l'espansione dell'area di produzione (principalmente perché gli aumenti della produzione sono generati dal miglioramento dei raccolti piuttosto che dall'espansione dell'area di produzione) non causano una deforestazione significativa e, pertanto, non sono a rischio.
b) oltre il 10% di tale espansione è avvenuto su terreni con elevato stock di carbonio.

Più import di olio di palma?

Pekka Pesonen

L’accusa lanciata da Copa-Cogeca si basa sul fatto che durante il processo di definizione delle deroghe per la certificazione delle materie prime a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione d'uso dei terreni (ILUC), la Commissione europea non ha effettuato una valutazione d'impatto né fornito dati quantificabili sull'impatto potenziale sulla deforestazione relativo al sistema dei piccoli agricoltori.
Con le disposizioni attuali, per il Copa e la Cogeca è ovvio che il rischio che il ricorso all'olio di palma per la produzione di energia aumenti è alto, mentre gli agricoltori europei, che rispettano elevate norme ambientali, dovranno essere sottoposti a un massimale per i biocarburanti europei prodotti a partire da seminativi.
Pekka Pesonen Segretario generale del Copa-Cogeca ha affermato: "Durante il processo preparatorio dell'atto delegato, gli agricoltori europei e le loro cooperative hanno dichiarato costantemente che il regolamento proposto non forniva sufficienti garanzie che l'olio di palma certificato "a basso rischio ILUC" avesse solo un impatto limitato sulla deforestazione nei paesi terzi. Gli adeguamenti tecnici proposti dalla Commissione non offrono garanzie supplementari."

 

Biocarburanti, aumenta l’import di olio di palma? - Ultima modifica: 2019-05-27T03:23:08+00:00 da Lorenzo Tosi

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