Conversione agroecologica, Farming for future al via

Farming for future
Una roadmap che accompagnerà il settore agricolo al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal New Green Deal. Il decalogo del Cib punta ad abbattere le emissioni senza rinunciare alle produzioni alimentari di qualità

Risposte concrete alle nuove esigenze dettate dalla strategia europea “Farm to Fork” sono quelle che arrivano dal settore agricolo e ambientale. Farming for Future è la proposta degli imprenditori agricoli, delle industrie e dei tecnici del Consorzio italiano biogas – presentata nei giorni scorsi in modalità webinar – per la conversione agroecologica dell’agricoltura italiana. La proposta, che si articola in 10 azioni (delle quali 8 strettamente connesse all’agricoltura e ai suoi investimenti, mentre 2 sono di pertinenza dell’industria, quella del gas in primis), si prefigge lo scopo di ridurre entro il 2030 emissioni di anidride carbonica pari a 31.400kt di CO2eq all’anno, il quantitativo di CO2 prodotto da circa 18,5 milioni di automobili.
Nel dettaglio, il Cib prevede che attraverso la produzione di 6,5 miliardi di metri cubi di biometano secondo i principi del Biogasfattobene® e l’adozione delle soluzioni e delle tecniche che compongono il decalogo Farming for future, l’agricoltura italiana potrà:
- passare da un’emissione complessiva di circa 38.400kt di CO2eq nel 2018 a 26.000kt, riducendo il proprio impatto complessivamente di 12.400kt, ovvero del 32%. Tale riduzione deriva sia da misure di mitigazione che da attività di sequestro di CO2 nel suolo;
- contribuire alla riduzione delle emissioni nazionali complessive di circa 19.000kt di CO2eq annue, grazie al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili; questo rappresenta quindi una riduzione del 6% delle emissioni italiane associate all’uso di fonti energetiche fossili.

 

 

Verso un modello di economia circolare

 

Farming for future
Piero Gattoni, presidente del Cib.

Con questo progetto, il Cib ha quindi delineato una roadmap utile per dare risposte alle esigenze di produzione e di sostenibilità ambientale, in linea con il New Green Deal europeo e le sue strategie, preservando il patrimonio agricolo e zootecnico italiano e tutelando la fertilità del suolo. Attraverso le buone pratiche del Biogasfattobene®, sarà possibile, ad esempio, avviare a digestione anaerobica sino al 65% dei reflui zootecnici entro il 2030.
Uno dei nostri obiettivi – ha dichiarato durante il webinar Piero Gattoni, presidente del Cib – è dimostrare che è possibile abbattere le emissioni senza rinunciare alle produzioni alimentari di qualità che caratterizzano l’eccellenza del made in Italy. Il settore primario può dare un contributo strategico in termini di riduzione del proprio impatto ambientale: produrre di più usando meno risorse, riducendo gli sprechi, garantendo cibo ed energia rinnovabile e ripristinando la fertilità dei suoli e la biodiversità.
Il nostro Paese ha la possibilità di guidare la transizione verso un modello di economia circolare, dando risposte concrete alle crisi in corso – ha continuato Gattoni –. La nostra esperienza ci ha insegnato come il mondo agricolo e il mondo industriale si possano muovere sinergicamente, fornendo soluzioni tecnologiche immediatamente applicabili. Dall’analisi dei dati elaborati per questo progetto emerge che l’agricoltura, ridando centralità al suolo, diffondendo la digestione anaerobica, promuovendo la fertilizzazione organica e favorendo l’innovazione tecnologica, è in grado di abbattere le emissioni continuando a fare agricoltura di qualità. Questo percorso si può e si deve fare, con una politica di indirizzo chiara che permetta di investire bene le risorse disponibili e con una profonda azione culturale che sappia incidere sui territori.

In linea con Next Generation Eu

Farming for futureTra i relatori dell’incontro web, anche Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola, che ha sostenuto: l’Europa ha fatto uno scatto in avanti per fronteggiare la pandemia e ragionare sul futuro, che sarà centrato su sanità, inclusione, coesione, transizione verde e digitale. Biogas, acqua, innovazione tecnologica, transizione verde sono il cuore di Next Generation Eu. Rivitalizzare l’agricoltura italiana su base territoriale significa tutela e valorizzazione delle comunità, del territorio, e delle eccellenze del made in Italy quali Dop e Igp.
Anche Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, si è dimostrato in accordo con gli obiettivi di Farm for future: la pandemia ha messo in un angolo l’emergenza climatica, ma non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un problema urgente. Il biogas e il biometano vanno nella giusta direzione; innovare in agricoltura senza consumare è possibile, produrre elettricità e calore nelle aziende agricole e nelle stalle non è più un obiettivo irrealizzabile. Bisogna però rimuovere gli ostacoli burocratici.

Farming for future: nato tra gli agricoltori e per gli agricoltori

I primi ad avere interesse che il terreno sia sano e l’ambiente preservato con risorse naturali in abbondanza sono proprio gli agricoltori, ha spiegato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. L’economia circolare di Cib va in questa direzione, è un progetto nato in campagna tra agricoltori per gli agricoltori. Essere in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo vuol dire garantire un futuro alle aziende agricole che producono reddito, occupazione, investimenti.

Sì al digestato come fertilizzante

Secondo Ettore Prandini, presidente di Coldiretti: l’uso del digestato è performante in fase di coltivazione è in linea con le direttive del Green Deal e deve essere equiparato alle sostanze fertilizzanti. Agricoltura e zootecnia italiane sono tra le più sostenibili in Europa. Le rinnovabili devono diventare il cuore del sistema produttivo e bisogna dare spazio a nuove forme di coltivazione con l’agricoltura 4.0.

Farming for future
Semplificazione normativa

Giuseppe L’Abbate, sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali ha dichiarato: la crisi in atto, sanitaria, ambientale ed economica, dimostra che il business as usual non è una strada percorribile.
Come Governo, nei prossimi mesi saremo chiamati ad assumere decisioni politiche cruciali per delineare le opportunità di sviluppo anche del settore primario.
Servirà definire una governance responsabile che guardi al lungo periodo e che sappia implementare meccanismi chiari e stabili a supporto della transizione e che promuova percorsi di semplificazione normativa agevolando le sinergie lungo tutta la filiera.

Conversione agroecologica, Farming for future al via - Ultima modifica: 2020-11-18T15:57:48+01:00 da Mary Mattiaccio

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