Olio, Monini lancia il Piano di Sostenibilità per il prossimo decennio

Video Zefferino Monini, focus filiera

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L’azienda spoletina celebra il suo primo secolo di vita con un manifesto in tre atti – in campo, nella bottiglia, sulla tua tavola - che ambisce a indicare una nuova rotta di sviluppo sostenibile dell’extravergine made in Italy. Già investiti oltre dieci milioni di euro, che diventeranno circa 25 entro il 2030

L’azienda olivicola Monini, guidata da Maria Flora e Zefferino Monini, in occasione della celebrazione del centenario dalla fondazione, presenta il “Piano di Sostenibilità 2020 – 2030”, strumento che mette a fuoco le principali sfide del settore - agricola, ambientale, alimentare, produttiva, qualitativa, economica, culturale - con l’obiettivo di contribuire a costruire un futuro più sostenibile e consapevole.

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Maria Flora Monini

«Il Piano, nato prima dell’emergenza Covid-19, oggi diventa ancora più decisivo per impresa e settore oleicolo. Il mondo ci parla di sostenibilità, le sfide sono molte e delicate, oltrepassano i confini nazionali e riguardano tutti. Per questo – afferma Maria Flora Monini - abbiamo provato a immaginare il futuro che verrà con un orizzonte di dici anni definendo azioni concrete per un nuovo modello di sviluppo».

Le tre macro-aree del Piano di Sostenibilità

La strategia delineata nel Piano si focalizza su tre macro-aree, corrispondenti ai tre principali anelli della filiera olivicola: la produzione agricola, il prodotto, il consumo.

La prima macro area “in campo” è focalizzata sul segmento agricolo, primo anello della sostenibilità, che Monini ripensa realizzando, in collaborazione con la sua rete di produttori e fornitori, un “cuore verde” di un milione di olivi nel centro dell’Italia, e investendo nella produzione integrata e biologica, salvaguardando ogni singola goccia d’acqua con sistemi di irrigazione di precisione con l’obiettivo di risparmiare fino al 90% di acqua rispetto ai sistemi tradizionali di irrigazione.

La seconda macro area “dentro la bottiglia” è un percorso verso l’alta qualità garantita al 100% grazie alla certificazione di qualità superiore CEQ-Consorzio Extravergine di Qualità. Primo step di una nuova classificazione dell’olio extravergine basata su criteri quali-quantitativi, verso la tracciabilità dei prodotti, che verranno mappati tramite tecnologia blockchain, ma anche verso una confezione sempre più leggera, ecologica e realizzata con materiali riciclati.

La terza macro area “sulla tua tavola” punterà su progetti a lungo termine di sostegno alla ricerca scientifica in merito alle proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine, all'educazione dei consumatori di domani e alla promozione di uno stile di vita sano, equilibrato e sportivo.

L’investimento intrapreso dall'azienda

Per la realizzazione del Piano, delineato insieme a The European House-Ambrosetti, Monini ha pianificato un investimento di 25 milioni di euro in dieci anni su progetti dal campo alla tavola.

Ad oggi sono stati già investiti oltre dieci milioni di euro in progetti legati all'agricoltura, direttamente o in collaborazione con aziende partner, prevalentemente in Umbria. Entro il 2030 ulteriori dieci milioni di euro sono previsti per progetti olivicoli in diverse areali d'Italia, direttamente o in collaborazione con aziende partner.

L’investimento comprenderà anche progetti legati al prodotto e al consumo (tracciabilità, packaging innovativo e materiali sostenibili, certificazioni di qualità, tutela delle api, supporto alla ricerca, educazione alimentare e promozione di una sana alimentazione e di stili di vita corretti) per un importo totale di circa 5 milioni di euro (400/500 mila euro l’anno previsti).

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«Da qui al 2030 ci siamo dati obiettivi stimolanti che allo stesso tempo rappresentano una grande sfida: ripensare non solo la nostra operatività, ma definire anche azioni concrete che necessitano di un cambiamento culturale diffuso e profondo. La nostra aspirazione – spiega il presidente Zefferino Monini - è far arrivare sulle tavole di un numero sempre maggiore di consumatori i prodotti di alta qualità, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo».

Monini, le quattro linee di indirizzo per consolidare il percorso qualità

A livello prospettico, con tutta la variabilità prevedibile dopo l’emergenza sanitaria, sociale ed economica, l’azienda, spiega Zefferino Monini, continuerà a perseguire quattro linee di indirizzo che confermano il percorso di qualità intrapreso.

La prima: crescere, soprattutto all'estero. «Ci aspettiamo una crescita moderata in Italia (mercato maturo) e una crescita - specifica Zeffrino Monini - più ambiziosa sui mercati internazionali (mercati ancora da sviluppare) per portare il peso dei due canali al 50%/50%».

La seconda: qualità. «L’investimento sulla qualità - incalza Zefferino Monini - si sostanzia con un aumento della quota dei prodotti di fascia “Premium” e di prodotti 100% Italiani, con accordi di filiera e una maggiore integrazione a monte per aumentare il livello di tracciabilità, innalzando gli standard di qualità del prodotto finale rispetto alla media del mercato».

La terza: capitale umano e nuove competenze. «Punteremo - afferma Zefferino Monini - su integrazione di competenze verticali, investimento su professionalità commerciali, agricole, agronomiche e digitali».

La quarta: trasparenza dal campo alla bottiglia. «Programmeremo - conclude Zefferino Monini - continui investimenti per offrire ai consumatori e al mercato un’informazione trasparente e semplice anche grazie all'utilizzo di nuove tecnologie».

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«I progetti di filiera potrebbero essere un sistema importante per tenere una media di mercato decente sia per l'agricoltore che per il commercializzatore e l'industria. A noi - incalza il presidente Monini - non dispiacerebbe un prezzo medio costante che ci permetterebbe di fare una politica commerciale serena. Ma in Italia ci sono molte difficoltà».

 

Monini, il Piano in punti

Nei prossimi dieci anni Monini si impegna a:

  • Impiantare nel cuore dell’Italia 1 milione di olivi.
  • Coltivare il 100% degli oliveti italiani di proprietà ad agricoltura integrata o biologica, con sistemi di irrigazione di precisione.
  • Adottare nell'anno del Centenario 100 mila api e rafforzare progressivamente l’impegno per la salvaguardia di queste sentinelle della biodiversità.
  • Certificare il 100% dei suoi prodotti di origine italiana secondo i criteri del Consorzio Alta Qualità CEQ, che definiscono regole precise per tutte le fasi di produzione, garantendo una qualità superiore del prodotto, in primis sotto il profilo nutraceutico.
  • Tracciare il 100% dei suoi extravergine italiani grazie alla tecnologia blockchain.
  • Affiancare all'utilizzo di materiale riciclato per il 100% delle bottiglie in vetro verde una ricerca sul packaging per la creazione di una confezione innovativa e sostenibile.
  • Garantire un sostegno di dieci anni alla ricerca scientifica.
  • Educare un milione di studenti a una corretta cultura alimentare.
Azienda Monini

L’azienda Monini in cifre

Oggi Monini è una realtà da 144 milioni di euro di fatturato, che impiega 138 persone e produce una media annua di oltre 30 milioni di litri di olio, di cui l’87% è olio extravergine, ponendosi da sempre ai vertici tra i brand leader di mercato in Italia nel segmento extravergine. L’azienda commercializza in più di 60 Paesi nel mondo, dove realizza il 44% del suo fatturato.

Nel periodo gennaio-aprile 2020 le vendite complessive Monini (Italia+estero) a volume (sell-in) sono cresciute del 14.1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è guidata soprattutto dai mercati internazionali che sono cresciuti di oltre il 30%.

 

Olio, Monini lancia il Piano di Sostenibilità per il prossimo decennio - Ultima modifica: 2020-05-26T18:40:16+02:00 da Laura Saggio

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