Un osservatorio per prevedere l’arrivo della siccità

erosione
Il Cnr Ibimet lancia un’iniziativa per limitare i danni del global warming. Un sistema web based, già applicato e funzionante per la sola Regione Toscana sin dal 2012 è stato ora esteso a tutta l’Italia.

La siccità che colpisce ormai ripetutamente molte aree dei Paesi di tutto il mondo provoca danni economici di valore altrettanto crescente che occorre alleviare con interventi specifici. Ma le azioni riparative sarebbero più efficaci e meno dispendiose se si riuscisse a prevedere l’arrivo di un periodo siccitoso in determinato territorio e di conseguenza valutare in anticipo i danni che tale fenomeno provocherà.

Tutto ciò sarà ora possibile dopo l’entrata in funzione dell’Osservatorio Siccità presentato venerdì 25 gennaio, a Roma, nell’Aula Marconi del Cnr in piazzale Aldo Moro. L’Osservatorio è stato realizzato da un team di ricercatori dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibimet), in collaborazione con il Consorzio Lamma, nel quadro dell’iniziativa Climate Services di Ibimet.

Per consultare gratuitamente ilservizio di monitoraggio e previsione sulla siccità in Italia, gestito dall'Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr basta cliccare qui.

L’osservatorio siccità

L’Osservatorio è un sistema web based, già applicato e funzionante per la sola Regione Toscana sin dal 2012 è stato ora esteso a tutta l’Italia. Esso fornisce un servizio operativo semi-automatico, dettagliato e tempestivo per il monitoraggio della siccità, che dopo le alluvioni, è il secondo disastro a colpire la popolazione e, rispetto agli altri eventi estremi di origine naturale, è un fenomeno complesso e strisciante, le cui intensità ed estensione spaziale sono estremamente variabili. Inoltre la siccità è un fenomeno caratterizzato da un inizio lento e spesso di difficile identificazione e da un'evoluzione duratura.

Lo scopo e le funzioni

Lo scopo principale è quello di ridurre il gap esistente fra il verificarsi di un evento siccitoso e le risposte degli utenti finali nel gestire le emergenze legate al protrarsi del fenomeno, fornendo informazioni e mappe in tempo quasi reale. In particolare lo scopo finale è quello di dare un supporto tecnico su base scientifica a diversi tipi di utenti. Fornire, quindi, informazioni tempestive e affidabili ai decisori, ai gestori e agli utenti delle risorse idriche significa potenziare tanto le attività di monitoraggio e previsione, quanto la pianificazione di misure di mitigazione e educazione della comunità

Il framework si compone di tre parti:

  1. il sistema di monitoraggio, basato su un set di indici di siccità legati a dati a terra di pioggia e a indici derivati da immagini satellitari,
  2. il sistema di previsione stagionale dei parametri meteorologici pioggia e temperatura e l'indice SPI-Standardized Precipitation Index a tre mesi,
  3. il sistema di diffusione delle elaborazioni ed analisi basato sull'uso spinto del web.

 

Un sistema open source

Un aspetto fondamentale che ha guidato lo sviluppo del progetto di ricerca è l’approccio Open Innovation, fondato sui concetti di Open Data, Open Source e Open Access, caratteristica distintiva dell’Osservatorio insieme all’espandibilità, flessibilità e interoperabilità con altri servizi, pensati per rispondere al meglio ai bisogni dei vari utenti.

Il servizio climatico sviluppato ad hoc a partire da un’infrastruttura di dati della ricerca di Istituto integra dati a terra e da satellite, utilizzando soluzioni Open Source e servizi standard interoperabili per i dati geografici, per produrre indici di vegetazione e di pioggia in grado di seguire l’occorrenza e l’evoluzione di un evento siccitoso.

 

 

Un osservatorio per prevedere l’arrivo della siccità - Ultima modifica: 2019-01-28T02:44:00+00:00 da Lorenzo Tosi

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