Irrigazione: ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico

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Irrigare consapevolmente per coltivare il futuro, questo il tema del convegno (al centro Michele Perniola).
Un convegno nazionale sull'irrigazione tenutosi a Matera ha dibattuto sulla gestione delle risorse idriche e sul miglioramento dell'efficienza del loro utilizzo

Riportare le ultime novità frutto della ricerca e fare il punto sugli argomenti salienti legati all’irrigazione. Ma anche indagare sui limiti del trasferimento tecnologico agli operatori professionali. Sono stati questi gli obiettivi centrali del convegno nazionale tenutosi a Matera su “Irrigazione: ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico”. Promosso dal GRU.S.I. (Gruppo Studio sull’Irrigazione), è stato organizzato, in collaborazione con Soi, Sia e Aiia, nell’ambito delle attività del “Festival dell’innovazione su acqua e irrigazione”, a valle del “IX International Symposium on Irrigation of Horticultural Crops”.

Leggi qui le innovazioni presentate ad Acqua Campus Med. 
Il campo sperimentale e dimostrativo realizzato presso l’Azienda “Pantanello” 

Ricerca e innovazione

Sulle ultime innovazioni della ricerca presentate al simposio internazionale, tema della prima sessione “Ricerca e innovazione”, ha introdotto Diego Intrigliolo, Cebas CSIC, Spagna.

Diego Intrigliolo, Cebas CSIC, Spagna.

«Quando, quanto e come irrigare? Come si possono migliorare gli interventi irrigui nelle parcelle? Questi sono gli spunti che più attirano i ricercatori, per massimizzare l’efficienza nell’uso dell’acqua. Pochi sono stati i lavori sulla misurazione dell’umidità del terreno, interessa di più l’utilizzo di sensori per misurare il potenziale idrico xilematico direttamente sulla pianta. Altro argomento molto sentito è l’utilizzo dei modelli DSS, cioè dei sistemi di supporto alle decisioni. Poi il telerilevamento, per combinare diverse fonti di informazione, e infine l’irrigazione di precisione. Abbiamo però avvertito la mancanza di studi socio-economici legati alla parte sperimentale tecnica, per cui non si dimostrano bene i vantaggi economici delle nuove tecnologie. A volte la governance dell’acqua non stimola l’adozione delle tecnologie. Ritengo che debba esserci più collaborazione reale fra ricerca e ditte private, cioè aziende agricole e provider di tecnologie e servizi».

Irrigazione di precisione

L’irrigazione di precisione nella futura smart farm: opportunità e problemi aperti, questo è stato il tema trattato da Francesco Morari, Dafnae Università di Padova.

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Francesco Morari, Dafnae Università di Padova

«Variare i volumi idrici per migliorare l’efficienza irrigua, questo è un obiettivo vantaggioso per gli agricoltori: distribuire, cioè, l’esatta quantità di acqua richiesta in base alla mappa di vigore vegetativo, alle differenti composizioni del suolo, al tipo di coltura e all’andamento climatico. Esattamente come si può fare per la concimazione e per la difesa fitosanitaria».

L’acquisizione di mappe georeferenziate, tramite immagini multispettrali rilevate da drone o da satellite, è il punto di partenza per l’irrigazione di precisione, ha sostenuto Carlo De Michele, Ariespace Spin Off Università di Napoli Federico II, trattando il monitoraggio delle aree irrigate e dei fabbisogni idrici da satellite.


Carlo De Michele, Ariespace Spin Off Università di Napoli Federico II

«Un’acquisizione satellitare equivale a milioni di sensori in campo. Le mappe riguardano il vigore vegetativo della coltivazione e l’analisi della composizione del suolo della zona da irrigare. Dall’unione di queste mappe viene elaborata una mappa di irrigazione per ogni singola cella che prescrive univocamente la quantità di acqua richiesta dalla cella stessa».

Il trasferimento delle innovazioni

Se il legame fra ricerca e innovazione è stato il tema della prima sessione, la seconda ha posto l’accento sulla necessità di avviare un dialogo con i privati per comprendere i fabisogni in termini di ricerca e discutere sulle azioni sinergiche da mettere in campo per creare un ponte tra la ricerca e l’applicazione nel settore agricolo.

«Acqua Campus Med può diventare un modello per il trasferimento delle tecnologie irrigue nel Mezzogiorno – ha dichiarato Salvatore Infantino, responsabile Programmazione istituzionale e controllo strategico dell’Alsia Basilicata –. Rendere visibili i risultati ottenuti dalla ricerca significa cominciare a renderli fruibili. Ma vuol dire anche iniziare a capire le esigenze reali dei consorzi irrigui e dei comprensori agricoli lucani. È stato stimato che occorrono nove anni affinché una ricerca abbia i primi effetti su un territorio e 25 anni perché possa esplicare tutti i suoi benefici: se acceleriamo questi tempi ne ricaveremo un grosso vantaggio competitivo per le nostre imprese agricole».

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Salvatore Infantino, Alsia Basilicata

La questione del trasferimento delle innovazioni agli agricoltori è in primo luogo economica, ha concluso Michele Perniola, Università della Basilicata. «I costi delle tecnologie sono diminuiti, è vero, il ricambio generazionale c’è stato, i giovani agricoltori sono preparati e abbastanza informati. Ma i margini di guadagno degli agricoltori, e degli ortofrutticoltori in particolare, sono ridotti al minimo. Perciò molti rinunciano a introdurre in azienda nuove macchine e nuovi dispositivi tecnologici, si accontentano di ciò che hanno o di quello che è alla loro portata finanziaria. Questa è la grossa contraddizione che viviamo: le tecnologie ci sono ma non vengono sfruttate come sarebbe possibile».

Irrigazione: ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico - Ultima modifica: 2019-06-21T10:15:50+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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