Macchine agricole, i prezzi troppo alti spingono all’acquisto di usato

macchine agricole
E così non si rinnova il parco macchine, secondo FederUnacoma. Le norme Ue costringono ad un continuo aggiornamento dei mezzi meccanici da parte delle industrie costruttrici con un inevitabile incremento dei costi.

«Nel settore della meccanica agricola le normative europee hanno un impatto pesante e condizionano il mercato. L’aggiornamento costante dei regolamenti e delle direttive, che definiscono le caratteristiche tecniche di trattrici, motoagricole, attrezzature ed altre tipologie di macchine, costringe le case costruttrici ad una rincorsa continua e comporta un consistente aumento dei costi di produzione e quindi dei prezzi finali. L’entrata in vigore della Mother Regulation, che dal primo gennaio di quest’anno definisce i nuovi criteri di omologazione dei mezzi agricoli, ha messo fuori mercato gli stock di macchinario già prodotto, e l’applicazione di normative come quelle sulle emissioni e sulla rumorosità dei motori comporta costi di progettazione e industrializzazione che incidono sul prezzo dei prodotti in modo consistente (si stima che la Mother Regulation e la normativa sulle emissioni inquinanti produrranno, nel periodo 2015-2021, un aumento complessivo dei costi pari al 40%)». È quanto si legge in una nota presentata ieri, 25 gennaio, presso il Parlamento europeo a Bruxelles dall’associazione dei costruttori italiani FederUnacoma.

Le conseguenze di questa situazione sono particolarmente visibili in Italia. L’agricoltura della Penisola si caratterizza infatti per l’alto numero di imprese agricole di piccole dimensioni (circa 1,4 milioni con una superficie media compresa fra gli 8 e i 9 ettari) che hanno una ridotta capacità d’investimento, e l’industria meccanica di settore è specializzata su tipologie di macchine, come ad esempio i trattori “stretti” per vigneto e frutteto, sulle quali l’applicazione delle nuove norme sulle emissioni dei motori risulta molto difficoltosa tecnicamente oltre che onerosa sul piano economico.

«Un intervento lungimirante della Commissione ENVI nel luglio 2016 - ha sottolineato Alessandro Malavolti presidente FederUnacoma - ha permesso di rimodulare le fasi di applicazione della normativa che prevede l’installazione di voluminosi dispositivi antiparticolato sulle trattrici strette, ma nuove scadenze si prospettano e nuove normative incombono. Il consistente calo del mercato che ha caratterizzato gli ultimi anni è in buona parte dovuto proprio all’aumento dei prezzi delle macchine agricole, fatto che ha finito per alimentare la compravendita di macchine usate che certo non contribuisce a rendere più competitivo il settore agricolo. Nel solo anno 2016 abbiamo avuto in Italia una vendita di quasi 30mila trattrici usate, con un’età media di 20 anni, contro le appena 18.300 nuove immatricolazioni e questo contraddice il concetto di innovazione e dimostra quanto sia importante per un settore come il nostro adottare normative specifiche che si rivelino sostenibili tanto per le industrie quanto per le imprese agricole».

Nel ricordare come l’agroalimentare rappresenti un punto di forza dell’economia europea e registri una crescita costante anche in termini di esportazioni, Paolo De Castro, Vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue «ha confermato il ruolo fondamentale dei Psr per il potenziamento dell’agricoltura continentale anche con riferimento alla meccanizzazione agricola». In tema di Psr, De Castro ha espresso anche l’auspicio «che possano essere modulati sempre meglio sulle caratteristiche dei singoli Paesi. Parlando delle normative europee sulle macchine agricole, De Castro ha confermato l’utilità di avere mezzi sempre più ecocompatibili e sicuri, ma ha anche sottolineato «la necessità di produrre normative specifiche per il settore e di predisporre una tempistica di adattamento sostenibile per le imprese».

 

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