Bovini, le innovazioni premiate da Eurotier 2021

bovini
I riconoscimenti sono stati assegnati a nuove soluzioni tecniche, e tecnologiche, riguardanti il benessere animale, la riduzione delle emissioni, la prevenzione delle malattie e il management della vitellaia

All’EuroTier 2021 di Hannover (Germania), la principale fiera mondiale per le produzioni animali, sono stati conferiti gli EuroTier 2021 Innovation Awards, premi attribuiti alle migliori innovazioni del settore zootecnico da un comitato di esperti nominato dalla Dlg, la Società tedesca per l’agricoltura (Deutsche Landwirtschafts-Gessellschaft). L’evento si è svolto online, dal 9 al 12 febbraio, e ha valutato un totale di 80 proposte approvate. Sono state conferite una medaglia d’oro e 7 di argento, di cui 6 relative all’allevamento di bovini e 2 a quello avicolo. Di seguito le soluzioni per l’allevamento dei bovini.

boviniCowToilet di Hanskamp (Olanda)

La più alta onorificenza degli EuroTier 2021 Innovation Awards è stata conferita all'olandese Hanskamp per il suo dispositivo CowToilet, nato per cercare di diminuire l’impatto ambientale dell’allevamento tramite la riduzione delle emissioni di ammoniaca. Contrariamente alle soluzioni che mirano alla rimozione dell’ammoniaca dopo la sua immissione nell’aria, la CowToilet è un prodotto inedito che consente di separare l’urina dalle feci direttamente all’origine, agendo quindi a monte della produzione di tale gas, con il fine di migliorare la sostenibilità dell’allevamento bovino da latte.

 

 

Ciò che si vuole cercare di ridurre con questo sistema è il contatto urina-feci che porta alla produzione di ammoniaca per idrolisi enzimatica dell’urea presente nelle urine stesse. Si tratta di una reazione particolarmente rapida, che avviene nel giro di poche ore, in quanto l’enzima ureasi viene prodotto direttamente dai microrganismi presenti nelle deiezioni.

La CowToilet è un sistema di minzione volontario, che non stressa l’animale. Essa è composta da una stazione di alimentazione e da un sistema di raccolta. Quando la bovina si reca alla mangiatoia viene sollecitata in uno specifico punto, posto al di sopra della mammella, che stimola il riflesso della minzione. La vaschetta di raccolta è sospesa e libera di muoversi: questa caratteristica gli permette di sollecitare il punto esatto senza la necessità di esercitare un’eccessiva pressione che potrebbe arrecare fastidio all’animale. Grazie all’erogazione di parte della razione giornaliera, la vacca viene incentivata ad urinare nella CowToilet e l’urina può essere raccolta prima che raggiunga il pavimento (foto 1 e 2). La vaschetta è dotata di un setaccio ed è collegata ad un sistema di aspirazione che la convoglia verso gli appositi contenitori di stoccaggio.

È quindi possibile stoccare distintamente l’urina dal letame; la loro precoce separazione permette di utilizzare le due componenti singolarmente, sia per ottenere una fertilizzazione mirata delle colture che nell’ambito della produzione energetica.

Inoltre, minori emissioni di ammoniaca si traducono in un miglioramento dei parametri ambientali e della qualità della lettiera che rimane più pulita ed asciutta, con conseguente maggior benessere per le bovine.

Gli studi condotti hanno dimostrato che con questa modalità viene raccolto almeno il 50% dell’urina prodotta, indicativamente pari a 10 litri di urina/capo. Ulteriori studi sono in fase di esecuzione ma, verosimilmente, con l’utilizzo di questo sistema la quantità di ammoniaca prodotta in allevamento potrebbe ridursi del 50%.

Alma pro HygieneSet di Urban (Germania)

La ditta tedesca Urban ha proposto una nuova soluzione che sfrutta i raggi UV-C come metodo di sanificazione contro i microrganismi potenzialmente patogeni per il vitello, al fine di migliorare l’igiene dell’alimentatore automatico Urban Alma pro (foto 3). La tecnologia di irraggiamento con UV-C viene da tempo utilizzata per la sanificazione nei laboratori e nell’industria alimentare e sfrutta la capacità di questi raggi ultravioletti di modificare il materiale genetico dei microorganismi, impedendo loro di sopravvivere e riprodursi e, quindi, di essere dannosi.

L’alimentazione automatizzata dei vitelli riduce la richiesta di manodopera e consente di nutrire il giovane bestiame in modo preciso e secondo le esigenze delle diverse età; di contro, se non correttamente gestita, comporta dei rischi sanitari derivanti dall’uso comune delle stesse tettarelle che possono veicolare germi patogeni.

Per evitare che le infezioni si diffondano all’interno del gruppo, con Alma pro HygieneSet la tettarella e le superfici di contatto adiacenti vengono sottoposte ad irraggiamento in modo automatico dopo che il vitello ha terminato il pasto. Infatti, non appena il vitello lascia la stazione di alimentazione, due lampade UV-C si accendono e distruggono immediatamente i microrganismi presenti. I test effettuati hanno dimostrato l’efficacia della sanificazione: con soli 11 secondi di trattamento più del 90% dei germi originariamente presenti viene distrutto.

In modo analogo anche l’acqua utilizzata nella preparazione del latte viene sottoposta ad irraggiamento, dato che, spesso, le condutture vecchie possono far aumentare la quantità di germi in essa presente.

Infine, è importante sottolineare il basso impatto ambientale di questa soluzione che non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche per l’abbattimento della carica microbica, pur garantendo sicurezza ed efficacia.

Brix-TS Sensor di Holm & Laue (Germania)

Brix-TS, sviluppato da Holm & Laue, è un rifrattometro elettronico integrato nel miscelatore dell’alimentatore automatico per vitelli CalfExpert che funge da sensore e misura continuamente la quantità di sostanza secca presente nel latte in preparazione (foto 4). Se risultano delle divergenze rispetto al piano alimentare impostato, queste vengono automaticamente corrette in modo che il pasto sia sempre adeguatamente formulato.

L’utilizzo dei diversi tipi di latte ricostituito o ancor più del latte intero, dove difficilmente la composizione è costante, richiede un controllo e una regolazione puntuale delle impostazioni dell’alimentatore automatico. Tuttavia, può succedere che, per motivi di tempo, questa mansione venga saltuariamente trascurata.

Il latte intero utilizzato nell’allevamento dei vitelli mostra grandi variazioni di composizione in quanto nella maggior parte dei casi viene utilizzato latte non commercializzabile, ma anche perché può essere diluito con i residui dell’acqua che residua dalle operazioni di pulizia degli impianti, o ancora per una variazione fisiologica imputabile alla stagione e all’alimentazione delle vacche.

Uno studio del 2009 ha mostrato come varia il contenuto di sostanza secca nel latte per l’alimentazione dei vitelli tra i diversi allevamenti, con valori che, nel caso specifico, sono compresi tra il 10,7% e il 13,4%, con un valore estremo del 5,1%. Tuttavia, differenze di composizione possono essere riscontrate anche all’interno della stessa azienda, proprio per via delle cause soprascritte.

Le differenze di composizione del latte possono comportare una crescita non ottimale dei vitelli o l’insorgenza di patologie, anche a fronte di un regime alimentare apparentemente costante. Per evitare ciò, con il sensore Brix-TS, Holm & Laue ha lanciato sul mercato una soluzione tecnica in grado di monitorare e correggere la razione dei vitelli, facendo venire meno la necessità di modificare ripetutamente le impostazioni dell’alimentatore automatico.

Calf Monitoring System di Futuro Farming (Germania)

Oltre alla medaglia d'argento, il Calf Monitoring System di Futuro Farming ha vinto l'Animal Welfare Award, uno specifico riconoscimento che viene assegnato alle innovazioni che promuovono la salute e il benessere animale. Grazie ad un sensore ad infrarossi, preciso e non invasivo, questo sistema consente all'allevatore di monitorare costantemente ogni vitello e di avere così un rapido riscontro sul suo stato di salute, anche da remoto.

Il sensore viene attaccato ad ogni igloo o box individuale per vitelli, registra il comportamento degli stessi e, sulla base di questo, viene fatta una valutazione: i dati rilevati vengono inoltrati ad un server che tramite determinati algoritmi identifica i vitelli potenzialmente malati (foto 5). I focolai di malattia vengono rilevati fino a 3 giorni in anticipo. Il riscontro di eventuali anomalie fa partire un messaggio di allerta che viene inviato in tempo reale allo smartphone dell’allevatore, permettendo così un trattamento tempestivo della patologia. Quest’ultimo consente di ridurre l’incidenza di malattie con decorso grave e diminuire la mortalità del giovane bestiame.

Grazie all’applicazione sul cellulare, l’allevatore può comodamente consultare importanti informazioni relative ai propri vitelli, anche a distanza di anni dalla loro nascita. Per fare un esempio, se una vacca non produce abbastanza latte, può andare a verificare se anche quando era vitella ha avuto delle problematiche.

Si tratta di un sistema di monitoraggio non invasivo e attivo 24/7: in questo modo il sensore registra l’intero repertorio comportamentale del vitello e fornisce dati più precisi e attendibili.

Può essere utilizzato già dal primo giorno di vita nei giovani animali stabulati singolarmente e fornisce la possibilità di monitorare più vitelli, uno dopo l’altro. In particolare, la durata prevista del sensore è di 4-6 anni e in questo arco di tempo si possono sorvegliare fino a 30-35 vitelli.

Pertanto, i vantaggi per l’allevatore, oltre al supporto tecnico per una migliore gestione della vitellaia e alla tutela della salute dei giovani animali, sono riconducibili al risparmio di tempo e denaro conseguente alla rilevazione e alla cura tempestiva delle patologie.

Barra spandiliquame di Möscha (Germania)

Il produttore tedesco Möscha è stato premiato per il suo braccio di spandimento per il liquame che come elemento costitutivo portante ha un tubo di plastica. Questo design semplice e leggero consente di ottenere una significativa riduzione del peso dell'attrezzatura che può quindi essere utilizzata anche in appezzamenti di difficile accesso, come possono essere le zone collinari o montuose.

Inoltre, si ha uno spandimento dei liquami uniforme e vicino al suolo grazie alla presenza del pattino di distribuzione collegato alla barra principale (foto 6). In questo modo le emissioni di azoto ammoniacale per volatilizzazione sono minori e si ha una distribuzione più precisa che ne consente l’utilizzo anche su campi coltivati.

Delta X Pack di Bioret Agri (Francia)

L’azienda francese Bioret Agri ha proposto il Delta X Pack, un sistema che raccoglie le feci e l’urina delle vacche da latte e le trasferisce in aree di stoccaggio dedicate. Si tratta quindi di un separatore di fase per le deiezioni che riduce il problema dell’accumulo del letame e delle emissioni di ammoniaca.

Nel pavimento della corsia vi sono due canali in cui sono alloggiati i nastri trasportatori controrotanti (foto 7). Ai lati vi sono dei tappetini di gomma convergenti verso i canali stessi, con una pendenza del 3% che favorisce il deflusso delle deiezioni per gravità e facilita lo spostamento delle stesse al passaggio del raschiatore.

I nastri trasportatori presenti alla base dei due canali sono lentamente e costantemente in funzione. Il nastro superiore trasporta le parti solide verso una fossa di stoccaggio situata ad un’estremità della stalla. Durante il percorso di ritorno, il nastro inferiore convoglia l’urina verso l’estremità opposta della struttura, dove si trova l’altra fossa di stoccaggio dedicata.

La separazione e la rimozione precoce delle deiezioni concorrono a limitare la formazione di ammoniaca: impedendo all’urina di permanere a lungo a contatto con l’aria e con le feci si ha una riduzione del 70% dell’ammoniaca prodotta.

Tra le unità di azoto di sintesi risparmiate, derivanti dalla possibilità di utilizzare separatamente le deiezioni per la fertilizzazione, la quantità di protossido di azoto non emessa in allevamento e la riduzione delle emissioni di metano dalle deiezioni solide, il beneficio ambientale totale stimato è compreso tra 3 e 4 tonnellate di CO2 equivalente per vacca per anno. La CO2 equivalente è una misura che permette di valutare l’impatto sul riscaldamento globale di una determinata quantità di gas serra rispetto alla quantità di anidride carbonica.

Bovini, le innovazioni premiate da Eurotier 2021 - Ultima modifica: 2021-03-22T13:04:47+01:00 da Simone Martarello

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